venerdì 15 giugno 2012

Galan, il cialtronismo e la "spissa" di Alberto


Riceviamo da Alberto e pubblichiamo una memoria su Giancaro Galan neo candidato alle primarie del centro destra.
Mi va di grattarmi e allontanare una fastidiosa "spissa".
L'altro giorno, invitato da don Albino Bizzotto nella sua radio, a parlare al cielo (all'etere... si, insomma, a quel mezzo revocato in vuoto indifferente da Einstein che ti collega a chi ti sta ascoltando chissà dove) della Pedemontana non ho resistito è ho asserito, dopo che Osvaldo, anch'egli presente, ha letto la lettera con la quale C. Galan ha scritto al presidente del consiglio dei ministri pro tempore dell'epoca che, secondo lui, sussisteva una situazione gravemente emergenziale da qualche parte nel vicentino e nel trevigiano, non ho resistito, dicevo, e ho detto con piena convinzione, aggiungendo che non impiegavo virgolette di sorta, che Galan sarebbe stato in quella lettera un CIALTRONE (Si dice di chi suole abborracciare e lavorare sconciamente in opere d'arte o di letteratura).
Siccome quando si parla si usa la memoria e, nell'usarla, si da ascolto a tutti gli echi che contiene, si trovano delle ragioni per scegliere le parole. Allora mi è parso persino necessario accertarmi di quello che ho detto. Sono stato attratto a mettere a fuoco la questione del cialtrone e della cialtroneria.
Tra tutto quello che ho pescato in internet e che dedico a Galan, riporto il testo seguente; è come se avessi intorno ancora del prurito da estinguere: Dizionario Zingarelli, alla voce CIALTRONE: "(Etimologia incerta, 1527) Individuo spregevole, scorretto, privo di serietà, inaffidabile." La definizione è chiara, ma invecchiata. Il cialtrone moderno resta un cialtrone, ma nessuno lo chiama più così. Giustamente: lui non capirebbe. E la cialtroneria, diciamolo, è scomparsa. Resta il cialtronismo, però. Il cialtronismo non è una malattia dell'anima: è un vizio della mente. E' il comportamento appena sotto il reato, e questa è la sua forza.
L'apparente venialità è la sua arma segreta. Se cogli il neocialtrone sul fatto, ti lascia capire con uno sguardo bovino che non devi prendertela per così poco. Potresti fargli notare che cento "così poco" fanno così tanto. Ma non lo fai, perché sai che è tempo sprecato. Il cialtrone moderno ha studiato in televisione e porta in tasca l'assoluzione: senza bisogno di processi. Il cialtronismo è una faccenda seria. E' il nipote dell'antica furbizia, cui somiglia un po'. Ma quella era rustica e diffidente, questo è tecnico e strafottente. Il cialtronismo è maleducazione transgenica. Certi comportamenti erano rari perché per molti erano illeciti, per alcuni immorali, per altri illegali; per altri ancora, semplicemente brutti. Li impedivano, in altre parole, la religione, la coscienza, la legge e il buon gusto. Ora le dighe hanno ceduto: la religione stenta, molte coscienze dormono, le leggi minacciano invano e "buon gusto" è il nome di un prosciutto. Il cialtronismo è inciviltà light, ed è un problema sociale. In molte cose noi italiani stiamo migliorando (siamo politicamente meno isterici, ecologicamente più sensibili, e siamo finalmente curiosi del mondo). Ma questa sciatteria autoindulgente è odiosa. Il neocialtrone ti vuole bene; ma il giorno dopo non ti riconosce. Il neocialtrone finge di ascoltarti, ma pensa come fregarti. Il neocialtrone parcheggia dove vuole, lampeggia quando crede, grida nel cellulare per superare il rumore del treno (che, invece, non è male). Il neocialtrone ti scivola davanti in coda. Notate il verbo: il cialtrone ti passava davanti. Lui scivola. Beppe Severgnini Io donna 10 febbraio 2001

Non credo tuttavia che il cialtrone Galan si sia limitato a giungere al limite del reato senza entrarvi: l'ha abbondantemente oltrepassato come spero che dopo la sperabile conferma del consiglio di Stato della evidenza della mancanza di alcun riscontro di quella emergenza, possa pure accertarsi.

Alberto

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