sabato 5 giugno 2021

LA PEDEVENETA È UNO ZOMBIE

L’apertura del tratto tra Bassano del Grappa e Montebelluna segnerebbe la resurrezione della SPV, però non è Lazzaro, e Luca IInon è il salvatore a cavallo di 4 corsie infuocate. Assomiglia di più a una specie di scienziato in minore, immaginatelo a generare LA ZOMBIE PEDEVENETA! Si sa che gli zombie camminano pianissimo, escono dalle tombe, bramano cervelli e sembrano scemi, ma ti fregano come niente
 
Il primo segno è la corsa a chiedere le riduzioni dei pedaggi: infatti non era neanche finita l'inaugurazione che Il giorno stesso dell’apertura di Montebelluna molti hanno chiesto la riduzione dei pedaggi, cosa che in astratto avrebbe senso, soprattutto se le differenze le pagassero chi voluto a tutti i costi la SPV dei Doglianos, ma sembra che neanche chi l'ha voluta e ficcata su a tutti i veneti voglia pagarla. Quello che emerge è che abbiamo a che fare con uno zombie e che ci hanno costretti a subirla e ora ci vogliono imporre di pagare la corda con cui siamo stati costretti ad impiccarci. Visto che Zaia, per questo zombie stradale, ci obbliga a pagare 154 milioni all’anno, che senso ha chiedere solo le riduzioni dei pedaggi quando prima era gratis per i residenti? Perchè si continua a tacere il fatto che nel contratto servono 12 mld per la gestione della SPV e che il ritornello di numeri di Zaia produce solo la metà di questo importo? Percè i soci di SIS partecipano a una società con sede a Londra che ha in portafogli il bon di SPV? Questi segni non sono gli unici, altri dimostrano che i territori attraversati alla SPV sono e saranno per i prossimi 40 anni a servizio della strada zombie e dei Doglianos.

lunedì 31 maggio 2021

SPV, UN ESEMPIO DA NON SEGUIRE PER LE NUOVE OPERE E LA RICONVERSIONE DEI TERRITORI MARGINALI


Sebastiano Malamocco attivista e analista dell'ambiente Veneto, con cui abbiamo elaborato una riconversione alternativa della SPV nel 2017, nel suo blog Geograficamente sviluppa una analisi equilibrata del perché la Pedemontana Veneta non è un esempio da seguire. (NdR)

La SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA, in funzione ora da Malo a Montebelluna, servirà alla conurbazione pedemontana vicentina-trevigiana per il predominante traffico locale? Come in origine voluto? Pare proprio di no – Un monito di “come non fare”, per le prossime opere del Recovery Fund europeo

PIETRE D'INCIAMPO IN SPV

domenica 30 maggio 2021

L'AUTOSTRADA DELLE CAVE e PIETRE D'INCIAMPO

Non siamo il blocco sociale di Luca III°, ma questo fatto non ci spaventa perché, come negli anni 30 in Germania un ampio blocco sociale ha sostenuto i campi di sterminio, adesso, il blocco sociale veneto sostiene lo stermino dei campi.

Mentre il governo regionale ha festeggiato a Bassano del Grappa 'la grande opera', da quella celebrazione sono rimasti fuori proprio gli espropriati citati in modo peloso. Ci vengono in mente le persone espropriate della loro terra e della loro casa, i loro drammi per questa perdita, l'arroganza e il cinismo con cui i loro sacrifici, i loro desideri, gli investimenti, gli accordi familiari, i passaggi di generazione in generazione sono stati calpestati. Pensiamo alla loro sconfitta e ai loro sentimenti spesso nascosti per dignità. Dignità coniugata ad alto impegno civile che ha fatto dire a uno dei nostri amici uccisi dalla SPV: 'darei gratis la mia terra se sapessi che serve per fare una strada utile e giusta, ma mai per questo mostro stradale'. Ci vengono in mente anche i morti per crepacuore e certi suicidi o pensieri di morte che abbiamo conosciuto. Un potere insensibile e indegno di una società civile ed evoluta ha dimenticato le sue vittime, credendo di risolvere tutto con un appannaggio economico e senza mai confrontarsi con lealtà coi cittadini in assemblee o riunioni pubbliche. Per questi ci vorrebbero delle pietre d’inciampo a ricordare cosa è stata questa operazione. Ha vincolato i sindaci, con commissari e leggi ad hoc come quelle di Berlusconi. Un pensiero particolare va a quei sindaci servi di partito e traditori dei loro elettori.

domenica 16 maggio 2021

Disagi al cantiere Spv-Vallugana, la causa «vede la fine»

 


C'è chi canta vittoria avendo delle ragioni valide che dimostrano come i lavori della SPV continuano ad essere in ritardo tanto che continuano a calpestare le persone e le loro vite.

A Borgo Berga si è celebrata «una udienza cruciale» durante la quale il giudice Colasanto ha respinto la richiesta dei legali del concessionario che invocavano una perizia esterna. Ora il processo si avvia alla fase terminale: frattanto monta la polemica sulla promessa non mantenuta da Zaia per la fine dei disagi.

di M.Milioni https://www.vicenzatoday.it/cronaca/udienza-processo-spv-disagi-cantiere-15-maggio-2021.html

mercoledì 12 maggio 2021

PEDEMONTANA VENETA NUOVO AIUTINO DALLE OLIMPIADI DEL 2026

Alla fine ci vuole l’aiutino di stato il quinto per una Pedemontana Veneta che non ha aperto il tratto Bassano Montebelluna ai primi di maggio ma agli ultimi. Infatti il povero Luca Zaia e la sua banda che suona il PIL sono costretti a certificare un altro ritardo di quasi un mese sulla tabella di marcia. Zaia e il viceministro Morelli ci hanno chiarito che SPV è strategica per i giochi olimpici invernali del 2026, e la cosa ci fa ridere. Siamo riusciti a progettare le olimpiadi del cemetodotto, quelle diffuse tra Milano, Verona, Cortina e la Val Pusteria. Le prime olimpiadi del lombardo-veneto, più che andare avanti i nostri leghisti procedono per concetti ottocenteschi, anche se parlano di mezzi ad idrogeno, saranno forse quelli per i famosi car-giver. Dal convegno di Verona di ieri alla presenza del viceministro è emerso che la Pedemontana sarà finanziata con una parte del miliardo di euro che il governo ha messo a disposizione per le infrastrutture olimpiche. Si tratta della quinta volta che lo stato ci mette la toppa per una infrastruttura che non riesce a costruire tutti i km del contratto, cioè i 162 km (94+68) previsti dal contratto di concessione all’articolo 2c1(p.14) firmata dalla SIS e da Zaia nel 2017. Adesso siamo all’aiutino per fare la quarantina di km di opere complementari mancanti che valgono minimo 400 mln di €, indispensabili per finire tutta la SPV.

lunedì 10 maggio 2021

SOLIDALI CON BALASSO. ZAIA QUANDO SE LA PRESE CON NOI E' RIUSCITO A QUERELARE UN MORTO

Il problema di Luca Zaia siamo noi Veneti, per questo vogliamo essere solidali con Natalino Balasso e con tutti gli altri a cui sono arrivate le querele di Luca Zaia e dei suoi tirapiedi. Ma non solo anche perché per primi abbiamo fatto le spese di quel metodo, ma soprattutto perché condividiamo il pensiero che l'attore polesano ha reso pubblico sulla sua piattaforma in patreon.com e disponibile anche su YouTube. Vogliamo ricordare che con quel metodo Luca Zaia è riuscito a prendersela con un morto. Con quel metodo sono stati regolati anche i rapporti tra chi si è occupato di contestare argomentando critiche fondate, a partire dal fatto che il Concessionario SIS e il suo concedente Luca Zaia per 5 anni non sono riusciti a pagare gli espropri con fondi propri, nonostante i 370 mln di € ottenuti dal governo nel 2013, in aggiunta ai 300 mln di € "finanziati proprio dai comunisti del complotto complottato mondialmente".

Come a Natalino Balasso anche a chi manifestava ad Altivole nell’ottobre 2014 contro la Pedemontana Veneta dei ladri Galan, Chisso e compagnia, che Zaia ha difeso con unghie, denti e due convenzioni capestro(2013-2017), sono arrivate comunicazioni di indagini ipotetiche. E quel metodo contro di noi è continuato anche dopo. In particolare ricordo quella a Giovanni Scotton, espropriato dalla Pedemontana Veneta e vale pochissimo la pelosa riconoscenza di Zaia nell'ennesimo talk-show quotidiano tenuto il 14 aprile scorso dove annunciava la nuova apertura di 35 km della SPV per i primi di maggio ormai imminente. Quella nota giunse neanche firmata da un giudice, infatti allo scopo si era prestato un commissariato di Bassano. Lui era fondatore con me e altri del CoVePA. Alla fine è finita nel nulla, ma a lui è costata soldi, preoccupazioni e la salute del suo cuore.

Su quella querela messa su da una squadretta da avanspettacolo, gli avvocati di Zaia, pagati con le nostre tasse, pretendevano la condanna ricorrendo contro all'archiviazione, anche se Giovanni era deceduto nel marzo 2018, con tanto di articoli sui giornali. Le accuse false erano quelle di aver gridato ladri in una manifestazioni, e alcuni geni delle telecamere avevano preso i nomi di quelli in primo piano. Ecco Giovanni non era un leccaculo, ma un Veneto di una pasta particolare, come ce ne sono ancora, pochi ma ce ne sono, sono i ribelli come quelli delle montagne, delle paludi e di certe città e fabbriche. Quelli che sanno di essere minoranza, ma anche di vederla giusta e di poter convincere altri a vederla come loro, perché Zaia è proprio brutto, brutto brutto!


lunedì 1 marzo 2021

Domino A31-A4-SPV

 Giuseppe Pietrobelli su il Fatto Quotidiano di oggi capodanno veneto, ci racconta una concatenazione di eventi tra la sentenza della Cassazione che boccia definitivamente il progetto di A31Nord, e il rinvio a giudizio di 4 componenti del CDA di ANAS per un danno erariale di 178mln di € per aver approvato il progetto di Valdastico nord senza l'autorizzazione della Provincia Autonoma di Trento. È un domino capace di travolgere la concessione di A4, il traffico di pedeveneta nonché la loro connessione a Alte di Montecchio Maggiore nell'ovest vicentino(ndr).

Brescia-padova, l’ultimo regalo per i Benetton

SERENISSIMA L’autostrada di Abertis (oggi Atlantia) ha ottenuto la proroga della concessione in cambio di una tratta mai costruita: “Danno erariale di 180 mln”

Il Fatto Quotidiano1 Mar 2021» Giuseppe Pietrobelli

Utili e asfalto Il raccordo tra la Brebemi e la A4 a Brescia

Il sassolino nell’ingranaggio di uno sconcertante dòmino infrastrutturale durato quindici anni porta il nome di Besenello, Comune di 2.700 anime in Vallagarina, fra Trento e Rovereto. Non avesse fatto strenua resistenza alla delibera del Cipe (adottata con ilplacet di quattro ministeri) che nel 2013 dava il via libera al tratto veneto dell’autostrada Valdasticonord, non si sarebbe scoperchiato il pentolone di una concessione dai piedi di argilla, per una delle autostrade più redditizie d’italia. Riguarda la società A4 Holding spa che gestisce la “S e re n is si m a” Br escia-padova, un tratto trafficatissimo dall'alta redditività.

giovedì 4 febbraio 2021

L'A31 NORD È MORTA MA ANCHE LA SPV NON STA BENE!

Oggi scrive un amico dalla Valdastico:

"Ciao,

Come stai?

Non sono sempre e solo lacrime e sangue, in questo periodo orrendo.

Ti segnalo che la Corte di Cassazione ha RESPINTO i ricorsi di Autostrada A4 BS-PD e Ministeri vari contro le sentenze del Consiglio di Stato che annullavano la delibera CIPE 21/2013 (e in pratica l'intero procedimento approvativo) della autostrada A31 Valdastico Nord.

Altra vittoria del Comune di Besenello e dei Cittadini di Casale.

Vedremo cosa tireranno (ancora) fuori dal cappello per salvare capra e cavoli".

Ecco per avere ragione in Veneto ci vuole qualcuno che non stia in Veneto o non sia in Veneto!

Questa notizia determina definitivamente che i flussi di traffico in Pedemontana Veneta non avranno mai gli apporti della mobilità da nord o verso nord dell'area vicentina. La morte del piano finanziario della SPV è un effetto collaterale della sentenza, altro che 13% perché non si apre il casello con A4, come ha scritto la Corte dei Conti nel dicembre scorso. 

martedì 29 dicembre 2020

DOPO GLI ALLAGAMENTI DI AGOSTO, LA NEVE DI IERI HA BLOCCATO LA PEDEMONTANA VENETA

Ieri la SPV ha confermato di sperare nel riscaldamento globale per vincere la neve che la ricopriva, ma questo si sa provoca nubifragi e allagamenti che sono anche peggio per l'infrastruttura che non li regge come alla fine dell'agosto scorso. Oggi invece Pedemontana Veneta tira un sospiro di sollievo, ma ieri non è riuscita a liberare dalla neve le corsie di collegamento con la A31 e larghi tratti delle corsie di sorpasso. Lo stesso sito decretava la chiusura del tratto Malo-A31. Credo nessuno si aspettasse un disservizio del genere per la superstrada più cara del paese e perché essendo nella pedemontana veneta, la neve non è certo un fatto eccezionale. Il sito dichiara che hanno 5 di tutto, lame, spargisale, mezzi combinati,  e innaffiatrici, che hanno funzionato un po' come i carri armati del Risiko. È andato tutto abbastanza male da fare, tanto da far imbufalire i malcapitati sulle rampe per la Valdastico. I quali hanno assistito anche a un conflitto di competenze tra chi deve spalare cosa, basta ascoltare il tono di certi messaggi che ci sono pervenuti. Resta il fatto che ieri alla prima neve, un po' più seria degli eventi recenti, ha bloccato il collegamento tra la Pedemontana Veneta e l'unico collegamento con la rete della viabilità esistente autostradale, un bel primato. Ve lo immaginate lo stesso episodio con i 52kmila veicoli giornalieri previsti? Per fortuna per Zaia che la SPV sia vuota, altrimenti oggi avrebbe dovuto pontificare, oltre che sul Covid, sulla neve perfida che ha bloccato gli automobilisti, perché è pericoloso farli incazzare visto quello che pagano per aver avuto un tale disservizio, per il quale non risultano sconti nei pedaggi!

domenica 6 dicembre 2020

PEDEVENETA: L'UNICA COSA CHE SI RIEMPIE È L'ACQUA NEI TORRENTI E NEI FIUMI

Il COC di Vicenza aperto ieri
Sono passati dieci anni dopo la maxi alluvione che colpí il Veneto e per la mitigazione idrogeologica il governo regionale ha fatto poco o nulla: se non si escludono un paio di buchi qua e là, alcuni incompleti come per le casse di espansione tra Trissino e Arzignano (i cui lavori son pure in ritardo) che qualcuno ama chiamare bacini di laminazione. Peraltro la Regione continua a votare leggi per la tutela del suolo che combattono la cementificazione, tra le prime cause del dissesto idrogeologico, con altra cementificazione. I suggerimenti dei geologi, a partire da quelli del professor Luigi Dalpaos sono finiti nella spazzatura. E come opera compensativa la nostra amata Regione Veneto si dota di una Superstrada pedemontana veneta, oggi ridicolmente percorribile in clamoroso ritardo solo da Bassano a Thiene, che accentua ulteriormente lo scasso idrogeologico delle nostre terre e che per di piú è vuota: miseramente vuota nonostante a quotidiani e tv unificate si sia detto di come i veneti già la usino. Nulla di piú stupidamente falso. Basta una corsa in automobile, con un pedaggio che piú caro non si può, per verificare il tutto. La Spv è deserta nonostante il diluvio di questi giorni. Chissà se il governatore Luca Zaia, dal bunker di Marghera se n'è accorto.

lunedì 19 ottobre 2020

L'ACQUA DEL SOTTOSUOLO DI TRISSINO E' INQUINATA DAI PAFS DAGLI ANNI 60

A due anni dal comunicato del 10 settembre 2018 il Covepa ritorna sulla questione dei PFAS in Valle dell’Agno, in particolare Massimo Follesa ha presentato nuovi dati con alcune fotografie che mettono in evidenza nuovi lavori alla sede storica della RIMAR in via IV novembre a Trissino, a ridosso della chiesa di Sant’Andrea in Piazza Gian Giorgio Trissino. «Le immagini parlano chiaro, nelle settecentesche scuderie della Villa Trissino si sta mettendo mano al sottosuolo della vecchia sede della Ricerche Marzotto, la Rimar. È il sito dove sono stati industrializzati i PFOAS all’inizio degli anni 60, da dove poi sono stati spostati nell’attuale sede della Miteni alla Colombara» ha dichiarato l’architetto Follesa.

sabato 29 agosto 2020

PEDEMONTANA VENETA CHIUSA TRA MALO E L'A31. ALLAGATE LE CANNE DEL TUNNEL SOTTO L'A-31 INAUGURATE DA ZAIA A GIUGNO 2020.

Lo avevamo detto ed è capitato, il mose della terra ferma veneta, la SuperstradaPedemontanaVeneta si è allagata tra il casello di Malo e il raccordo con A31. Il casello aperto a giugno da ieri notte è chiuso e non funziona. Il blocco questa notte appena trascorsa era visibile dalla rotatoria di San Tomio di Malo che immette al casello di Malo. Risulta inoltre esondata la roggia Riale a Breganze che affluisce nel Laverda interessando anche qui la SuperPedemontanaVeneta. Come ha confermato telefonicamente la sala operativa della SPV spa è allagata una canna del tratto tra l'innesto con A31 e il casello di Malo sotto alla A31 in località San Simeone a Villaverla.

Dispiace avere ragione ma le capacità tecniche dei salernitano piemontesi sono quelle che dimostrano i fatti. A poco serve cercare giustificazioni, il nostro è un territorio di terra e acqua che giusto ieri ha dimostrato cosa può provocare la pioggia. Va evidenziato che in questa parte del vicentino le trombe d'aria e le esplosioni di vento orizzontali dell’ovest e del veronese si sono visti solo in televisione. Domani vedremo Zaia e il fido Bottacin in una esterna del dinamico duo, li vedremo nella ennesima puntata dei nostri con la supecazzola dell’impegno per aiutare i veneti arrampicandosi sugli specchi e prendersela "con i segni dei tempi". Dovrebbero prendersela con se stessi e con chi ha consigliato loro di non dichiarare l'emergenza climatica del riscaldamento locale dei comuni e del Veneto e dichiarare invece quella della burla atmosferica e delle bombe d’acqua. È ora di dichiarare anche l'emergenza SPV, perché col fischio caro Luca, che riuscirai ad aprirla, forse l'anno del mai. Ormai oltre ai due innesti su A27 e A4, al tunnel Malo-Castelgomberto, adesso mancano i tunnel artificiali di Malo-A31 aperti a giugno di quest’anno appena dopo il covid.

mercoledì 12 agosto 2020

QUALI 600€ DI BONUS, PENSATE AL 1.6MLN€/KM CHE REGALIAMO ALLA SIS PER 39 ANNI CON LA SPV!

In queste ultime ore il Veneto e tutta la campagna elettorale è scossa dalla notizia che tre esponenti politici del cerchio magico al vertice della Lega e attorno a Luca Zaia sono coinvolti nell’aver richiesto o percepito i 600€ al mese del bonus INPS per i lavoratori autonomi in crisi a causa della pandemia da Sars COV 2. Si tratta del vicepresidente della giunta regionale Gianluca Forcolin, quello che si beava nel 2017 di aver ottenuto la copertura del bond della Pedemontana Veneta, con il sovrumano sforzo di Luca Zaia e delle persone che aveva messo in controllo dell’opera dopo l’ing. Vernizzi. Poi risultano coinvolti e il capogruppo i consiglio comunale a Treviso e consigliere regionale Riccardo Barbisan , nonché il presidente della prima commissione regionale il consigliere Alessandro Montagnoli. Tutta gente con cui per la Pedemontana Veneta abbiamo avuto a che fare direttamente.

Ci pare di vedere Luca Zaia battere i pugni sul tavolo con la testa tra le braccia per la tanta fatica fatta nelle 135 puntate del talk-show dal bunker di Marghera per far diventare il Veneto un modello positivo nell’emergenza Covid. Diciamo il meno peggio visti disastri di Lombardia e Piemonte con una sanità pubblica al collasso soprattutto nei servizi di tutela e prevenzione, collasso che la regione veneto segue in scia con le privatizzazioni continue. Immaginiamo lo sbigottimento del povero Luca per il suo vice che ha “solo” aperto la pratica per il bonus e pare che la coscienza, non l’intelletto, gli abbia impedito di perfezionarla. Chissà quante riunioni strategiche nel Bucintoro del doge o nel bunker di Marghera sulla scalfitura evidente dell’immagine positiva del presidente-governatore, per sentenziare che Gianluca Forcolin e gli altri due consiglieri regionali leghisti, che il bonus invece l’hanno preso, devono essere esclusi dalle liste elettorali. Vedremo che accadrà ai deputati e ai parlamentari europei. Uno dei tre ha pure ammesso, adducendo la scusa della beneficenza, “un tacon peso del buso”.