domenica 18 ottobre 2015
sabato 17 ottobre 2015
SPV TREVISO: I TG DI RETE VENETA E EDEN TV A VILLA VENTURALI FANNA
Efficace il presidio e la conferenza a Villa Venturali Fanna con una folta
presenza degli attivisti del CoVePA del WWF locale e dei comitati
locali. Buona la presenza di giornalisti e
telecamere. Erano presenti Simone Scarabel e Jacopo Berti
consiglieri del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle che si sono
impegnati a ribaltare le carte e interrogare la regione e il ministro
responsabili.
mercoledì 14 ottobre 2015
SPV: PRESIDIO & CONFERENZA STAMPA A VILLA VENTURALI FANNA IL 16/10/15 ORE 12. Gli strani casi dei supertecnici che interpretano le norme a favore della SPV che da settembre è diventata spa!
Venerdì 16
ottobre 2015 alle ore 12.00 si terrà presso Villa Venturali Fanna –
loc. Visnadello via Campagnola, 27 Villorba TV
(https://goo.gl/maps/ 84ufrMFdDFF2)
- un presidio del CoVePA con conferenza stampa.
L'invito al presidio è
rivolto alla partecipazione di tutti: cittadini, espropriati,
associazioni, consiglieri e rappresentanti politici, che hanno a
cuore il territorio veneto, la tutela del suo patrimonio e il rispetto
della legge.
Sotto
lo slogan che la legge per gli amici si interpreta e non si applica,
Villa Venturali Fanna
(http://www.francescofanna. com/villaventuralifanna/)
ha subito lo scorso lunedì 12 ottobre, l'immissione in possesso
delle proprietà soggetto a vincolo monumentale assoluto per la
costruzione della ormai famigerata Pedemontana Veneta. Siamo ormai
all'assunto che la SPV avanza nel costante e continuo aggiramento
delle norme con la complicità dei funzionari dello stato preposti,
più che alla applicazione delle leggi, alla loro sistematica
interpretazione per consentirne l'aggiramento.
Vogliamo
ricordare che il vincolo di Villa Venturali Fanna va applicato in
modo restrittivo perché ha forza di legge dello stato e non aggirato
con sotterfugi o gallerie di sorta.
La
continua applicazione estensiva delle norme compiuta dal commissario
è stata definita dalle sentenze del TAR Lazio del 2011 e del 2012
come atto sovversivo che volge al ribaltamento delle regole dello
stato. A poco vale che questi atti sovversivi siano stati confermati
anche dalle recenti sentenze sugli ultimi ricorsi contro Pedemontana
Veneta presso il TAR Lazio.
domenica 27 settembre 2015
IL MIRACOLO DEI PROJECT E L'ITALIAN JOB: BREBEMI E SPV SALVATE DAI MILIARDI PUBBLICI.
Massimo Follesa sul blog del Covepa ha lanciato l'allarme sulle ombre relative al supercomitato che dovrebbe valutare a breve la congruità dei project financing al vaglio della Regione Veneto. Qui in una video intervista analizza il tema dei finanziamenti pubblici nei project financing e l'opacità di Luca Zaia.
giovedì 24 settembre 2015
SUI PROGETFINANSING SCEGLIE ZAIA: IL COMITATONE. TUTTI INSIEME APPASIONATAMENTE ANCHE CON GLI INDAGATI?
![]() |
| tratto da lucazaia.it |
Il
Comitatone di Zaia per i progetfinansing e le concessioni sarà
composto anche con Vernizzi,
Fasiol e Furlanis:
tutti insieme appassionatamente. Lo presiederà Luca Feletti e tra i
membri vi sono, oltre ad altri dirigenti
regionali,
un
associato dello Studio Barel e Malvestio
e la
consulente bocconiana del Direttore Generale della Regione Veneto
per le istruttorie valutate dal NUVV. La dott.essa Vecchi
potrebbe aver collaborato al parere
del NUVV datato 3/12/13 e alla ristesura del contratto di SPV
approvato proprio con la DGRVn. 2260 del 10/12/2013, di cui si interessano Cantone e la Corte dei Conti.
Questo
emerge dalla recente Deliberadella Giunta Regionale del Veneto n. 1149 del 1/09/2015 che potrà
rivedere anche opere già avviate come la SPV e altre finite al
centro delle inchieste. Tralasciando il MOSE che ha calpestatoe risputato l'ingegner Fasiol , c'è da chiedersi che
fine hanno fatto le inchieste? Possibile che nella commissione vi
siano anche soggetti interessati da indagini? E che fine hanno fatto
i passi condotti dagli inquirenti nei loro confronti?
Si perchè almeno una parte dei vertici regionali arroccati nel
castello di via Baseggio a Mestre, e che potrebbero essere chiamati
nel comitato, sono interessati dagli
atti degli inquirenti sull'affidamentodella Treviso-Jesolo.
Vi
sono poi le inchieste della procura di Firenze
sull'affare Incalza che hanno coinvolto la direzione lavori di
Orte-Mestre e Pedemontana Veneta. Ma a noi importa quella
dell'autostrada del mare dell'inizio 2015, mentre qualcun'altro
ricorda anche gliatti dell'inchiesta del 2014 sulla laguna che hanno riguardato i
medesimi dirigenti. Certo non tutti gli incaricati come componenti
del ""Comitato scientifico presso la Segreteria generale
della Programmazione"" sono coinvolti, in ciò l'elenco è chiaro.
leggi i dettagli
leggi i dettagli
AL VIA IL COMITATO SCIENTIFICO SUI PROGETTI DI FINANZA. ANALISI SU OPERE VIARIE PER PIU' DI 7 MLD DI €. SARA' FUFFA? L’analisi del Comitato scientifico riguarda pure le opere già avviate come la Pedemontana Veneta SPV.
La DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1149 del 01 settembre
2015, é stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 90 del 22 settembre 2015, ha per oggetto: “Interventi
infrastrutturali per la mobilità promossi dalla Regione secondo le
previsioni della legge regionale 9 agosto 2002, n.15. Procedura di
revisione prevista dall'art. 4 della l.r. n. 15/2015. Attivazione del
Comitato scientifico presso la Segreteria generale della
Programmazione”. Si attiva il Comitato scientifico presso la
Segreteria generale della Programmazione, di cui all'art. 5 della l.r.
n. 12/1991, al fine di fornire qualificato supporto alle strutture
regionali nel procedimento di revisione, a norma dell'art. 4 della l.r.
n. 15/2015, degli interventi infrastrutturali per la mobilità relativi a
progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a
pedaggio regionali promossi dalla Regione secondo le previsioni della
l.r. 9 agosto 2002, n.15. Si tratta dell’avvio della procedura di
esame e valutazione (sostenibilità, utilità, convenienza) sui progetti
viari, sottoscritti con le società proponenti negli anni successivi al
2001(legge obiettivo).Il valore dei progetti in esame è superiore a 7 miliardi di euro.
Il comitato scientifico composto da non più di 5 “esperti”, 3 dirigenti
regionali e due esterni nominati di provata professionalità ( per il
curricula dei suddetti è possibile scaricarlo dal sito del Bollettino
Ufficiale della Regione Veneto) è chiamato a redigere una informativa
alla Giunta con cadenza bimensile. L’incarico per gli esterni è fissato in otto mesi. L’analisi del Comitato scientifico riguarda pure le opere già avviate come la Pedemontana Veneta SPV.
Brebemi, i conti dell'imbroglio. Stessa sorte della SPV?
![]() |
| IlFattoQuotidiano p.15 23/09/2015 |
A
pagina 15 de Il Fatto Quotidiano di ieri, Giorgio Meletti svela i conti
dell'imbroglio di BreBeMi. Avevamo già letto su Altreconomia questi
dati, ma ora sono diciamo così certificati. E' lo stesso destino della
partita di Pedemontana Veneta. Le due infrastrutture stanno percorrendo
la stessa via finanziaria. Con costi del tutto simili: 2,4 mld di €,
avranno le stesse coperture finanziarie e investimenti
pubblici, che nel caso lombardo ammantano a 1,7 mld di €, mentre in
quello veneto sono a 1 mld di €. Questo però è destinato a salire dopo che il MEF ha
ottenuto la candidatura della SPV a 1.3 mld di € di finanziamenti europei tramite FEI. Che siano presititi alle banche finanziatrici o
coperture dei ProjectBond è da verificare come pure quale influneza avranno sul piano degli interessi.
In BreBeMi le banche azioniste prestano denaro al 7% dopo averlo introitato dalla BEI al 2%. Oltre ai costi dell'opera nudi e crudi per 1,6 mld ci sono altri 800 mln in interessi a favore delle banchei. Ma non è tutto il miracoloso project financing è riuscito a triplicare i costi dell'opera che era partita nel 2003 con un costo previsto poco superiore a 800 mln. Adesso ha compiuto il miracolo di moltiplicare i milioni di € in miliardi. Non è riuscito il miracolo del traffico inesistente che difficilmente riuscirà a moltiplicare, poichè mancano 20 km per arrivare a Milano e 18 per arrivare a Brescia mai previsti dal progetto e l'A4 sta facendo carte false per impedirle di immettersi nel suo tracciato. Stesse difficoltà di SPV: traffico inesistente, grossi difficoltata di immissione nella BS-PD e casello bloccato sulla A28 per la presenza di una discrica al di sotto dell'area progettata. Il contributo pubblico per BreBeMi (1,7 mld) dovrà remunerare con 800 mln di € ciascuno le banche e gli azionisti, questi sono i veri e unici miracoli del project financing. Noi stiamo aspettando quelli di Pedemontana Veneta, di Zaia e della nuova commissione sui progetfinansing alla veneziana appena insediata
In BreBeMi le banche azioniste prestano denaro al 7% dopo averlo introitato dalla BEI al 2%. Oltre ai costi dell'opera nudi e crudi per 1,6 mld ci sono altri 800 mln in interessi a favore delle banchei. Ma non è tutto il miracoloso project financing è riuscito a triplicare i costi dell'opera che era partita nel 2003 con un costo previsto poco superiore a 800 mln. Adesso ha compiuto il miracolo di moltiplicare i milioni di € in miliardi. Non è riuscito il miracolo del traffico inesistente che difficilmente riuscirà a moltiplicare, poichè mancano 20 km per arrivare a Milano e 18 per arrivare a Brescia mai previsti dal progetto e l'A4 sta facendo carte false per impedirle di immettersi nel suo tracciato. Stesse difficoltà di SPV: traffico inesistente, grossi difficoltata di immissione nella BS-PD e casello bloccato sulla A28 per la presenza di una discrica al di sotto dell'area progettata. Il contributo pubblico per BreBeMi (1,7 mld) dovrà remunerare con 800 mln di € ciascuno le banche e gli azionisti, questi sono i veri e unici miracoli del project financing. Noi stiamo aspettando quelli di Pedemontana Veneta, di Zaia e della nuova commissione sui progetfinansing alla veneziana appena insediata
mercoledì 16 settembre 2015
EPPURE SOFFIA ALL'AUDITORIUM DI ALTIVOLE.Tra gli spifferi, Michele Boato, affronterà anche quello della SPV. Presenta e organizza Elvio Gatto
Spettacolo Musicale e Multimediale di Michele Boato con: Rosa Brunello, David Boato Nicolò Romanin, Luisa Pasinetti, Mauro Stella, Toio de Savorgnani Sonia de Savorgnani, e Dario Busetto.
A
50 anni dalla tragedia del Vajont,
va in scena Eppure soffia,
spettacolo multimediale che affronta i disastri ambientali in Veneto
(le tempeste)
e le lotte per
limitarne
i danni (gli spifferi).
Sono
tanti episodi, ma sarebbero molti di più: spiace
non
poterli raccontare tutti.
Lo
spettacolo è tratto dall’omonimo libro
“Eppure soffia”.
Nel volumetto (ed. Libri
di Gaia,
80 pagine, 5 euro) ci
sono
anche tutte le canzoni e le immagini dello spettacolo, ed i temi sono
approfonditi e documentati. Libro e spettacolo sono strumenti per
conservare
la
memoria,
difendere l’ambiente e le nostre radici.
La
musica è
la principale protagonista dello spettacolo con il quartetto
jazz di
David Boato (tromba), Rosa Brunello (contrabbasso), Francesco Socal
(clarinetto) e Nicolò Romanin (batteria) e con le canzoni
cantate
da Luisa Pasinetti con Mauro Stella
alla
chitarra. Due canti di Bepi
De Marzi
sono
eseguiti dal Coro
Fanis,
diretto
da Giorgio Tiozzo.
Le
voci
narranti
sono
quelle di Enrico Corradini, Chiara e Michele Boato.
Le
immagini
sono
curate da Angelo Favalli e i
filmati
da
Dario Busetto.Testi
e poesie di
Michele Boato. Ci sono anche tre poesie di Andrea
Zanzotto,
Trilussa
(tradotto
in veneto) e Ferruccio
Brugnaro.
sabato 12 settembre 2015
BPVI: GLI ZIO TOM CON LA FASCIA TRICOLORE
I toni ultimativi contro i "mori" si sono
trasformati nel silenzio sui fatti di BPdiVI dei primi cittadini,
ridotti a sindaci da capanna dello zio Tom pronti a dire "zi
badrone" a certi poteri sulle infrastrutture, prima la SPV, e
che tacciono sulle storie di Popolare di Vicenza e Veneto Banca!
Oggi 12
settembre 2015 il CoVePA con i suoi portavoce vicentini Matilde
Cortese e Massimo Follesa ha partecipato alla iniziativa del M5S a
Vicenza in piazza Castello per ricordare la vicenda della Banca
Popolare di Vicenza. Siamo vicini a chi chiede tutela per i
risparmiatori e che cosa si nasconde dietro ai provvedimenti che
hanno negato il diritto di recesso e sospeso il diritto civile per
gli azionisti di BPdiVI. Ci siamo affiancati all''iniziativa per
cittadini più consapevoli che promuove azioni legali contro le
evidenti storture e violazioni del codice civile e penale nella nota
vicenda che vede al centro il presidente Zonin, insieme ai volti più
noti del mondo bancario e imprenditoriale vicentino.
Il
Coordinamento oggi in piazza Castello a Vicenza sottolinea l'assenza
dei molti rappresentanti delle categorie economiche, delle forze
politiche che compongono le compagini di maggioranza in regione e nel
parlamento. Soprattutto vanno chiamati a rispondere del loro
indecente silenzio tutti quei sindaci che nel vicentino, a partire da
quelli della Valle dell'Agno e di tutta la Pedemontana Veneta, si
sono scalmanati contro i profughi o che hanno ingoiato la truffa
infrastrutturale della SPV. In proporzione alcune decine di stranieri
hanno provocato l'ira di sindaci urlanti, cosa dovrebbero provocare
allora i raggiri e i ricatti alle decine di migliaia di azionisti
della principale banca vicentina? Perchè questi sindaci tacciono i
fatti denunciati negli esposti di Elio Lannutti di Adusbef nel 2008 e
Giordano Lain del M5S nel 2015? Perché non sono al fianco dei loro
cittadini e con tanto di fascia tricolore non salgono gli scalini
della procura vicentina a sollecitare le inchieste bloccate da sette
anni?. I toni ultimativi contro i "mori" si sono
trasformati nel silenzio sui fatti di BPdiVI dei primi cittadini,
ridotti a sindaci da capanna dello zio Tom pronti a dire "zi
badrone" a certi poteri sulle infrastrutture, prima la SPV, e
che tacciono sulle storie di Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
venerdì 11 settembre 2015
LO SPREZZO DEL RIDICOLO DI VENDRAMIN
![]() | ||
| immagini tratte da reteveneta e gazzettino.it |
Lui nascosto negli uffici. Lei nei campi a difendere la terra!
Matilde Cortese tiene sul filo del rasoio sindaco e giunta di Pianezze.
Risponde punto su punto alle dichiarazioni risibili di Vendramin. I fatti dell'esproprio del commissario Vernizzi per la SPV si complicano per via di una strada nella sua proprietà a favore degli interessi occulti nella zona industriale in via De Gasperi...
CS 27/08/2015 Pianezze VI
Abbiamo appreso dai media veneti le recenti esternazioni del sindaco di Pianezze Luca Vendramin. Esternazioni proferite con un certo sprezzo
del ridicolo in forza delle quali il primo cittadino prova, non senza
una certa goffaggine, a replicare ai rilievi della sottoscritta
contenuti in una diffida del 10.08.2015 e protocollata in comune di
Pianezze, nell'ambito della ben nota vicenda degli espropri
in zona di Via Alcide De Gasperi a Pianezze. Anzitutto al sindaco va
detto che la sottoscritta non ha intasato alcun ufficio ma si è limitata
ad alcuni accessi agli atti che sono garantiti dalla legge e non dal
buon cuore di questa o quella amministrazione. Ma il problema è un
altro. Al signor Luca Vendramin avevamo chiesto conto di una delibera
vergogna cucinata dalla sua giunta che oltre a puzzare di un conflitto
di interessi in capo all'assessore Cuman Mariella e oltre a prefigurare
possibili fattispecie da codice penale, costituisce il preambolo per la
morte della azienda agricola della mia famiglia. Con un imbarazzo che
sfiora la vigliaccheria il primo cittadino, muovendo addebiti tanto
generici quanto fasulli, ben si è guardato dal rispondere nel merito dei nostri rilievi che ripeto per i duri di comprendonio hanno la veste formale di una diffida. Al sindaco verrebbe da dire «carta canta», ma mi
pare che abbiamo a che fare con un soggetto sordo e stonato. Sfidiamo
il sindaco pubblicamente e sui singoli punti relativi alla nostra
diffida. Vediamo se avrà il coraggio di uscire allo scoperto senza
ripararsi nei corridoi del potere dove è solito allignare...
Cordialmente Cortese Matilde
portavoce CoVePA Bassano d.G.
portavoce CoVePA Bassano d.G.
martedì 11 agosto 2015
Follesa e il caso Pianezze
Tratto da TAEPILE
La portavoce del Covepa di Bassano del Grappa diffida il sindaco di Pianezze per una querelle urbanistica che riguarda gli espropri della Pedemontana Veneta. Massimo Follesa, portavoce del Covepa, commenta a caldo.
SPV-ESPROPRI DIFFIDA AL SINDACO DI PIANEZZE
![]() |
| www.ilgiornaledivicenza.it |
Perchè il sindaco di Pianezze Luca Vendramin nasconde la faccia? Perchè l'ha persa di fronte alle asine di Matilde, che hanno più dignità nel caso dell'esproprio simbolo della SPV.
Matilde Cortese portavoce del CoVePA di Bassano del Grappa ieri 11/08/15 ha tenuto una conferenza stampa a Pianezze nei luoghi del cantiere della SPV per spiegare cosa è successo. In relazione alla vicenda dell'esproprio della Pedemontana Veneta nei terreni della azienda agricola della sua famiglia, Matilde Cortese ha presentato i documenti depositati al protocollo del comune di Pianezze.
Matilde ha dichiarato:"riguardano la diffida ad adempiere nei confronti del sindaco di Pianezze Dott. Luca Vendramin perché ritiri gli atti che compiuto a discapito della azienda di famiglia e della trattativa in corso. Essi sono inseriti nella nota vicenda degli espropri che ogni cittadino può subire, da parte di un ente pubblico rappresentato da un Sindaco che con la recente delibera del 30 luglio del 2015 si è piegato alla speculazione immobiliare. Si è dimostrato così prono da avvallare atti in cui si prevede l'esproprio di un brandello della azienda lontana dalla SPV, al margine dell'area industriale di Pianezze e che nulla ha a che vedere con la viabilità complementare della SPV, ma tesa solo ad avvallare gli interessi di chi vuole continuare a costruire capannoni. Non ha nemmeno avuto il coraggio di rispondere di persona alle proposte e alle richieste che gli avevo inviato e sollecitato."
Luca Vendramin e la sua Giunta hanno rifiutato tutte le proposte di mediazione che in questo momento sono al vaglio del tavolo presso la sede del Commissario Vernizzi.
lunedì 10 agosto 2015
A4-A31 ACCORDO CON ABERTIS
![]() |
| www.corrierecomunicazioni.it |
TRATTO DA it.reuters.com
Abertis ha firmato un accordo di esclusiva per l'acquisto del controllo di A4 Holding, a cui fanno capo le autostrade italiane A4 (Brescia-Padova) e A31 (Vicenza-Piovene-Rocchette).
giovedì 6 agosto 2015
Ddl Madia, addio territorio italiano
| corrieredelmezzogiorno.corriere.it |
TRATTO DA www.altreconomia.it
Da oggi, "Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso", così Tomaso Montanari -storico dell'Arte che insegna all'Università di Napoli- a poche ore dall'approvazione del Senato del provvedimento delega fortemente voluto dal presidente del Consiglio che smantella le Soprintendenze.
Da oggi, "Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso", così Tomaso Montanari -storico dell'Arte che insegna all'Università di Napoli- a poche ore dall'approvazione del Senato del provvedimento delega fortemente voluto dal presidente del Consiglio che smantella le Soprintendenze.
Il ddl Madia sulla presunta riforma della pubblica amministrazione è legge.
Dopo che il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato la
norma di delega (S.1577-B) -il 4 agosto-, il presidente del Consiglio ha
inviato un “abbraccio ai gufi” via Twitter. Sarcasmo che stride con l'accorato appello rivolto a fine luglio da un gruppo di intellettuali -tra cui Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Corrado Stajano, Dario Fo-
al presidente della Repubblica e al ministro dei Beni culturali per
“fermare il ddl Madia”, e sottoscritto da da più di 23mila persone. "Il più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio
e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della
Repubblica -recitava il manifesto a proposito del provvedimento-. Anzi,
l’attacco finale e definitivo”.
Ad approvazione avvenuta, abbiamo sentito Tomaso Montanari, storico dell’Arte che insegna all’Università di Napoli. Che si dice “molto pessimista”.
Project financing. Zanoni (PD): legge-scaricabarile. persa un'enorme occasione di riforma
![]() |
| gruppodinterventogiuridicoweb.com |
(Arv) Venezia 5 ago. 2015 - “C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da chi, a partire da Zaia, governa il Veneto”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni, commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza – ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale - prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare. “E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni, commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza – ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale - prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare. “E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
(Arv) Venezia 5 ago. 2015
- “C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a
sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette
nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno
bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi
verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In
sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per
coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da
chi, a partire da Zaia, governa il Veneto”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni,
commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le
leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per
la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui
project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive
l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda
di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono
stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è
stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di
scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio
regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza –
ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero
incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in
maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario
di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è
rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale -
prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul
loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno
neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti
importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele
Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni
in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici
interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche
senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e
pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare.
“E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo
scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
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(Arv) Venezia 5 ago. 2015
- “C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a
sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette
nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno
bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi
verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In
sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per
coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da
chi, a partire da Zaia, governa il Veneto”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni,
commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le
leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per
la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui
project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive
l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda
di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono
stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è
stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di
scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio
regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza –
ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero
incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in
maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario
di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è
rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale -
prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul
loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno
neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti
importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele
Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni
in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici
interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche
senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e
pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare.
“E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo
scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
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http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=84&c=5&e=88&t=1&idNotizia=28632#sthash.iQnzzrzs.dpufSPV: IL COVEPA CHIEDE INCONTRO CON LA DE BERTI
In
questa giornata che ricorda il bombardamento atomico sulla città di
Hiroshima abbiamo inviato all'assessore regionale Elisa De Berti una
richiesta di incontro.
Abbiamo
visto che negli ultimi giorni ha preso in mano le
questioni di legalità relative alle opere e ai cantieri del
veneto con il nuovo protocollo sottoscritto con i prefetti, oltre ad
aver aperto un
tavolo sugli espropri della Pedemontana Veneta con coloro i quali
rappresentano una parte importante degli espropriati ma pur sempre
una parte e sicuramente la meno critica.
Siamo
consci che l'accusa di essere gli uffici contratti della SPV, rivolta
a questi da parte di molti soggetti interessati ai disastri della
Pedemontana Veneta, non sia destituita di fondamento, soprattutto
dopo aver sottoscritto l'accordo di Renato Chisso e di SilvanoVernizzi sugli espropri.
Per
questo e per affrontare un confronto costruttivo sugli aspetti di
programmazione e sugli atti di indirizzo regionali, in particolare
sul tema della progettazione di finanza e sulle contraddizioni della
Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta abbiamo avanzato la
richiesta di un incontro, in cui confrontarci sui seguenti aspetti di
dettaglio:
- Nuova legge regionale sui progetti di finanza.
- Programma Regionale dei Trasporti, pianificazione delle risorse e regole nella revisione delle proposte di progettazione di finanza.
- Soluzioni integrative delle infrastrutture stradali con servizio ferroviario nella Pedemontana Veneta a completamento del SFMR.
- Aggiornamento sulla situazione finanziaria e sul Piano economico e finanziario della SPV.
- Attuazione dei lavori, violazioni della progettazione, degli accordi e della programmazione economica nella attuazione della SPV.
- Situazione degli Espropri, modello degli accordi e dei contatti di SPV.
- Viabilità complementare non a pagamento a servizio del territorio nella Pedemontana trevigiana e vicentina.
Elvio
Gatto
Matilde
Cortese
Massimo
Follesa
martedì 4 agosto 2015
LA PISTOLA FUMANTE DI ZAIA
![]() |
| nathancharles.net |
Pubblichiamo la nota dell'arch. Carlo Costantini che chiarisce in queste ore di attesa, cosa sta dietro alle proposte di Luca Zaia sui Project Financing. Dirsi
stupiti dei progetti di legge di Zaia presentati alla fine di giugno
è inutile, in particolare il n. 15 protocollato il 29/06/2015 a
firma Luca Zaia lo smaschera. Infatti un presidente della giunta
rieletto con oltre il 50% dei votanti la dice lunga sul mandato che
potrebbe intraprendere, e invece no: deposita una ridda di proposte
tutte a vantaggio di chi finanzia la politica e non certo di quella
maggioranza che lo ha votato. La firma di Luca Zaia sulla proposta
per la riforma dei “progetfinansing” è la pistola fumante che lo
inchioda alle sue responsabilità con cui apre il suo secondo
mandato. Se è così sarà tutto volto a parare le chiappe al sistema
veneto, una vera e propria “camurria”,
un imbroglio, una mafia veneta insomma che secondo il detto “schei
e amicisia orba la giustisia”, tende a coprire le perdite
adesso che la festa è veramente finita. A chiudere il festino sono le "regole"
dell'economia italiana, ancora in piena crisi, che vuole togliersi di
dosso il sistema delle tangenti e dei falsi progetti di finanza senza
passare dalla galera (NDR).
L'obiettivo
del PDL n.15 di Zaia è il Project Financing, vale a dire che è cercare di mettere la classica pietra sopra ad "errori"
di valutazione ed atti che spesso sono andati oltre la linea d'ombra
del lecito-illecito. Questi atti sono stati compiuti dalle giunte
Galan-Chisso e dalla stessa Giunta Zaia-Chisso. A questi atti non
sono mancate i si ossequiosi dei colonnelli, dei soldati semplici e dei dirigenti
regionali del Nucleo di Valutazione e Verifica, con la regia del
super-dirigente Vernizzi, che avevano recepito tutti i progetti
presentati nella programmazione regionale, contribuendo a dichiararli di pubblico
interesse. Sono tutti stati preceduti dagli accordi tra Galan e
Baita con dietro tutto il gruppo facente capo alle imprese della CVN
( si veda "Veneto anno zero" di R. Mazzaro e ciò che lo stesso Baita dichiara negli interrogatori dell'inchiesta che lo ha
coinvolto e perfino Galan lo dice nel libro-intervista "Il
Nordest sono io"). In altre parole, Zaia ha capito che - con il cambio
della guardia tra Lupi e Del Rio (e Padoan che tiene i conti) - i
finanziamenti pubblici non potranno più lievitare, come nel caso
del Mose e della Pedemontana Veneta. Oramai gli è chiaro che alcuni dei PF presentati e/o
accolti sono finanziariamente insostenibili, con il PDL n.15 Zaia
vuole avere un mandato in bianco dal Consiglio, ovvero una copertura
politica e giuridica per ritrattarli. E' significativo che questo
atto al limite, non venga preceduto da un passaggio in
giunta, anzi che la neo assessore De Berti, da avvocato si guardi bene dal metterci le mani e il nome come pure il
presidente.
Più
che una ritrattazione sembra che si prepari una nuova negoziazione
con buone uscite per tutti, che non avendo alcun riscontro in
sede pubblica e con il vaglio del Consiglio regionale e il controllo
delle opposizioni, potrà avvenire con la più ampia discrezionalità
nel decidere quali confermare e quali revocare, e a quale prezzo per
le casse regionali. Ricordiamo ancora che non a caso i 150 milioni
previsti quali risarcimenti corrispondono all'1% dei 15 miliardi
dell'importo delle opere in PF: una buona uscita per i progetti
preliminari.
E'
da rilevare che praticamente tutti i
PF dell'elenco fornito al consiglio regionale, probabilmente
incompleto, sono riconducibili alle stesse persone e alle stesse
ditte. In primo luogo si tratta della Mantovani SpA e della Adria
Infrastrutture SpA, società controllata dalla stessa Mantovani, ma
di cui, secondo ciò che emerge dalle pubblicazioni degli atti dell'inchiesta MOSE disponibili,
Galan e Chisso avrebbero detenuto quote azionarie attraverso l'ex
segretaria di Galan, la Claudia Minutillo.
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