È politicamente grave e istituzionalmente inaccettabile che, mentre è in corso un’inchiesta giudiziaria su un vasto e disastroso caso di contaminazione ambientale con i PFBA-PFAS in Pedemontana veneta, più grave della Miteni, uno dei soggetti che sarebbe direttamente coinvolto, intervenga pubblicamente per orientare la lettura dei fatti. Non siamo di fronte a una voce esterna o a un contributo tecnico neutrale. Il riferimento è al geometra Roberto Russo, direttore di esercizio della società Superstrada pedemontana veneta S.p.A., cioè della società che per conto del concessionario di SPV, SIS Scpa dei Dogliani, gestisce un’infrastruttura a pedaggio che attraversa la fascia pedemontana tra le province di Vicenza e Treviso. Il suo ruolo è centrale, non solo nella gestione operativa dell’opera, ma anche nei sistemi di controllo e monitoraggio che insistono lungo l’intero tracciato attraverso una rete di oltre 700 telecamere che monitorano l’infrastruttura, voluta e rinnovata da Zaia con il nuovo contratto di concessione del 2017.
Proprio per questo la sua iniziativa pubblica non può essere considerata irrilevante. Chi esercita un controllo così capillare su un’infrastruttura complessa non è un semplice osservatore. È inevitabile domandarsi se disponga di elementi utili a chiarire ciò che continua a muoversi attorno ai 29 siti individuati in provincia di Vicenza come aree interessate dalla contaminazione da PFBA. Se esistono immagini, dati o registrazioni che possono contribuire a ricostruire quanto accaduto, è necessario comprendere quale sia stato il loro utilizzo e se siano stati messi a disposizione delle autorità competenti. Il fatto che tale intervento avvenga mentre lo stesso Russo risulterebbe tra gli indagati dalla Procura di Vicenza per questa vicenda rende il quadro ancora più delicato e solleva interrogativi che non possono essere ignorati.
Il punto politico e istituzionale è dunque evidente. Non si tratta di un tecnico che esprime un parere. Si tratta del rappresentante della società che gestisce l’opera, una società controllata dal concessionario costruttore, il consorzio Sis Scpa, realtà italo-spagnola partecipata al 51 per cento dalla Inc spa della famiglia Dogliani. In altre parole, siamo nel cuore del sistema concessionario, non in una posizione marginale. Questo rende ancora più problematico il tentativo di intervenire nel dibattito pubblico per orientare la percezione dei fatti e il giudizio della commissione nazionale VIA. Questo giudizio può portare alla rescissione in danno della concessione della Pedemontana Veneta.






