Ieri 19 febbraio 2026 il GdiVi ricordava i suoi 80 anni, parla di sé stesso in un titolo come argine alle fake news, e giù con elogi alla informazione professionale. Poi giri le pagine e finisci in cronaca di Arzignano a pagina 31 e trovi che in un incontro sui #PFAS , pensano di incenerilo. La cosa se non è fake è campata in aria, perché? Scientificamente è [possibile ma industrialmente è un modo di spillare soldi a qualcuno e permettere che si continui a immettere nel mercato prodotti con i pfas.
L’incenerimento dei PFAS, spesso presentato come una soluzione tecnologica promettente per eliminare definitivamente queste sostanze persistenti, è in realtà oggetto di un dibattito scientifico ancora aperto e complesso. I PFAS, noti come “forever chemicals”, sono caratterizzati da legami carbonio-fluoro estremamente stabili, tra i più forti nella chimica organica. Questa stabilità li rende resistenti ai processi naturali di degradazione e richiede condizioni energetiche molto elevate per la loro distruzione. Proprio su questa base si fonda l’idea della distruzione termica: portare i PFAS a temperature molto alte per rompere le molecole e trasformarle in composti più semplici e meno pericolosi. Tuttavia, la letteratura scientifica mostra che la questione è più complessa di quanto sembri.





