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TRATTO DA nordesteuropa.it DI SIMONE FILIPPETTI
Tutte le (auto)strade portano a Roma. E molte passano per il Nordest. Ma nel Veneto dell’ex miracolo economico sembra che, quando si tratta di opere pubbliche, la destra non sappia cosa fa la sinistra. Eppure le braccia appartengono allo stesso corpo. Schizofrenie di un paese in recessione e da decenni senza una vera politica industriale. Con una mano il Governo (per opera del ministro Maurizio Lupi) spinge per celebrare il matrimonio tra la Serenissima (che ora però si chiama A4 Holding) e la Autobrennero (A22). Lupi segue una logica semplice che dice: in Italia ci sono ormai troppe concessionarie e la crisi morde, occorre razionalizzarle. Con l’altra mano, il Cipe (che sempre Governo è) annuncia, con sommo compiacimento della Regione ed enti locali, la costruzione di un’autostrada nuova di zecca: la Nogara-Mare, 107 km da Verona verso l’Adriatico. Le due cose sono peraltro legate perché la nuova arteria a pagamento si innesterà proprio sulla A22. E perché tra i gestori dei futuri caselli c’è la stessa Serenissima (uno dei soci del consorzio vincitore). Una situazione in aperta contraddizione: o c’è la crisi e dunque non servono nuove strade o la crisi non c’è e allora non servono le fusioni tra concessionarie.









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