Alla domanda sulla VIS del TAV non è arrivata una risposta chiara: nessuno ha indicato dove sia, chi l’abbia redatta, con quali metodi e dati sanitari. L’assessora all’Ambiente, dopo aver sostenuto che il TAV non inquina, ha ammesso di non conoscerne l’esistenza. Resta quindi il nodo centrale: chi ha verificato la Valutazione di Impatto Sanitario e chi si assume la responsabilità di valutare gli effetti dell’opera sulla salute dei residenti?
Dai PFAS “del passato” ai PFAS che arrivano ancora da nord
La
serata, per
due ore, i rappresentanti di
Comune
di Vicenza, UniPD,
ViAcqua,
ARPAV,
ULSS8Vicenza
hanno illustrato il problema, ha
concluso l’avvocato Bortolotto con una tirata sulla storia del
Processo Miteni.
Arpav, e VIAcqua hanno dato finalmente riscontro
sul
controllo delle acque e il ruolo dei sistemi di filtrazione a carbone
attivo nell’area di Costabissara. La questione da approfondire ora
documentalmente è decisiva: il
sistema acquedottistico vicentino continua a proteggersi da un carico
di PFAS che interessa acque provenienti dall’area settentrionale
del sistema idrico,
mentre la discussione pubblica continua troppo spesso a raccontare la
contaminazione come una vicenda esclusivamente storica e
riconducibile al solo “post-Miteni”. Viacqua, nelle proprie
informazioni istituzionali, conferma di effettuare il monitoraggio
periodico dei PFAS nelle acque potabili e descrive il ricorso ai
sistemi di trattamento nella gestione della contaminazione.
(viacqua.it)
Il punto, tuttavia, è un altro. Se
vi sono flussi di PFAS da nord che richiedono sistemi di filtrazione,
allora l’origine, i percorsi, la composizione e l’evoluzione
temporale di quei contaminanti devono essere studiati senza
pregiudizi e senza zone franche. La
questione è ancolara più centrale vista la presa di posizione di
Marco Milioni riportata da VeneziaToday.it
e quella sostenuta da LegalitàEtica.org.
Da
anni il
CoVePA
chiede che venga approfondita la relazione tra la presenza di PFBA e
altri PFAS a catena corta e le grandi lavorazioni infrastrutturali
realizzate nell’Ovest Vicentino, comprese quelle connesse alla
Superstrada Pedemontana Veneta. Non si tratta di formulare
conclusioni senza analisi. Si tratta esattamente del contrario:
pretendere
analisi, tracciabilità delle sorgenti, serie storiche, modelli
idrogeologici e confronto tra monte e valle,
evitando che l’assenza di ricerca venga utilizzata come prova
dell’assenza del problema.



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