domenica 10 agosto 2014

Bassano e la Valsugana tra strada e treno P.1


Il Prof. Chemin all'incontro tenutosi alla libreria Vicologamba di Bassano del Grappa http://twitpic.com/7i9mmi Parla della storia della valle del Brenta



martedì 5 agosto 2014

Pedaggio di Pedemontana Lombarda, la Lega presenta una mozione urgente




La leghista Francesca Brianza chiede al presidente di Regione Roberto Maroni di intervenire con il governo

I cittadini di Varese, a parte quelli di Milano, sarebbero gli unici a dover pagare il transito sulla propria tangenziale? no anche quelli della Pedemontana Veneta nel vicentino tra Bassano, Thiene e Montecchio Maggiore!!!


No al pagamento del pedaggio sull’autostrada Pedemontana, nel tratto della tangenziale di Varese. A chiederlo, con una mozione urgente depositata oggi al Pirellone, è il consigliere regionale leghista Francesca Brianza: «E’ dal 2009 che, su diversi organi di stampa, si ventila il rischio di tariffazione per il primo lotto della tangenziale di Varese, per il tratto da Gazzada Schianno e lo svincolo di Vedano Olona. Durante i sopralluoghi avventi nel luglio 2014 l’amministratore delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda ha confermato che il tratto autostradale sarà a pagamento, per finanziare l’avanzamento dei lavori sugli altri percorsi».
tratto da varesenews.it

Molinetto della Croda: c’era una volta il bosco e oggi non c’è più 5 maggio 2013


leggi l'articolo di GianAntonio Stella

domenica 3 agosto 2014

MAIS E ASPARAGI FERMANO LA SPV


Questo è l'annuncio fatto ieri dal CoVePA a margine della conferenza stampa che ha annunnciato la formazione di un coordinamento dei consiglieri comunali della Valle dell'Agno sulla SPV.  Nella riunione sono stati presentati i prossimi impegni e gli appuntamenti. I consiglieri hanno annunciato il prossimo incontro per il 3 settembre 2014 alle ore 20.30 a Brogliano Palazzo della Biblioteca Comunale.

Il servizio di TVA dal minuto 20 da conto di questi fatti, va però ribadito che quell'istanza del TAR sebbene respinga il provvedimento cautelare urgente del 22/07, poi nel merito lo ha confermato e reso operativo il 30 luglio scorso. Si tratta di una azienda agricola del marosticense ricorrente contro il progetto SPV al TAR Lazio, con 38.000 mq espropriati ad asparagi e mais per alimentazione bovina con una stalla di circa 70 capi. Essa ha ottenuto la sospensione di tutte le operazioni precedenti e finalizzate all'avvio dei lavori dell'autostrada potenzialmente distruttive dei raccolti, e con queste oltre ai lavori si intende anche la famigerata bonifica bellica profonda.

Galan: resta dietro le sbarre perchè il Tribunale del Riesame conferma il carcere


Giancarlo Galan resta in carcere per le accuse di corruzione nell'inchiesta Mose. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Venezia dopo quattro ore di camera di consiglio. I giudici hanno respinto le richieste della difesa dell'ex governatore, che chiedeva la scarcerazione o in subordine i domiciliari. I giudici hanno respinto tuttavia le contestazioni fatte dal Gip Alberto Scaramuzza per fatti antecedenti il 22 luglio 2008. Tra questi, i finanziamenti per le per le campagna elettorali, altre dazioni, e i lavori per il restauro della villa dell'ex Governatore. Hanno invece accolto la parte dell'ordinanza riguardante i presunti illeciti attribuiti a Galan dopo il 22 luglio 2008.

Ambiente, capitalismo, crescita

di LMAR ALTVATER   26 Luglio 2014

Aprire il sistema energetico del pianeta alla potenza del sole è ciò che realmente conta. Tuttavia, per assicurare che tale trasformazione non prenda le sembianze delle teorie economiche dello stato stazionario criticate da Georgescu-Roegen o delle iniziative per la decrescita, la ristrutturazione del sistema energetico planetario dovrà essere connessa con le trasformazioni sociali già in atto in alcune parti del mondo e alla base dell'«economia della solidarietà»: produzione cooperativa, protezione dei beni pubblici, democrazia economica nelle imprese, pianificazione economica dov'è utile e necessaria e reinserimento del mercato nella società

«Le maggiori istituzioni internazionali individuano la crescita come panacea universale di tutti i problemi economici. Ma il riconoscimento dei difetti dell’accumulazione capitalistica è il frutto di un’analisi critica dello scambio metabolico tra società e natura». Sbilinciamoci.info, 25 luglio 2014

La logica dell'accumulazione capitalistica contrasta con l'etica kantiana di un sistema di regole fondato sui limiti imposti all'uomo dal pianeta Terra. «Anche oggi», notava intorno alla metà degli anni '60 Kenneth Boulding, «siamo molto lontani dall'aver effettuato quei cambiamenti morali, politici e psicologici che dovrebbero essere impliciti nella transizione dalla prospettiva del piano illimitato a quella della sfera chiusa». Eppure, c'è chi fa finta di niente e nega che il pianeta Terra abbia alcun limite (...). Dieci anni prima del collasso del sistema finanziario globale, l'economista statunitense Richard A. Easterlin glorificava nel suo libro la Crescita trionfante. Anche oggi, cinque anni dopo l'inizio della crisi finanziaria globale, le principali pubblicazioni di tutte le maggiori istituzioni internazionali come la Banca Mondiale (Bm), Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), l'Unione Europea (Ue) o l'Ocse individuano la crescita come panacea universale di tutti i problemi economici. In paesi come la Germania o il Brasile l'accelerazione della crescita economica è prevista per legge. Non sono previsti né limiti né alcuna gradualità nella crescita. 

Aziende agricole: “Ci hanno tolto i terreni, ora siamo a rischio”


Aziende Agricole nella Pedemontana Veneta e EXPO: stessa sorte, l'articolo del IlFQ e il video sulla vicenda di una azienda con 450 bovine da latte, bene rappresentano cosa accade in Pedemontana Veneta tra Valle dell'Agno Bassanese e Montebellunese - ottima sintesi per comprendere: da IlFattoQuotidiano
Expo, azienda agricola contro l’evento: “Ci hanno tolto i terreni, ora siamo a rischio”


“Di che alimentazione vogliamo parlare? Di che sostenibilità? Expo ha messo in crisi la nostra azienda agricola”. Non si dà pace Emma Priano, che insieme al fratello porta avanti un’attività di produzione di latte che il nonno avviò oltre 70 anni fa alla cascina Cinci di Arese, a nord ovest di Milano. 

Nell’azienda agricola Olivavengono allevati più di trecento mucche Jersey, il cui latte particolarmente grasso è utilizzato per la produzione di formaggi. Ma due anni fa gran parte dei terreni che l’impresa aveva in affitto non lontano dal sito dell’Expo è stata espropriata per costruire il campo base logistico e per fare passare un tratto delle Vie d’acqua. 

Così, dove prima c’erano campi coltivati a mais per produrre il foraggio per le vacche, oggi sorgono uno accanto all’altro diversi edifici utilizzati dal personale impiegato per la preparazione dell’esposizione universale. “Al posto del foraggio – spiega Priano – alle bovine dobbiamo dare da mangiare i mangimi, che sono particolarmente costosi. 

Così ora la nostra attività è a rischio. Abbiamo dovuto ridurre il numero dei capi allevati e sui due mungitori che avevamo ne è rimasto solo uno”. Inutile l’indennizzo ottenuto, di circa 350mila euro: “Una cifra che non basterebbe per comprare terreni analoghi a quelli che ci hanno portato via, sempre che ce ne fossero di disponibili. 

E poi, se mi togli una stanza di casa, non basta che mi ripaghi la stanza. Perché mi privi di uno spazio che per me è vitale”. Così, mentre Expo promuove temi come l’alimentazione nel mondo, uno dei pochi esempi di attività agricola rimasti alle porte della città ora rischia di chiudere di Luigi Franco

venerdì 1 agosto 2014

«Pedemontana, a rischio finanziario, traffico e ambiente»


Sette gruppi consiliari della Valle dell'Agno da Recoaro Terme a Montecchio Maggiore si sono costituiti in coordinamento tra i consiglieri comunali sul progetto SPV in Valle e lanciano l’allarme. Oltre 90 mila abitanti chiedono garanzie sulla costruzione della Pedemontana. “”Siamo nati dando seguito alla manifestazione del 5 luglio scorso organizzata dai comitati della Valle dell'Agno e del Coordinamento Veneto Pedemontana alternativa che da anni si battono contro l'autostrada SPV””. Sosteniamo i punti lanciati in quella manifestazione:SI FERMI L'OPERA DEI LADRI-TRADITORI, VIA COMMISSARIO E EMERGENZA - In Valle dell’Agno serve solo una bretella di 9Km tra Montecchio Maggiore e Brogliano - L'autostrada c’è già: corre parallela a 10 km dalla valle e si chiama A31Valdastico - per raggiungerla c'è un'opera già costruita e sottoutilizzata: il Tunnel di Valdagno-Schio - Il contratto del Project Financing della Pedemontana Veneta è una truffa: pagheremo pedaggi, interessi bancari e contributi pubblici all'opera per 40 anni.

Il 1° Lotto dall'A4 a alla A31 costerà 750mln di €, come se gli otto comuni interessati dal tracciato (Villaverla, Malo, Castelgomberto, Brogliano, Cornedo Vicentino, Trissino e Montecchio Maggiore), rinunciassero a investimenti equivalenti a 9.375.000 € sui loro territori, in favore di un gruppo di speculatori privati, per questo il comune di Villaverla riteniamo abbia svenduto il suo ricorso.

giovedì 31 luglio 2014

RENZI SCEGLIE LE AUTOSTRADE, I CAMION E LE AUTO!!! E NEL VENETO SI PRENDE ANCHE QUELLE DI GALAN, CHISSO E SARTORI










BreBeMi: la favola dell'autostrada 'senza soldi pubblici'

Il 23 luglio viene inaugurata la nuova arteria che collega Milano e Brescia. Ma è falso affermare -come hanno fatto molti quotidiani - che la BreBeMi sia la prima autostrada realizzata facendo ricorso solo a capitale privato. Intanto perché è finanziata da Cdp (80% del ministero del Tesoro) e Bei (di proprietà dei Paesi Ue, Italia compresa), e poi perché verrà probabilmente "defiscalizzata" per quasi mezzo miliardo di eur. Non è vero nemmeno che porterà direttamente al sito Expo.

di Luca Martinelli - 24 luglio 2014 in altreconomia ma tratto da Le conseguenze del cemento: puoi leggere anche Il flop delle autostrade di Expo


Chi avesse avuto la pazienza di ascoltare gli interventi di Roberto Maroni, Maurizio Lupi e Matteo Renzi alla cerimonia di inaugurazione della BreBeMI, avrà provato l'incredibile sensazione di "vivere dentro uno spot", l'affresco molto romanzato di un Paese "in movimento", in auto (come sempre). 
Ci può stare, perché era -in fondo- la passerella per celebrare "la Grande Opera", e spargere un po' di ottimismo o anche intorno ad Expo, cui l'autostrada tra Brescia e Melzo sarebbe collegata. 

Dispiace però (ri)leggere oggi sui quotidiani le banalità e la false informazioni gettate nell'arena dalla politica, per cui vale la pena puntualizzarne almeno alcune. 
È falso che la BreBeMi rappresenti in esempio di concorrenza per le autostrade lombarde.
È falso anche, come ripetuto anche ieri, che la BreBeMi sia la prima autostrada realizzata facendo ricorso solo a capitale privato. 

mercoledì 9 luglio 2014

Ambiente. Decreto 91, è molto peggio...


Se qualcuno/a aveva dei dubbi, dove andava a parare l'enfasi legislativa sulle bonifiche dei siti contaminati, dopo la lettura di questo articolo capirà che le nostre notizie di prima mano, su una legge che sarà peggiorativa di quella esistente, trovano un'ulteriore conferma. 
Altro che rivoluzione silenziosa. Qualcuno sta facendo una controrivoluzione ambientale devastante. è ora che lo si capisca e si prendano le contromisure necessarie. (NDR)
dal blog http://danielebarbieri.wordpress.com/


… di quel che si credeva
comunicato del Cnsc (Coordinamento Nazionale Siti Contaminati)
Siti inquinati e bonifiche. «Chi ha avut’ ha avut’ chi ha dat’ ha dat’ scurdammec ‘o passat’» con il Decreto “Inquinatore protetto”.

Non basta il caso dei poligoni equiparati ad aree industriali, il decreto 91/2014 nasconde una sorpresa ancora più amara per le aree inquinate, da Taranto a Crotone, dal Sulcis a Bussi, da Falconara a Mantova, da Trieste a valle del Sacco e altri migliaia di siti.
Comitati e movimenti: altro che semplificazione, si tratta della completa privatizzazione delle bonifiche e della salute delle persone.
Appello ai Parlamentari: superare le criticità in sede di conversione in legge.
Il recente decreto 91/2014, pubblicato il 25 giugno sulla Gazzetta Ufficiale, sarà ricordato come una delle più lucide operazioni di rimozione “sulla carta” dei problemi di contaminazione dei siti inquinati; più che un decreto «Ambiente protetto» come è stato incautamente definito dal ministro è una norma “Inquinatore-protetto”.

RENATO CHISSO DEVE RESTARE IN CARCERE - TGR - TG Veneto Edizione della notte

SUSSISTE LA PERICOLOSITA' DI RENATO CHISSO, SECONDO I GIUDICI DEL TRIBUNALE PER IL RIESAME. 

LA NOTIZIA E' DI QUELLE FORTI POICHE' SAREBBE CONNESSA OLTRE ALL'INCHIESTA SUL MOSE ANCHE AGLI SVILUPPI SU PEDEMONTANA VENETA-VALSUGANA. LA SUA MANO SAREBBE DIETRO A TUTTE LE DELIBERE SULLE INFRASTRUTTURE IN QUESTIONE A PARTIRE DALL'INIZIO DEGLI ANNI 2000.
Guarda il servizio dal minuto 1.50 al minuto 3.30
TGR - TG Veneto Edizione della notte

domenica 6 luglio 2014

Sapete dov è Limena? In provincia di Padova: li per la Dda di Catanzaro la ‘ndrangheta costruiva e faceva affari

Leggi il post di robertogalullo.blog.ilsole24ore.com

Limena è un comune di 7.744 abitanti nel Veneto. Fuori da questa regione alzi la mano quanti sanno che si trova in provincia di Padova. Come quasi tutti i comuni veneti ha mutato, nel secondo dopoguerra, la sua eminente vocazione agricola a centro di produzione prevalentemente industriale.

La mutazione genetica, secondo la Procura della Repubblica di Catanzaro (il pm della Dda che sta seguendo l’indagine e Pier Paolo Bruni, costantemente sotto tiro delle cosche vibonesi e no) è stata ancora più profonda. Qui, infatti, secondo l’indagine della Procura, si sarebbero allungate le radici di Nicola Tripodi e della sua famiglia e/o sodali.
............
Antonio Mario Tripodi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti fatte anche grazie al contributo di vittime di usura chiamate a riferire quanto sanno, è titolare di importanti imprese tra le quali la S.C di …omissis… (non è indagato e dunque è assolutamente inutile mettere nome e cognome). Secondo quanto si legge nelle carte della Procura «ha un ruolo direttivo e strategico in ciascuna unità commerciale, impartendo ordini e determinando gli atti d’indirizzo dell’impresa…».
leggi anche 1/07/2014 - mattinopadova.gelocal.it
È la S.C. Costruzioni di Sicari Cristian. Operazione della Finanza e dei carabinieri su ordine della Procura di Vibo Valentia
Un’operazione dei finanzieri e dei carabinieri dei rispettivi comandi provinciali di Vibo Valentia è in corso in Calabria, Lazio, Lombardia, Sicilia, Veneto ed Emilia Romagna per il sequestro di beni per un valore stimato di 45 milioni di euro ritenuti riconducibili a presunti affiliati alla cosca Tripodi di Vibo, indicata come l’ala economico-imprenditoriale del clan Mancuso di Limbadi.

Rassegna stampa 06/07/14




















QUELLO CHE SAPPAMO DI SPV=MOSE LO DOBBIAMO AL LAVORO DI POCHI. A loro diciamo grazie.

LI CHIAMANO FREELANCE luglio 2, 2014 · di Paolo Sibilio

Li chiamano freelance, sono giornalisti, grafici, informatici, ma per il mondo economico sono carne da macello, agrumi da spremere e poi gettare. Sono giovani bravi nel loro lavoro che danno il massimo in ciò che fanno ma che ricevono il minimo. Li chiamano e si fanno chiamare freelance che in italiano si traduce in precari. Si, in italiano perché nel resto del mondo Freelance si traduce in “lancia libera”, guerriero indipendente, mercenario. Sono usati dai giornali per fare il lavoro sporco quello che i professionisti si rifiutano di fare: le inchieste scomode, le interviste vere, dove la domanda e la risposta non sono concordate.

Sono i grafici che se realizzano il logo della Coca-Cola vengono pagati cento dollari; sono l’interprete come Clare Torry della canzone di The Great Gig in the Sky dei Pink Floyd che, con un compenso di appena trenta sterline, ha cantato la canzone che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Sono geni, scrittori, musicisti, artisti: quello che di meglio questo mondo può offrire al mercato economico, quello che di meglio il mercato usa e poi getta.

Sono bravi? Si! Sono liberi? Forse! Sono sfruttati? Certamente! E fra poco, almeno nel giornalismo, lo saranno per legge. Quanto può guadagnare un giornalista? Se sei Bruno Vespa, fino ad un milione e duecento mila euro l’anno, se sei un freelance fino a seimila ero lordi. Venti euro a “pezzo”, trenta righe, meno della dattilografa che li batte a macchina, meno del tipografo che li stampa, meno del giornalaio che li vende, meno dell’operaio che li legge, meno dello spazzino che li raccoglie. Li leggiamo sui giornali, nel blog, nei social network. Ci tengono informati su ciò che ci accade intorno che è spesso quello che i Bruno Vespa ci nascondono.

VARDETE INTORNO

La SPV è il MOSE dell'entroterra Veneto!

Sabato 5 luglio oltre 200 persone hanno sfilato a Brogliano contro la SPV dietro agli striscioni del COVEPA, e dei cittadini e cittadine contrari alla SPV Pedemontana Veneta è il MOSE dell'entroterra Veneto (vedi articolo di R. Mazzaro del 2007 - n.1): voluto dalla "squadra" al soldo delle aziende del Consorzio Venezia Nuova che1 hanno progettato questo tracciato e questo progetto di finanza su SPV controllato da Mantovani e Baita dal 2005 fino al 2009 poi il controllo é passato al Commissario Vernizzi. (leggi la cronistoria al 2010 del CoVePA – n.2)

Baita da presidente del consiglio di amministrazione e consigliere delegato della proponente Pedemontana Veneta spa ha avuto tra le sue mani il progetto fino al 2009. Gli è stato tolto con la sentenza del consiglio di stato di 06/2009 che lo affidò a SIS scpa/Sacyr: Chi controllava Pedemontana Veneta spa dal 2003 al marzo 2006 (approvazione CIPE 31/03/06 – n.3- e prescrizioni – n.4 - precedente a quella del MOSE - ancora un po di storia – n.5) ha determinato la forma, le condizioni economico-finenziarie e le soluzioni tecnico-progettuali di base attuali. (vedi DGRV 3858 03/12/0 - n.6 – e l'allegato A - n.7- leggi il commento di Villa Agostini – n.8)

I soci di Pedemontana Veneta spa hanno vinto al Tar Veneto un ricorso (2006-2008) dei cittadini contro il project financing di Pedemontana Veneta spa alias Consorzio Venezia Nuova, alias Maltauro, alias Carron, alias Vittadello, alias Cpi Vr, alias CCC, alias Altieri,alias Technital, alias Idroesse infr., alias Strata spa, alias Rizzani de Eccher, alias Adria Inf., alias Finopi, alias Impregilo, alias Autostrada VePd, alias Baita alias Galan, alias Sartori alias Dal lago, alias Zaia alias Chisso con sentenza 14/02/08 del Tar Veneto il cui presidente di sezione risulta ora essere stato al soldo della squadra - cfr dichiarazioni di Baita Minutillo e Colombelli – n.9. Ricorso perso anche al consiglio di stato con altro giudice prezzolato dalla squadra, in questi ricorsi c'erano 250 firmatari da Montecchio Maggiore a Spresiano: guarda le accuse agli arrestati – n.10.
Tra questi figurano alcuni ""membri"" della struttura tecnica del Commissario Vernizzi, tra essi spicca il suo vice l'Ing. Fasiol – n.11 -, liberato da poco, dopo aver confessato di "aver lavorato per il bene della regione": non è dato sapere alla regione di chi si riferisse. Ci domandiamo se fosse quella della squadra, o quella di Galan, o quella di Chisso, oppure quella della Sartori, o quella di Zoggia, o quella di Zaia, certamente per noi è sicuro che non è la nostra o quella dei veneti espropriati e buggerati dalle false promesse sulla viabilità regionale!!!

Massimo Follesa portavoce CoVePA-VI 3478722240
Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa
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Arrestato per corruzione Brienza, ex presidente Autorità Vigilanza

it.wikipedia.org
L'inchiesta riguarda le false attestazioni rilasciate alle imprese per poter partecipare alle gare di appalto. Indagato Giampaoolino, ex presidente dell'Authority e presidente della Corte dei Conti in pensione See more at: http://www.rainews.it/
04 luglio 2014
È stato arrestato, su ordine della Procura di Roma, Giuseppe Brienza, l'ex presidente dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp).

L'uomo si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulle false attestazioni rilasciate alle imprese per poter partecipare a gare pubbliche di
appalto.
Le indagini si sono concentrate sulle Società organismo di attestazioni (Soa), strutture che verificano la validità delle imprese che partecipano agli appalti pubblici.
Risulterebbe indagato, invece, per abuso d'ufficio Luigi Giampaolino, già presidente dell'Autority e presidente della Corte dei Conti in pensione; indagati anche il direttore generale della Vigilanza Lavori Maurizio Ivagnes, il funzionario dell'Ufficio Qualificazione Maria Grassini,  Mario Calcagni, amministratore della Axsoa spa e Alfredo Gherardi, amministratore della Soanc spa e della Psq sr. 

COMUNICATO STAMPA RETE VENETA DEI COMITATI

3 LUGLIO 2014
MORATORIA IMMEDIATA SULLE “GRANDI OPERE” 
INUTILI E DANNOSE
 “Grandi Opere” uguale malaffare: ora ci sono le prove inconfutabili di quanto denunciato in tutti questi anni dai comitati e dalle associazioni ambientaliste.
 Va abbattuto il sistema perverso delle “Grandi Opere”, vera causa sistemica della corruzione nella quale sono coinvolti partiti di entrambi gli schieramenti, dal P.d.L. al P.D., dalla Lega all’UDC, a dimostrazione delle completa trasversalità del “Il Partito degli Affari”.
 Per i comitati, le associazioni e i movimenti che da anni si battono in tutto il territorio del Veneto contro le decine di “Grandi Opere” inutili e dannose non c’è nessuna sorpresa rispetto a tutto il marciume che emerge dall’inchiesta veneziana, ma solo la conferma di quanto da anni denunciano con dossier, esposti, ricorsi e mobilitazioni. Il livello così pervasivo della corruzione, che ha coinvolto pezzi importanti della Giustizia (compresi T.A.R., Consiglio di Stato e Corte dei Conti), delle Forze dell’Ordine, degli apparati amministrativi pubblici, delle Università, degli organi di informazione, e prima di tutti, delle istituzioni politiche di governo della Regione e del Paese, spiega molto bene perché le istanze dei comitati non siano mai state prese in considerazione.