venerdì 1 luglio 2016

A MASON VILLARASPA BLOCCATO PER ORE CANTIERE DI PEDEMONTANA VENETA!

Ieri 30/06/16 durante la giornata abbiamo bloccato l'autopompa della ditta Facchin calcestruzzi all'ingresso del cantiere dello svincolo del Casello di Mason, così abbiamo stoppato per alcune ore la gettata di 400mc del nuovo scatolare della Pedemontana Veneta nel sotto passo con la Nuova Gasparona.

I nostri attivisti e tutti gli espropriati sono invitati ad agire nelle aree delle loro proprietà espropriate e non pagate. Si gioca con le parole sulla pelle dei cittadini per un'opera finanziata con il buco di 2486 mln di € (1700 mln€ per opere e 786 mln€ per oneri fiscali e finanziari).
Se non si rispettano gli impegni e non si pagano gli espropri continueremo con queste azioni di blocco a gatto selvaggio. Basta con i giochetti di parole tra espropri valutati ed espropri pagati: se non ci sono soldi per gli espropri si chiudano i cantieri, diversamente lo faremo noi come ieri!

La SIS é priva di fondi propri e il cantiere avanza in violazione del contratto di concessione e del progetto di finanza basato su due piani economico-finanziari fasulli. Siamo a sei mesi dall'impegno a roma IN CORTE DEI CONTI, dell'AD di SIS ing. Claudio Dogliani e del commissario ing. Silvano Vernizzi di trovare gli oltre 1700 mln€ che mancano e non si ha traccia alcuna del rispetto di quegli impegni.
Siamo stufi di fare da banca ad un'opera sbagliata che non vogliamo. Non abbiamo bisogno dell'ennesima zoninata e dell'ennesimo buco finanziario veneto. Noi non paghiamo con la nostra terra il fallimento della SalernoReggioCalabria del Nordest che la giunta Zaia difende con le unghie e con i denti, incapace di risolvere il nodo degli espropri che da solo vale 334,6 mln di €.

giovedì 23 giugno 2016

Il Caso Abano, le ombre della mafia al centro del Veneto

mattinopadova.gelocal.it
TAEPILE sulla vicenda che stamani ha portato all'arresto clamoroso di Luca Claudio riprende il Mattino di Padova: «Variazioni di destinazione d'uso dei terreni e aumento delle cubature: strumenti amministrativi in grado di generare operazioni da milioni di euro. Con il sospetto - così si legge - di legami con la malavita organizzata: due società hanno operato nel bacino termale e si sono contraddistinte per una gestione quantomeno sospetta. Acquistano terreni, iniziano a costruire, raccolgono risorse con fidejussioni per proseguire i lavori e poi - si legge su Il Mattino - non rispettano i vincoli pubblici oppure provano a trattare per modificare le caratteristiche del progetto. Improvvisamente falliscono e chi le gestisce se ne va con i soldi. La truffa riconduce quasi sempre alla Campania o alla Sicilia. Giri d'affari oscuri, inseriti in una interrogazione parlamentare redatta dal deputato del Pd Alessandro Naccarato e divenuta materiale allo studio dell'Antimafia».

lunedì 20 giugno 2016

Pedemontana Veneta: Sos finanziamenti: «Due mesi di ritardo» di Silvano Bordignon La polemica La presidente del Covepa, Matilde Cortese, denuncia ritardi nel closing finanziario

Matilde Cortese da corrieredelveneto.corriere.it 
L'importante intervento di Matilde Cortese portavoce dell'area bassanese del CoVePA. Facciamo il punto sulle promesse non mantenute dell'a.d. di SIS ing. Claudio Dogliani, sulle chiacchiere del presidente di VenetoStrade ing. Vernizzi, e sui silenzi di Luca Zaia. 
Dopo un anno siamo ancora al punto di partenza la SIS non riesce a finanziarsi: non trova nemmeno i 334 mln di € per gli espropri, sui 1.700 a suo carico.

CorVeneto 18/06/16 p.15.
«Due mesi di ritardo» di Silvano Bordignon
La polemica.  La presidente del Covepa, Matilde Cortese, denuncia ritardi nel closing finanziario .
BASSANO DEL GRAPPA
Il finanziamento della nuova pedemontana, o closing finanziario, che Domenico Dogliani, amministratore delegato di Società Pedemontana Veneta, aveva promesso (nel contesto della riunione della Corte dei conti del 21 dicembre scorso) di completare entro aprile, non è stato ancora realizzato. A denunciare il ritardo è Matilde Cortese, presidente del Covepa, il Comitato per la Pedemontana dell’area bassanese.

«La notizia purtroppo è proprio questa - dice - Noi c’eravamo alla riunione di dicembre della Corte dei Conti, che presentò un documento molto critico nei confronti della nuova strada. Allora Dogliani assicurò che entro aprile sarebbe stato realizzato il closing finanziario, con l’emissione di project bonds. Questo non è stato fatto. Ci siamo trovati ad Altivole all’inizio di maggio in una assemblea con il commissario Silvano Vernizzi, l’assessore regionale ai lavori pubblici Elisa De Berti, ed il concessionario (appunto Spv, ancora una volta ha assicurato che entro pochi giorni il closing finanziario sarebbe stato completato. Siamo a metà giugno e non c’è ancora niente, con il risultato che gli unici soldi per la nuova strada sono quelli dello Stato e della Regione, che mette a disposizione 5 milioni di euro ogni mese».

mercoledì 1 giugno 2016

SALVO VERNIZZI IL COMMISSARIO DELLA FALSA EMERGENZA IN PEDEMONTANA VENETA. RESPINTO IL RICORSO COVEPA AL CONSIGLIO DI STATO ma ancora non ci sono i soldi della SIS dopo 5 mesi dalle promesse alla Corte dei Conti

I due ricorsi presso il Consiglio di Stato discussi il 10/03/2016 sono stati giudicati e la sentenza pubblicata oggi con il n. 201602137. Il collegio della IV^ sezione presieduta dal giudice Filippo Patroni Griffi con relatore il dott. Nicola Russo ha respinto i due ricorsi presentati da due gruppi di cittadini. Il Consiglio ha pisciato sulla Corte questo è ormai un fatto, e non ha minimamente tenuto conto degli atti conseguenti e neanche dei provvedimenti governativi su legge obiettivo e progetti finanziati.

Il primo ricorso respinto,  guidato da Giuseppe Piccolotto  con l'avv. Ianna, fa riferimento alla sentenza n. 20150, mentre il secondo sostenuto dal CoVePA con Matilde Cortese prima proponente, è patrocinato dall'avvocato Pizzato ed è individuato con il n. 20150221. Alle due sentenze, ne manca una terza che riguarda il ricorso proposto dall'associazione Parco Rurale delle Rogge di Bassano del Grappa.

I ricorsi respinti danno fiato ad un asfittico commissario dimezzato Vernizzi a cui vogliamo ricordare non ha ancora dato notizia dell'avvenuto finanziamento del concessionario SIS. Vogliamo ricordare che questo non è avvenuto ne il 30 aprile come aveva ricordato di recente alla trasmissione Tagadà di La7. Ma nemmeno oggi ne ha dato notizia che entro il 31 maggio la SIS ha coperto i propri impegni nel reperire i fondi a suo carico che sono 1700 mln di € oltre a 450 mln di € di interessi. Questi erano gli impegni di vernizzi e del capo della SIS Dogliani, come aveva tenuto a precisare il geom. D'Agostino giusto ieri ai numerosi sindaci che gli stanno alle calcagna, per mezzo del Giornale di Vicenza, ormai ridotto a in house organ della SPV. Alla SIS mancano soprattutto i 334 mln di € per i pagamenti degli espropri nonostante le rassicurazioni dei topini nell'assemblea di Altivole quella della fuga dal sottoscala.

martedì 31 maggio 2016

Coldiretti segue il CoVePA nel denunciare il fallimento economico di Pedemontana Veneta, incapace di pagare gli espropri. La SIS non ha a portafoglio 334 milioni di €!

Martino Cerantola è uno di noi! Si, il presidente regionale della Coldiretti é uno del CoVePA! Sono chiari i punti che ha espresso oggi 31/05/16 il GdiVI a pagina 7 riportando le sue dichiarazioni secondo le quali i pagamenti di Pedemontana Veneta per gli espropri sono in grave ritardo da oltre due anni. Ormai è dimostrata la grave insussistenza economica e finanziaria di un'opera voluta da Galan e Chisso, che non riesce nemmeno ad eguagliare la Valdastico Sud e il Passante di Mestre nel finanziarsi. Un progetto del genere è in mano a una politica e a un sistema imprenditoriale che hanno fallito la pianificazione di una mobilità utile al territorio, questo ha detto Cerantola. Non sono mancati accenni ai progetfinansing in fallimento che avanzano perché sostenuti da fondi pubblici invece di impegnarsi in ciò che serve agli agricoltori e mentre il settore agricolo naufraga. Per noi è chiaro il messaggio inviato alla giunta e a Luca Zaia in giro per le fiere agricole e nel giorno della sua conferenza in cui fa il bilancio dopo un anno dalla rielezione.
Emergono anche nel reseconto di VVox i punti in comune con il CoVePA. Lo abbiamo incontrato negli anni scorsi, quando era presidente provinciale a Vicenza, abbiamo parlato con i suoi direttori, ma non credevamo che arrivasse a sostenere così chiaramente e apertamente le tesi del CoVePA su infrastrutture, mobilità e Pedemontana Veneta.

venerdì 20 maggio 2016

“Superstrada Pedemontana, troppi espropriati non sono stati rimborsati: ma l’opera non doveva essere finanziata con project bond americani? Questi bond sono stati emessi”?

“Ci sono o non ci sono questi project bond con cui finanziare la Superstrada pedemontana veneta”? La domanda giunge da Andrea Zanoni, consigliere regionale del  Veneto il quale rammenta come “sul caso avevo già presentato una interrogazione nel luglio dello scorso anno ricevendo una risposta tutt’altro che soddisfacente a novembre e ora riprendo il tema, perché mentre la Giunta Regionale  in più occasioni ha affermato che l’opera sarebbe stata finanziata dal concessionario dei lavori attraverso la sottoscrizione di project bond, tesi confermata dallo stesso concessionario nel corso dell’audizione della Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti del 21 dicembre 2015 – spiega Zanoni - molti degli espropriati, soprattutto  ma non solo nella provincia di Treviso, non sono ancora stati risarciti e mi chiedo perché. Ripeto:  questi project bond americani sono stati emessi? Il fatto che gli espropriati non siano stati rimborsati,  in altre parole, da cosa dipende”? - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/superstrada-pedemontana-troppi-espropriati-non-sono-stati-rimborsati-ma-lopera-non-doveva-essere-finanziata-con-project-bond-americani-q-questi-bond-sono-stati-emessi-q.html#sthash.rIEZJI8b.dpufy

martedì 10 maggio 2016

A ROMA INCONTRO CON L'ANAC PER LA PEDEMONTANA VENETA

Enrico Cappelletti Senatore del M5S ha fatto sapere che ieri 9 maggio 2015 ha incontrato i responsabili di ANAC a Roma che seguono il fascicolo aperto sulla Pedemontana Veneta. Insieme ai due portavoce del CoVePA Matilde Cortese e Massimo Follesa e all'arch. Carlo Costantini ha incontrato L'ing. C. Cresta responsabile dirigente dell'Ufficio Vigilanza Lavori di ANAC.
"Con Il senatore Cappelletti del M5S e il suo collaboratore arch. Costantinti abbiamo potuto affrontare nei dettagli le questioni aperte della Pedemontana Veneta e del suo traballante contratto di concessione ha sostenuto l'arch. Follesa. 
Matilde Cortese, che guida la battaglia degli espropriati, ha dichiarato: “Con l'ingegner Infantino, che segue direttamente gli sviluppi del fascicolo sulla SPV, abbiamo chiarito alcuni aspetti determinanti relativi ai finanziamenti, al contratto di concessione e alle procedure di approvazione dei progetti esecutivi, nonché il sistema dei subappalti e degli affidamenti di incarichi professionali. Ho potuto chiarire anche il sistema degli stati di avanzamento lavori per incamerare denaro pubblico senza riuscire nemmeno a pagare gli espropri, una vera e propria violazione del contratto di concessione”.

mercoledì 4 maggio 2016

LA7 Tagadà: PEDEMONTANA VENETA? SARÀ LA SALERNO REGGIO CALABRIA DEL NORDEST!


Su Tagadà di La7 servizio sulla Pedemontana Veneta. Ecco il link per il servizio e i commenti in studio e un breve reseconto.
“Questa sarà la Salerno Reggio Calabria del nord est, è un termine corretto” , a parlare è l‛architetto Massimo Follesa, del Coordinamento veneto Pedemontana Alternativa. Siamo andati in provincia di Vicenza, in uno dei cantieri dove sorgerà la superstrada a pedaggio lunga 95 km che collegherà Vicenza Treviso, progettata nel 1990 ma iniziata nel 2011 è già ferma, infatti, stando alla Corte dei Conti, dal 2003 il costo è aumentato a dismisura, arrivando a sfiorare i 3 miliardi di euro, costi esorbitanti da imputare a una cattiva gestione dei cantieri. Per il commissario della Pedemontana, Silvano Vernizzi, è improprio definirla la Salerno - Reggio Calabria del Nord, perché l‛opera verrà inaugurata il 31 dicembre 2018

venerdì 29 aprile 2016

SPV: FRANA UNA PARTE DELLA VARIANTE PER LA NUOVA GASPARONA NEL CANTIERE DI MASON-VILLARASPA (VI)

Riceviamo da Massiomo F. e pubblichiamo
Grave é il pericolo che hanno corso gli automobilisti che sono transitati nel cantiere di SPV tra Marostica e Breganze, una parte della variante del cantiere di Mason è sprofondata tra il il 27 e il 28 aprile. Il crollo nel sottostante svincolo si sarebbe verificato nella tarda serata di mercoledì 27 aprile, probabilmente a causa delle piogge e dei mezzi pesanti: si potrebbe dire che se la costruiscono e se la distruggono visto la quantità di camion della SIS che transitano. Ormai la Gasparona è stata ridotta a una mera viabilità di cantiere, è la SIS che sta creando la vera emergenza e viene da pensare che sia fatto scientemente.

Mercoledì notte, di ritorno dall'incontro sulla SPV di Altivole (TV), c'ero anch'io in quel tratto di strada. Ero con altri tre amici che mi avevano accompagnato alla serata organizzata dalla Rizzotto della Lista Zaia. Insieme agli altri automobilisti abbiamo corso un grave rischio. Saltare dal quel ponte significava volare da oltre 6 metri. Siamo ad un vero e proprio mancato disastro nel tracciato del sovra passaggio dell'ampio svincolo che immetterà dal casello di Villaraspa verso la zona industriale di Pianezze.

Avevamo appena ascoltato ad Altivole le parole retoriche sulla sicurezza dei cantieri della SIS e del commissario, con cui hanno commentato il recente decesso della galleria di Malo, che avrebbe potuto esserci un ulteriore incidente mortale.

mercoledì 27 aprile 2016

I CAMERIERI DELLA SPV SCAPPANO COME TOPI DAL SOTTOSCALA DI ALTIVOLE.

I TOPINI DI ALTIVOLE
Siamo stati all'incontro di Altivole ieri mercoledì 27 aprile sulla SPV, avremmo voluto porre delle domande a quel sindaco che si è meritato un articolo de Il Fatto Quotidiano per la sua censura alla presentazione del libro Strade Morte dello scorso anno.  Lui e il suo alter ego rizzotto, la cameriera regionale a 4 marce, sono scappati a gambe levate rifiutando il confronto. Alla fine, dopo due ore di monologhi, come topi insieme alla DeBerti, a Vernizzi e a D'Agostino se la sono svignata dalle cantine dell'auditorium comunale, rifiutando il confronto e le domande di oltre 200 presenti. Ci siamo resi conto di avere davanti inservienti protervi e arroganti della SPV, che giocano sull'appecoramento dei veneti che si lasciano dominare da lupi e lupe. Del resto di peggio si era già visto per le due banche venete, ma quei camerieri non sono rappresentanti delle istituzioni democratiche e repubblicane, sono usurpatori, hanno ridotto il tricolore a un tovagliolo da osteria. Avremmo voluto interrogarli con chi tira le fila della tavola della Pedemontana Veneta: il commissario, l'assessore e il dirigente SIS. Invece sono meschinamente scappati nascondendosi in un sottoscala, e uscendone a tarda notte dopo che la gente era defluita irritata. Anche le forze dell'ordine se ne erano andati e verso mezzanotte, quando sono sbucati dall'interrato c'é stato un faccia a faccia tra gli attivisti del CoVePa con Vernizzi e Fasiol che non hanno potuto evitare il confronto, mentre le leghiste a 4 marce Rizzotto e De Berti se la svignavano seguendo D'Agostino protetto dai suoi dipendenti
Ai camerieri con tricolore del bordello pedemontano volevamo chiedere del recente infortunio mortale accaduto nel cantiere di San Tomio di Malo per la costruzione delle opere di avvio del tunnel tra Castelgomberto e Malo del lotto 1C della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta. Ai tenutari invece avremmo voluto chiedere delle promesse del presidente della SIS ing. Claudio Dogliani, che si è impegnato con la Corte dei Conti per ottenere i fondi che il contratto di concessione pone a suo carico nella misura di circa 1,7 mld€ entro il primo quadrimestre del 2016.

martedì 19 aprile 2016

Pedemontana Veneta: muore un operaio nella galleria a Malo.

foto CoVePA
Abbiamo appreso del decesso di un operaio coinvolto in un incidente nel tunnel della SPV, si tratterebbe di un messinese impegnato nella costruzione di un'opera collaterale alla galleria principale tra la Valle dell'Agno e quella del Leogra. Pensiamo con dolore al suo sacrificio e alla sua famiglia e ai suoi compagni di lavoro, in questi momenti rivolgiamo il cordoglio di chi si oppone ad un'opera che comincia a chiedere il suo tributo di sangue. Dietro a questi fatti vi è la sottovalutazione dei rischi idraulici di questo sottosuolo e la presunta accelerazione dei lavori, che in meno di tre mesi avrebbero portato le opere iniziate dal 16% al 30%. Arrivare ad un terzo dell'opera in pochissimi mesi (ammesso e non concesso che sia vero) può avere costi anche in vite umane.

venerdì 8 aprile 2016

Bartelle M5S: «Zaia non poteva non sapere».


Wikipedia
Zattila non vedeva, non sentiva e non parlava con gli uomini del predidente, ma secondo Patrizia Bartelle Cons.Reg.M5S li conosce bene: dal cognato Persegato in ValdasticoSud, a Silvano Vernizzi, polesano e numero uno di Veneto strade, «sotto la cui gestione commissariale i costi della Superstrada Pedemontana Veneta sono lievitati da 2 a 3 miliardi di euro per stessa ammissione di Zaia con un contributo pubblico e perciò un aggravio per i contribuenti passato da 174 milioni a quasi un miliardo di euro» ndr. Leggi quanto riporta VVox
«Zaia non poteva non sapere». Queste le parole del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Patrizia Bartelle riguardo alla vicenda della Valdastico sud e il rinvio a giudizio per un gruppo di imprenditori e amministratori tra cui Luigi Persegato, cognato dell’ex governatore Giancarlo Galan. «Ci troviamo di fronte – spiega la Bartelle – ad una spartizione a tavolino in cui oltre agli amici degli amici, refrain che ritorna di consueto, entravano persino gli stessi familiari.

sabato 2 aprile 2016

IL SILENZO-DINIEGO DELLA BOTTICELLIANA MADIA E L'ILLUSIONE DELLO STATO TRASPARENTE DI FANFARENZI

Sembra un pesce d'aprile in ritardo, invece é una cosa vera. Sul Corriere della Sera online è apparso un intervento del ministro della Pubblica Amministrazione sul nuovo provvedimento per la riforma dell'accesso ai suoi atti. Il ministro Madia risponde a quanto sostiene Ferruccio de Bortoli in un precedente editoriale. 
La botticelliana Marianna pensa di introdurre il silenzio-diniego (l’assenza di risposta dell’amministrazione equivale a un no) e l’impossibilità per un cittadino di opporsi al rifiuto senza dover necessariamente ricorrere a un giudice e la tipologia di limiti all’accesso. Sembra una trovata piduista da rinascita della repubblica ammantata con la neo lingua di FanfaRenzi. Infatti stiamo parlando del Freedom Of Information Act mandato alle commissioni dal governo.  
De Bortoli sottolinea che l’elenco delle eccezioni è semplicemente sterminato: "Il limite della «tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti» forma una categoria talmente vasta da porre il diritto del cittadino a conoscere l’iter di un atto, i tempi e i costi della sua esecuzione, in una condizione di palese inferiorità, alla stregua di una curiosità molesta. La legge non identifica, nelle varie amministrazioni, un responsabile unico cui rivolgersi. Non c’è uno sportello. La mancata risposta dopo trenta giorni alla domanda di un singolo cittadino (destinata a perdersi nel mare magnum degli uffici) configura una sorta di silenzio-rigetto privo di sanzione."
C'é da preoccuparsi veramente, perché nonostante le buone intenzioni sottolineate da De Bortoli, la Madia sostiene la sua posizione dimenticandosi quanto sia illiberale la nostra democrazia, dove gli organi di informazione rispondono ad editori legati a potentati economici e politici, dove non esiste alcuna informazione indipendente salvo poche e saltuarie eccezzioni. Soprattutto la bionda va citando legislazioni come quelle americane, britanniche e tedesche dove le norme sul conflitto d'interessi, sul diritto d'informazione e sulla trasparenza  degli atti é una cosa seria. Noi su queste cose nelle classifiche internazionali siamo ben lontani da posti occupati dai nostri partner dell'UE, siamo al livello di una ex repubblica socialista appena accolta nel novero dei paesi occidentali. 
Sembra davvero profilarsi il giorno, per chi vorrà avere le carte, per affermare che il cielo sia blu come nei dipinti del Botticelli, che sia disposto a finire in galera. Per tutti glia altri ci sarà sempre un talent in tv o un'apericena in disco-bar da non perdere.

INCHIESTA A31. GALAN PERSEGATO BELTRAME E IL SILENZIO SUGLI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA VENETA.

ladomenicadivicenza.gruppovideomedia.it
Marco Milioni approfondisce la richiesta di rinvio a giudizio di Galan, del cognato Persegato e capo delle acciaierie omonime Beltrame. Leggi TAEPILE

Il rinvio a giudizio per il caso Valdastico sud, meglio nota come Vicenza Rovigo, è alle porte. Ne parla Il Giornale di Vicenza di oggi in pagina 7. Più precisamente la Dda di Venezia chiede il giudizio, tra gli altri, per il tycoon Antonio Beltrame, amministratore delegato della omonima acciaieria vicentina. 
Chiesto il processo anche per Luigi Persegato, all'epoca dei fatti amministratore unico della patavina Coseco e cognato dell'ex governatore veneto azzurro Giancarlo Galan. Il quotidiano berico omette però la parentela del Persegato. Sulla cui ditta incombono peraltro stranissime ombre

L'udienza preliminare avanti il tribunale di Venezia è fissata il 15 aprile. Tuttavia, al di là delle questioni di cronaca giudiziaria si pone un problema etico politico non da poco. Anzitutto perché oggi sarebbe stata auspicabile una dura presa di posizione di Confindustria verso gli iscritti e verso le imprese associate che in tema di ambiente e legalità si muovono senza rispetto per i valori più elementari. E tant'è che questo silenzio si perpetua da mesi. È avvenuto, tra le altre, col caso Mose, col caso Maltauro-Expo, col caso BpVi-Zigliotto, per non parlare della vicenda Vittadello

Confindustria Veneto tace ed acconsente. E non è un bel vedere per la regione. Nel mondo imprenditoriale in primis, l'affaire Guidi lo dimostra, occorre una dose di pulizia equivalente a quella da cavallo necessaria per ripulire un comparto politico amministrativo ridotto alla medesima melmaia.

venerdì 1 aprile 2016

GALAN E PERSEGATO ALLA SBARRA PER VALDASTICO SUD

GdiVI 01/04/16 p.7
Oggi il Giornale di Vicenza a pagina 7, diretto da Aria Gervasutti, da notizia dell'imputazione di Giancarlo Galan e di suo cognato Luigi Persegato. Sono chiamati alla sbarra per gli inquinanti sotto alla Valdastico Sud. Gli affari dei movimenti terra vanno alla sbarra insieme all'ad di Acciaierie Beltrame. 
Alla sbarra va con loro anche il sistema delle infrastrutture venete collegate alla finanziarrizazione delle opere pubbliche.
Questa é una notizia di cronaca nazionale e il giornale di aria compressa invece di farci la prima pagina la nasconde nelle pagine interne e sotto un titolo di copertura.
Il rinvio a giudizio per il caso Valdastico sud, meglio nota come Vicenza Rovigo, è alle porte dunque. Più precisamente la Dda di Venezia chiede il giudizio, tra gli altri, per Antonio Beltrame, amministratore delegato della omonima acciaieria vicentina. Chiesto il processo anche per Luigi Persegato, all'epoca dei fatti amministratore unico della patavina Coseco e cognato dell'ex governatore veneto azzurro Giancarlo Galan. Il quotidiano berico omette però la parentela del Persegato. La udienza preliminare avanti il tribunale di Venezia è fissata il 15 aprile.

lunedì 21 marzo 2016

LA SPV E' UN TAVOLO A TRE GAMBE.

CorVeneto 21.03.2016
Il comunicato del sen. M5S Enrico Cappelltti smentisce i toni trionfalistici dell'apertura del tunnel di Trissino e quelli ancora più altisonanti dell'annuncio del rigetto del ricorso di Villa Fanna al Consiglio di Stato a Roma.
Le parole di Cappelletti sono di una gravità inaudita e pongono in evidenza la concretezza dei fatti che incombono sulla Pedemontana Veneta. 
La cruda realtà dei fatti incombe su SPV: come è possibile che in soli due mesi e mezzo sia stato superato il 30% dei lavori eseguiti.
 Il Senatore pone l'accento sulle questioni finanziarie e sull'affidabilità internazionale di un'opera del genere. E' dunque lecito domandarsi qual'è il rating della Pedemontana Veneta?
Appaiono gravissimi i rischi in capo agli espropriati che hanno già perso le loro proprietà.
Zaia si appunta al petto l'apertura del primo lotto tra l'A31 e Breganze entro il 2016, ma questo fatto è capace di portare il finanziamento pubblico a oltre 1 mld di €.  

SPV: LIBRI IN TRIBUNALE? L'ALLARME DEL SENATORE M5S CAPPELLETTI

SU VICENZAPIU' ONLINE è APPARSO IL COMUNICATO DEL SENATORE CAPPELLETTI CHE LANCIA UN GRAVE ALLARME SULLO STATO ATTUALE DELLA SVP, AL DI LA' DEI TRIONFALISMI. DELINEA IL CONCRETO RISCHIO CHE SIANO DEPOSITATI IN TRIBUNALI I LIBRI DI SPV SE I TRE BUSSOLOTTI DEI FINAZIAMENTI PUBBLICI, PRIVATI E FINANZIARI RESTERANNO VUOTI.
Alcuni mesi addietro, il Commissario per la Pedemontana Veneta, in una intervista al TG3 regionale del Veneto, era addirittura arrivato a sostenere che avrebbe riscosso la garanzia nel caso in cui la SIS Società Consortile per Azioni non avesse saputo trovare i soldi per costruire la SPV entro marzo 2016. Aveva addirittura affermato in pratica la possibilità di rescindere il contratto di concessione con SIS SCpA, fatto che nasconderebbe il rischio di fallimento della società per l'attuazione del project-financing dell'infrastruttura così fortemente sostenuta da Galan, Chisso e Zaia.

martedì 15 marzo 2016

COSA SOSTENIAMO AL CONSIGLIO DI STATO CON LE ATTIVITA'SULLA SPV DI REGIONE VENETO, GOVERNO E COMMISSARIO. resoconto delle nostre osservazioni in dibattimento alla IV sez. contro spv

www.tesoridiroma.net
Si possono nascondere i problemi di Pedemontana Veneta dietro a una bella esplosione e a una ancora più fantastica rimozione di un ricorso. Chi si aspetta che domani mattina SPV si fermi può stare fresco, non diciamo che ci dispiacerebbe, ma vorrebbe dire che sarebbe fallita l'opera, insieme a un po' di imprese a catena e un'intera classe politica. Noi siamo abituati a stare con i piedi per terra e a guardare bene in faccia la realtà perciò ritorniamo sui problemi quelli veri. 
L'assenza al Consiglio di Stato di SIS e Commissario la dice lunga su quello che potrebbe aspettarci alla luce dei colpi nella galleria di Sant'Urbano in Valle dell'Agno. Nonostante l'euforia di queste ore, il 10 marzo 2016 è stata una giornata importante si è discusso presso la IV sezione del Consiglio di Stato a Roma il ricorso promosso dagli esporiati aderenti al CoVePA contro la Regione Veneto, Il commissario e la SISscpa e contro la Pedemontana Veneta da questi gestita. La mattinata è iniziata in modo teso, poichè ci è stato impedito dalle forze dell'ordine di assistere alla prima parte dell'udienza. I nostri rappresentanti presenti erano trattenuti per accertamenti a causa di foto e striscione sgraditi ai carabinieri e poliziotti presenti. Tutto è stato traslato in avanti e il dibattimento si è svolto nel primo pomeriggio sulle questioni di merito dei ricorsi contro SPV. Il collegio giudicante presieduto dal giudice Patroni Griffi e composto dal relatore Russo e dai consiglieri Greco, Taormina e Spagnoletti ha dato la parola agli avvocati Ianna e Pizzato che rappresentavano i ricorrenti e l'ass. Parco delle Rogge di Bassano del Grappa in tre distinti ricorsi. Gli avvocati dello stato per il commissario di Pedemontana Veneta e della SIS, concessionaria di SPV, nonostante fossero presenti al mattino si sono inspiegabilmente assentati nel pomeriggio. L'avv. Biagini della Regione Veneto é rimasto sorprendentemente da solo a difendere quanto contestavamo ed è stato non poco in difficoltà nel replicare alle censure.

lunedì 7 marzo 2016

A BROGLIANO INCONTRO CON GLI AUTORI DI STRADE MORTE.MASSIMO FOLLESA E MARCO MILIONI DIALOGANO SUL NODO DELLA SPV E DEL SUO CASELLO NELLA VALLE DELL'AGNO CON IL CONSIGLIERE MARIO BARBIERI

A Brogliano l'11 marzo alle ore 20.30 presso la saletta del campo sportivo in via Gen. Tomba, dopo che a Roma la Corte dei Conti il 21.12.2015 ha reso pubblica la relazione della sezione centrale di controllo, parleremo dell'indagine sulla Pedemontana Veneta. I cittadini tramite i comitati presenti sono intervenuti in dissonanza dall'ammucchiata di sindaci che si sono qualificati come orpelli decorativi e corollari di Vernizzi, commissario di SPV e Dogliani, Presidente di SIS.
Con il consigliere di opposizione Mario Barbieri, gli autori di STRADE MORTE Marco Milioni e Massimo Follesa si confronteranno su:
- Il piagnisteo dei sindaci presenti, veri becchini del territorio, che ha chiesto la realizzazione delle opere complanari, mettendo in difficoltà l'ass. De Berti che ha dovuto ammettere che tali opere sono fuori dalle opere finanziate dal contratto di concessione. Mancano infatti nel complesso almeno 300 mln€ tra i quali oltre 100mln per i  21 km tra Mussolente e Castelfranco e i 6 km dello snodo di Breganze attorno alla Laverda e alla Diesel, come pure la dozzina di tratti di raccordo stradali attorno ai caselli che potrebbero ammontare come quello di Castelgomberto a 12 mln€. A questi si aggiungono i 164 mln€ che la Regione Veneto ha chiesto di inserire nella cosiddetta Legge Obiettivo con la DGRV n. 159 del 13 febbraio 2015 avente per oggetto: “Programma Infrastrutture Strategiche. XII° Allegato infrastrutture. Approvazione dell'elenco aggiornato delle opere infrastrutturali ritenute strategiche ed indifferibili per la Regione del Veneto. L. 21 dicembre 2001, n. 443”, pubblicato su BUR Veneto n. 21 del 3 marzo 2015. L’allegato 2 riguarda gli interventi da inserire nei quali spiccano i 164 mln€  per la viabilità di raccordo della SPV.

- La mancanza di fondi privati, che sarà coperta con un ardita operazione finanziaria internazionale. Dogliani ha dovuto argomentare il dettaglio dei costi delle capitalizzazioni con i ProjectBond, che è la condizione indispensabile per far proseguire la SPV.  Ma ha dimenticato di dire che prima dovrà ottenere le coperture richieste alla Commissione Europea dove la SPV è stata candidata a ricevere garanzie fina a 1.300 mlne tramite la BEI e il FEI. Operazione che non sarà facile ottenere, soprattutto entro il primo quadrimestre 2016. La tempistica è dunque allungata e siamo alle solite storielle, i fondi europei di garanzia sono fondi pubblici. È improrogabile la verifica del contratto che è evidente un contratto di concessione finanziato con fondi pubblici.