lunedì 19 agosto 2019

CHI SONO I GONZI CHE CREDONO ALLA DIREZIONE LAVORI DI SPV E ALLE RISIBILI RISPOSTE DELLA REGIONE VENTO SUI CROLLI?

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Sono apparse nell’etere le risibili risposte della Regione Veneto e dei due Feltrin di Trevignano, che hanno il valore delle chiacchiere da ombrellone tra vecchie signore incartapecorite. Ci pare di vedere i due massimi esponenti della struttura regionale veneta della SuperPedemontanaVeneta, Corsini e Pellegrini, uno nella sua Isola d’Elba, e l’altra in una qualsiasi spa, telefonarsi con un mojito salviniano e conferire minimizzando il senso del mancato incidente mortale della Pedemontana Veneta a Trevignano.
I punti da stigmatizzare sono almeno tre e su questi chiediamo risposte precise a Zaia e a chi è in grado di darle al posto suo.
In primo luogo egli quando è apparso in Consiglio Regionale ha dichiarato (cfr.minuto 6,50 della registrazione) che il cantiere ha ormai speso 1,4 mliardi di €. Vale a dire il 62% dell’intera somma prevista per i lavori al netto degli oneri. Per questa ragione non è possibile considerare quei lavori provvisori e che siano normalmente possibili cedimenti di quel genere: sarebbe come se una casa in costruzione fosse al grezzo avanzato, con parti già finite e abitabili(i fantomatici 7 km della barriera di A31 a Breganze), dopo aver speso oltre il 60% del budget, collassasse in più punti sotto un temporale d’agosto, che come è noto rinfresca il bosco e i gonzi.
Zaia, Bramezza, Corsini, Pellegrini e tutti quelli che vogliono la SPV, ci dicano quali sono le opere strutturali del ponte canale che, qualora realizzate o completate, ne avrebbero impedito il crollo? Siano precisi però e la smettano con chiacchiere e fandonie in modo che si possa confrontarsi argomenti validi e la piantino di discutere sulle impressioni, ne va della sicurezza degli operai e dei cittadini tutti. 

Le dichiarazioni della Regionne Veneto sul crollo di Trevignano sono chiacchiere da ombrellone


Al blog Taepile Massimo Follesa portavoce del CoVePA ha rilasciato alcune dichiarazioni circa le giustificazioni addotte dalla Regione Veneto nella recentissima vicenda del parziale crollo che ha interessato un ponte canale lungo il cantiere della Superstrada pedemontana veneta, nota come Spv, in provincia di Treviso, non convincono i comitati ambientalisti. A sostenere questa tesi è Massimo Follesa, portavoce del Covepa, un coordinamento che da anni si batte contro l'opera.  Il quale alle telecamere di Taepile.net parla di un evento che avrebbe potuto causare vittime, in primis tar gli operai. Il portavoce poi aggiunge: «È sbagliato sostenere che poiché l'opera è ancora in fase di realizzazione possano accadere episodi come quello accaduto a Trevignano dove un pezzo del ponte canale è venuto giù come un pezzo di stracchino». Poi il comitato aggiunge un'altra considerazione sull'incidente (nel riquadro l'immagine del ponte collassato): «È come se la mia casa fosse quasi finita e un giorno di punto in bianco se ne venisse giù un muro. Evidentemente nel progetto o nella sua realizzazione c'è qualche cosa che non funziona».

domenica 18 agosto 2019

CHI HA SBAGLIATO PAGHERA'..... E PAGHERAI!


Era il 30 luglio scorso, e veniva pubblicavato da Piccolotto e Rossi questo video in contraddittorio all'intervento di Lua Zaia in Consiglio Regionale. Il leader regionale era intervenuto per rispondere sul sequestro dei 7km del cantiere di Pedemontana Veneta per il tunnel Malo-Castelgomberto. Nei 18 minuti che Zaia ha dedicato ai consiglieri sulla SPV si ascoltano, in sintesi, una serie concatenata di omissioni, smemoratezze e vere e proprie cantonate, tutte giustapposte, forse dovute ai troppi brindisi per il prosecco dell'Unesco. Tutte storielle propinate ai soliti veneti che, anche loro inebriati dall'Unesco e dalle sciate olimpiche evidentemente, si bevono tutto, ma proprio tutto... ma chi sbaglia, paga! 

Ora vale la pena di riascoltare dal minuto 8 e per tutti i successivi 45 secondi, cosa esce dalle riflessioni dei due autori, che replicando al presidente  rammentano che le parti lese dalla pedemontana sono i lavoratori SIS e i morti a causa dei cantieri, chi rischierà per i possibili cedimenti o per gli allagamenti e ovviamente noi che pagheremo ogni spesa fino all'ultimo fennig. anticipano di 15 giorni quanto accaduto in queste ferie ferragostane nel cantiere trevigiano della Pedemontana Veneta dove è crollato un ponte canale con allagamento della sottostante trincea. Buona Visione di quei 45 secondi cosi illuminanti per i fatti di Trevignano del 15 agosto notte!


sabato 17 agosto 2019

VIDEO REPORTAGE DEL CROLLO DEL PONTE CANALE A TREVIGNANO (TV)


Ecco il video-reportage realizzato sul posto del crollo del ponte-canale nel trevigiano, è esattamente situato tra il confine di Montebelluna e Trevignano, al km. 73+200 della progressiva dell'opera partendo da Montecchio Maggiore Vicenza.
In allegato forniamo ulteriore documentazione fotografica e le tavole della zona: https://drive.google.com/open?id=17TdI23LWDuQjDQAUicHqhL9GF5XHmQjF.


Nella notte tra il 15 e 16 agosto c.a., in seguito alla pioggia infiltrata nel terreno, al confine tra Montebelluna e Trevignano, è crollato il ponte-canale che attraversa la Pedemontana Veneta sul quale scorreva una roggia importante per l'irrigazione agricola e lo scolo delle acque piovane. si tratta di una rete fondamentale nella distribuzione delle acque derivate dagli eventi atmosferici e per impedire gli allagamenti di aree limitate e pericolose per i centri urbani sparsi, così numerosi nella pianura settentrionale veneta.

PEDEMONTANA VENETA TREVIGNANO(TV) TEMPORALE TRA IL 15 E IL 16 AGOSTO E CROLLO DI UN PONTE CANALE NELLA TRINCEA

Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, lungo il tracciato della Pedemontana Veneta, nel comune di Trevignano (TV), un rovescio ha provocato il crollo del ponte canale che attraversa la trincea tra Case Pellizzari e Caberlotto(https://goo.gl/maps/tXZ3bmTqToLhEkSJ6), al kilometro 73.200 dell'opera, proprio al confine tra Trevignano e Montebelluna
Se qualcuno pensava che i crolli della SPV fossero una esclusiva del vicentino e della Galleria Malo-Castelgomberto si sbagliava e di molto. È sufficiente guardare le foto in allegato che ci hanno inviato da Treviso per comprendere la gravità dell’evento, soprattutto se si pensa al fatto che vi potevano essere dei mezzi circolanti e se la pedemontana fosse stata in funzione poteva essere un disastro con un numero considerevole di vittime!
È bastata la pioggia della notte di ferragosto, non particolarmente violenta, rispetto alle medie di questi ultimi periodi, per far crollare la parte appoggiata al bordo della trincea nord di un ponte canale con tutto il primo tratto della sua trave prefabbricata. Questo ha causato una serie di smottamenti ben visibili, su un fronte di circa 1000 metri lungo la sponda della trincea, con conseguente allagamento del fondo. Un evento simile, ma di minore portata, lo avevamo registrato anche nel canale di deviazione che la SIS aveva realizzato per il torrente Chiavone a Breganze(VI), dove l’acqua aveva scalzato il fondo di massi e cemento scavando sotto agli argini. 

martedì 30 luglio 2019

TECNICO DELLA SIS ED ESPONENTE DEL PD BASSANESE ATTACCA IL COVEPA E UN SUO PORTAVOCE PER LA SERATA DEL 31 LUGLIOA BASSANO

Mercoledì 31 luglio 2019 alle ore 20,30 presso la Sala Tolio in via Da Ponte, 37 a Bassano del Grappa, il CoVePA ha organizzato insieme con FridayForFuture di Bassano d.G. un incontro pubblico dal tittolo “CITTA’, CAMPAGNA, SPRAWL”. Lo avevamo immaginato come una sorta di autoformazione per chi volesse approfondire i meccanismi del territorio e della sua pianificazione. Parleremo della Pedemontana Veneta solo marginalmente, come pretesto per allargare il pensiero e il ragionamento su un cambio possibile nel agire sui nostri territori, per impostare un meccanismo diverso di organizzazione della presenza umana
Mai avremmo pensato che questo attirasse le ire di un tale di Bassano del Grappa che si è spinto ad inoltrare un messaggio piuttosto pesante ai ragazzi di FFF, che hanno organizzato la serata con noi. Il messaggio ci va giù pesante nei nostri confronti e di quelli del nostro portavoce l’architetto Massimo Follesa, che dialogherà insieme al relatore della serata l’architetto Robert Maddalena. 
«Certo che se il geometra della SIS Claudio Gasparotto posa i ferri e i tiranti nel tunnel come scrive in italiano, stiamo freschi, ci da ragione con le sue stesse parole, ma quel che è peggio è che neanche una cuccia per cani è degno di costruire», ha dichiarato Follesa dopo uno scambio con FFF Bassano. Si perché Gasparotto non è un cittadino qualsiasi è un dipendente della SIS dal 2012 del cantiere della Pedeveneta, con trascorsi in Pedelombarda e nelle CoopRosse. Un bel esponente inoltre del Partito Democratico bassanese, a cui non difettano le genialate per fallire la conquista dei governi locali. E se qualcuno si domandasse come hanno fatto a perdere Bassano, Gasparotto è una delle risposte. «Sembra mandato a curare l’orticello, ma lo fa male per giunta, se qualcuno aveva dei dubbi su come si può occupare un partito o come si potrebbe occupare un territorio, eccovi la conferma» ha rincarato il nostro portavoce.
Nel messaggio Gasparotto, ci va giù pesante, al limite della diffamazione per Follesa e per il CoVePA, che sono definiti, il primo “un estremista no pedemontana”, mentre la seconda come associazione che lancia “offese false”, “propaga odio”, “lancia accuse false infondate sui media senza prove” e sul fatto “si usano materiali scadenti e che - quelli che lavorano in SPV ndr - siamo criminali”.

CITTA', CAMPAGNA, SPRAWL. INCONTRO PUBBLICO A BASSANO DEL GRAPPA

Come funziona il territorio della Pedeveneta? Quanto dipende da noi? Quanto da agenti esterni ? Perché siamo giunti a questa situazione apparentemente senza via d’uscita? Lo abbiamo sempre abitato in questo modo o vi sono modalità diverse per insediarsi e viverlo? Le parole che usiamo per descriverlo sono corrette? Oppure esse stesse ci nascondono la realtà “oggettiva”? 
Ne discuteremo il mercoledì 31 luglio 2019 alle ore 20.30 in sala Tolio in via Jacopo da Ponte a Bassano del Grappa assieme all'architetto Robert Maddalena e all'architetto Massimo M. Follesa nostro portavoce.
Cercando di comprendere i meccanismi di un territorio tra i tre sistemi con cui gli uomini se lo contendo: la città, la campagna e lo sprawl.  
Vorremmo che ci fosse un confronto immaginando questo evento come autoformazione e proposte concrete di analisi alternative del territorio della Pedemontana Veneta come luogo geografico. 
Ci sarà modo anche per un breve aggiornamento sullo stato dell'infrastruttura 

venerdì 26 luglio 2019

TAR LAZIO RESPINGE IL RICORSO CONTRO LA VARIANTE DELLA SPV PER LA GALLERIA MALO-CASTELGOMBERTO

La sentenza del TAR Lazio N. 10035/2019 REG.PROV.COLL. N. 15464/2018 REG.RIC. sull’avanzamento dei lavori per la galleria Malo-Castelgomberto della Pedemontana Veneta dal tunnel di sicurezza della Località di Vallugana a Malo, è stata resa nota oggi a seguito del ricorso presentato dal CoVePA e da 40 cittadini di Malo. Il collegio presieduto dalla Giudice Elena Stanizzi ha respinto il ricorso contro il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Commissione Tecnica via-vas, la Regione del Veneto, il Consorzio Stabile SIS scpa, e la Superstrada Pedemontana Veneta spa che chiedeva l’annullamento della variante al progetto esecutivo per eseguire i lavori principali dal tunnel secondario, fatto che alterava le stesse prescrizioni del Ministero contenute nella Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera confermate fino al maggio 2018.
A noi risulta che il collegio giudicante abbia ripreso in toto le motivazioni dei resistenti facendo decadere il nostro ricorso poiché non avremmo impugnato la variante approvata col decreto regionale n.35 del 14 dicembre 2018 affermazione malandrina. E’ del tutto evidente che stiamo attentamente valutando la sentenza, riscontrando quanto essa sostiene e alcune falle che ci consentono di pensare al ricorso presso il Consiglio di Stato. A questo proposito ci pare naturale ricordare l’esisto sulla recente sentenza che ha azzerato la Valdastico Nord.

CENSURATO L'UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE VENETO DALL'ORDINE DEI GIORNALISTI

L'Ordine dei Giornalisti del Lazio ha comminato una censura all'Ufficio Stampa della Regione Veneto. Ha agito in seguito alla nostra segnalazione contro il suo responsabile in vero, infatti il Dott. Carlo Parmeggiani è colui che ha ricevuto il provvedimento in virtù del fatto che egli è ivi iscritto e in virtù della mancata rettifica per il comunicato che ci attribuiva dichiarazioni false relative al fatto che noi avremmo tifato per Salini-Impregilo nel ricorso contro il Terzo Atto Convenzionale della Pedemontana Veneta.
La censura è stata pronunciata l'8 luglio scorso per le violazioni di legge riscontrate dal collegio di disciplina. Non è poca cosa infatti, poiché riguardano violazione della legge n. 69 del 3 febbraio 1963 sull'ordinamento della professione di giornalista. In particolare vengono imputate le violazioni dell'articolo 2 comma 1 che prevede l'obbligo inderogabile di riportare la verità sostanziale dei fatti e di rettificarli quando questi siano stati riferiti in modo inesatto ed errato. Viene inoltre rilevata la violazione dell'articolo 9 comma a del Testo Unico dei doveri del giornalista, che impone la rettifica di fatti non veritieri con l'adeguati rilievo, come pure si segnala la ulteriore violazione del comma d in merito al dovere di verificare l'attendibilità delle informazioni ottenute.
Il Primo Collegio del Consiglio territoriale di disciplina dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio ritenuta grave la violazione delle norme di legge sulla professione gionalistica ha censurato Carlo Parmeggiani nella sua qualità di responsabile, ma con lui tutta l'attività dell'Agenzia di Stampa della Regione Veneto, che nei casi di abusi o mancanze di grave entità, consiste nel biasimo formale per la trasgressione accertata.

DISSEQUESTRATA LA PEDEMONTANA VENETA


Dissequestrati 7km della Pedemontana Veneta dal Giudice Lanzi, attendiamo le motivazioni, non ne avevamo dubbio che potesse accadere. Attendiamo il prossimo morto o crollo per vedere lo stop definitivo! Alleghiamo il comunicato della Regione Veneto e il Provvedimento del Giudice che potrà spiegarsi nei prossimi giorni. Sarà nostra cura leggere le motivazioni che potrebbero contenere le prescrizioni del caso. Solo allora capiremmo che piega ha preso il giudizio. Noi visto chi era presenta al dibattimento abbiamo deciso di valutsre l'opportunità di costituirci quale parte civile.Questo può avvenire i virtù del nostro statuto e dopo una attenta ricognizione delle carte.

Vale la pena di sottolineare che un sequestro avviene per la tutela delle prove, per impedire che queste siano alterate o che chi è indagato continui a perpetrare il reato per cui sono state avviate le indagini. La terribile evinienza che il lavori in Vallugana, al famigerato cantiere del terzo accesso alla galleria di Malo-Castelgomberto di SPV, possano ricominciare con 4-6 mine al giorno è un fatto concreto. La Regione Veneto ne da annuncio in comunicato prudente dopo le ripetute cantonate degli scaramacai, che redigono le comunicazioni sulla Pedemontana Veneta. Questo proprio perchè l'inchiesta sembra avere elementi su cui si basa più solidi di quanto è emerso finora, secondo il giudizio di chi sa leggere quegli atti. Insecondo luogo il Giudice Lanzi Lanzi ha un brutto precedente nel recente procedimento in corso contro Zonin per il crack di popolare di Vicenza, dal cui collegio giudicante ha dovuto allontanarsi per incompatibilità. Crediamo non sia l'unica incompatibilità secondo quanto emerge da una approfondita ricerca che ovviamente è da verificare.

Francamente ci rifiutiamo di credere che la cosiddetta Giustizia non esista e che tutto il potere si coaguli lì dove girano immensi capitali. Ci rifiutiamo di credere che lasciare questo paese sia l'unica opzione per fare fronte a certe miserabili modi di gestire il nostro paese. Non vogliamo lasciare che i Dogliani, gli Zaia, e i Corsini e tutti i loro tira piedi vincano, per questo è dura.  La Pedemontana Veneta può sopravvivere a se stessa se solo sarà trapiantata nella CAV in modo che gli utili di quest'ultima coprano i buchi che i regali alla SIS produrranno nel bilancio regionale. A poco serve ammirarci per la nostra determinazione e perseveranza... unitevi a noi la dove vi trovate perchè è dura e nulla è ancora cambiato!

AVANTI PIANO QUASI FERMI SUL CASELLO A4, LA CONNESSIONE CON PEDEMONTANA VENETA E TAV

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“Il Cipe – precisa De Berti – ha anche affrontato, con una informativa, il problema dell’interferenza tra i lavori di realizzazione del casello autostradale di Montecchio Maggiore (Vi) sulla A4 e l’alta velocità Verona-Vicenza. La soluzione individuata consentirà di accelerare i lavori che verranno realizzati nella prima fase dalla società A4 con finanziamento da parte di RFI. L’informativa di oggi sarà oggetto di specifica delibera del Cipe nella prossima settimana”. Questa è la parte del comunicato della Regione Veneto apparso oggi sull'ultima riunione del CIPE che ha elargito un botto di risorse romane alle strade dei prenditori veneti. Stanno preparando il sacco se a queste aggiungiamo le mdifiche radicali alle norme swui lavori e contratti pubblici.
In pratica non c'è ancora nulla di concreto per consentire alla Pedemontana Veneta di entrare in A4, ma soprattutto il contrario. Sarebbe come dire che l'infarto del progetto più grande d'Italia è un dato certificato dal CIPE. Non riusciremo a uscire dalla Pedemontana Veneta e non riusciremo ad entrarci dalla A4, con buona pace dei conti e dei flussi economici. Ma quello che è peggio è che la risposta alle problematiche sui limiti allo sviluppo del Veneto sia ancora quello di costruire nuove strade e non una seria riflessione sui ruoli della città, della campagna e delle aree contaminate dallo Sprawl. 
insomma i Road Gangster si muovono come negli anni 50 immaginando un grande paese, neanche fossimo gli StatiUniti del dopo guerra.

giovedì 18 luglio 2019

DIMISSIONI PER CORSINI! ZAIA FA PRESTO A DIRE CONTROLLI, CHI CONTROLLA CORSINI AUTORITA' DI VIGILANZA SULLA PEDEMONTANA VENETA?


Lo avevamo già segnalato che l'Avvocato Corsini non è imparziale nel ruolo che copre di Autorità Vigilante e Commissario della Pedemontana Veneta. Avevamo già segnalato che durante la festa di Santa Barbara del 2017, cara ai minatori, quelli che non si fidavano di quello che faceva la SIS nel tunnel di Malo-Castelgomberto, si era messo la maglia della squadra che dovrebbe controllare. Neanche nelle vituperate partite della Rubentus ai tempi del buon Moggi, gli arbitri entravano in campo con la maglia dei Gobbi. Si vede che i salernitano-piemontesi hanno aggiornato, alzando l'asticella, il metodo di Lucianone. 

Questo video girato il 4 dicembre 2017, dentro alla Galleria di Ca' Fusa, nel tratto di SPV tra Breganze e la A31, celebrava la conquista dei famosi bond, il cui garante finale siamo, cioè la Regione Veneto. Certo sono passati 18 mesi ma quel fatto rende impossibile da digerire le parole di Zaia pronunciate in Consiglio Regionale sul sequestro della galleria. Più che altro sembravano l'ennesima supercazzola pedemontano-veneta per lodare se stesso e il suo buon governo con gli organi dello stato. Tra quelli citava proprio il viceavvocato dello stato Corsini, uno che alla luce del video facciamo fatica a credere che lavori per il miglior esisto dell'inchiesta interna che Zaia vorrebbe avviare. Questo video la dice lunga da che parti stia quel personaggio, c'è da chiedersi se giochi nella squadra dei D'Agostino, dei Turso, dei Saretta e dei Cordaro gli indagati di SIS?

sabato 13 luglio 2019

L'INFERNO PER ORA NON C'E' PIU' IN VALLUGANA. Comitato Vallugana di Malo – Comunicato n°2

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Nella quiete ritrovata della Vallugana le nostre case non tremano più, le nostre famiglie tornano a riposare e nessuno tossisce a causa delle polveri. Non c’è più il rumore delle ventole come sotto fondo o dei cingoli della ruspa che fino alle 22 non smetteva di lavorare, non ci sono più i valori di PM10 e PM2.5 che ci impedivano di aprire le finestre la sera. L’inferno, per ora, non c’è più: il cantiere è stato sequestrato. In questi anni in cui la comunità di Vallugana è stata violata da perfetti sconosciuti e abbandonata da coloro che avevano promesso di proteggerla, abbiamo imparato quanto l’unione faccia la forza. In questi anni non abbiamo mai smesso di difendere la valle che tutti amano e conoscono per la sua tranquillità e purezza, non abbiamo mai perso la speranza che un giorno giustizia venisse fatta. Il Comitato Vallugana di Malo ritiene che ciò che emerge dalle intercettazioni sia a dir poco agghiacciante: operai spaventati dai continui crolli della volta della galleria e dalle infiltrazioni di acqua durante le piogge che “entrava da tutte le parti”, utilizzo di materiali non conformi... noi del Comitato esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quegli operai che erano costretti a lavorare in condizione cosi precarie e al tempo stesso non siamo affatto sorpresi di tutto ciò, in quanto è perfettamente in linea con quello che abbiamo subito e denunciato per quasi due anni. 

NOTIFICA E DIFFIDA A LUCA ZAIA IN RELAZIONE AL SEQUESTRO DEI 7 KM DI PEDEMONTANA VENETA

Abbiamo inviato notifica e diffida a Luca Zaia in relazione al sequestro dei 7 km della Pedemontana Veneta. Si tratta della Galleria tra Malo e Castelgomberto al centro delle attenzioni della magistratura come è emerso nei giorni scorsi. Tutto è stato inviato tramite fax al Responsabile dell’Ufficio di Presidenza Alberto Piz, al Direttore dell’Ufficio di Presidenza Fabio Gazzabin e alla Segreteria Generale della Programmazione diretta dalla Dott. Ilaria Bramezza
Le registrazioni hanno dimostrato che atteggiamenti volti alla costruzione dell’opera senza il rispetto delle norme, dei capitolati e del contratto di concessione, perduravano dalla morte dell’operaio schiacciato nella parte iniziale del tunnel a San Tomio, avvenuta nell’aprile del 2016. Abbiamo intimato a Luca Zaia di costituirsi parte offesa nel proseguimento di questo procedimento, perché solo così saranno sincere le sue dichiarazioni, già troppe volte abbiamo sentito dire che l’ente che lui guida è parte offesa ma alle chiacchiere non sono seguiti i fatti.
Il presidente della giunta regionale deve tenere bene a mente che la Regione Veneto è coinvolta nei fatti che il pubblico ministero Carunchio addebita a quattro dirigenti tecnici della SIS concessionaria della Superstrada Pedemontana Veneta. In particolare vi sono il Direttore dei Lavori ing. Adriano Turso e il capo della SPV spa e direttore tecnico della SIS geom. Salvatore D’Agostino oltre al capo cantiere geom. Luigi Cordaro e il direttore dei lavori ing. Fabrizio Saretta del tratto sequestrato.