giovedì 12 luglio 2018

SPV: 4 PUNTI INEDITI PER UNA ARCHITETTURA GIURIDICA ALTERNATIVA

Il CoVePA ha ben chiara l'idea che il piano economico e finanziario della Pedemontana Veneta è in deficit e che sia concreta la eventualità questo si trasformi in un deficit miliardario per la Regione Veneto . Per questo abbiamo aderito all'appello degli amici di Treviso che richiamano un intervento dei ministri Costa e Toninelli sulle questioni aperte di SPV. Siamo profondamente convinti che siano indispensabili interventi sul progetto e sull'architettura giuridica che la sostiene quali:
  • l'evidenza pubblica dell’ANALISI COSTI BENEFICI (ACB) promessa dal ministro, indispensabile per motivare la Pubblica Utilità dell’opera;
  • la verifica con urgenza del rispetto delle numerose Prescrizioni previste, conditio sine qua non per il proseguimento dei lavori;
  • l'esame delle autorizzazioni e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente, anche europea;
  • l'assoggettamento a VIA completa (con partecipazione popolare) del progetto definitivo-esecutivo con la verifica di ottemperanza;
  • l'accertamento della corretta realizzazione dell’opera e i previsti monitoraggi ambientali; il rispetto e il ripristino integrale dei siti di Rete Natura 2000 e delle aree a tutela ambientale devastati dai cantieri;
  • l'annullamento del terzo Atto Convenzionale;
  • la partecipazione popolare alle procedure, VIA e VINCA;
  • la revisione delle deleghe alla Regione, e quindi all’Autorità Regionale per Rete Natura 2000, in tema di siti protetti;
  • l'annullamento della legislazione sui Project Bond;
  • l'avvio di una indagine sulle irregolarità commesse e sulle responsabilità dei decisori coinvolti nelle procedure.
Nessuno deve sottovalutare quanto intendiamo fare per eliminare il contraente generale e il concessionario, tanto più che deve essere chiaro a tutti il nostro intento nel proseguire con efficacia, determinazione e concretezza presso i ministeri dell'ambiente, dei trasporti e della giustizia per :
  1. la sospensione dei lavori in ragione della mancata verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale effettuata dalla Commissione nazionale via;
  2. chiedere al concessionario di produrre un reale documento relativo alla esplicitazione del rapporto costi benefici che, è bene ricordarlo, non riveste un semplice aspetto economico bensì, economico, sociale ed ambientale
  3. l'attivazione degli ispettori ministeriali (Ambiente, Trasporti, Giustizia) affinché secondo le proprie competenze valutino gli illeciti più volte evidenziati (siamo pronti a redigere un dossier in tal senso); si ponga l’accento in modo particolare sulla mancanza dei titoli di legge per il direttore dei lavori di Spv ingegnere Adriano Turso; sui denunciati illeciti penali circa le plusvalenze sulla progettazione; sui denunciati illeciti penali per la possibile estorsione segnalata dalla Sics con esposto alla Regione Veneto in data 24 gennaio 2017 (https://drive.google.com/file/d/1yPV9nv471JWYXk-Wb3JInwkc7zf-je67/view).
  4. la risoluzione del contratto in danno a carico di Sis dopo avere avocato l’iter con decreto ministeriale.

SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA (SPV): OBIETTIVI PRIORITARI


Il Fatto Quotidiano
Il Comitato No Pedemontana di Treviso  chiede di sottoscrivere questo documento contro l'inutile e dannosa Superstrada Pedemontana Veneta. I tempi stringono ed è urgente che i nuovi ministri competenti ricevano quanto prima le seguenti osservazioni, supportate dal maggior numero possibile di gruppi e singoli. Grazie per quanto potrete fare.

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Piazzale di Porta Pia, 1
00198 - Roma 
pec: segreteria.ministro@pec.mit.gov.it
pec: ufficio.gabinetto@pec.mit.gov.it
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Via Cristoforo Colombo, n. 44
00147 - Roma
pec: segreteria.ministro@pec.minambiente.it



SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA (SPV):

OBIETTIVI PRIORITARI


Chiediamo alle istituzioni, e in particolare ai Ministri dei Trasporti e dell’Ambiente, di intervenire tempestivamente sulle procedure di competenza connesse alla SPV, per ripristinare la correttezza e la legalità, ad avviso di molti cittadini e associazioni ripetutamente violate su aspetti strutturali del progetto SPV, onde evitare complicazioni ancora più gravose e ingovernabili in un prossimo futuro.

giovedì 5 luglio 2018

PEDEMONTANA VENETA: IL FRONTE AMBIENTALE DIVIDE M5S E LEGA, MA…

Marco Milioni su Alganews scrive un approfondimento che aggiorna con chiarezza e dettagli le implicazioni attuali riguardo alla vicenda della Pedemontana Veneta.(ndr)
 Il governo capitanato dal premier Giuseppe Conte si è insediato ai primi di giugno. Da quando l’esecutivo è in carica molto si è detto sulle divergenze, più o meno potenziali, che animano le due componenti della compagine che ne regge le sorti: quella del M5S e quella del Carroccio. Molto si è detto soprattutto sui problemi dell’immigrazione, che stanno riempendo le colonne dei quotidiani. Meno, molto meno però, i media si stanno interessando di alcune discordanze che riguardano un tema per certi aspetti decisamente più pesante, quello delle infrastrutture, in cui gli interessi in gioco sono alle volte incalcolabili.
Su questo versante tra i fronti più bollenti ci sono quello della Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova e quello della Pedemontana Veneta, nota anche come Spv. Ma se nel primo caso l’opera non ha ancora affrontato i nastri di partenza, ben diversa è la situazione della superstrada che dovrebbe o dovrà connettere Montecchio Maggiore nel Vicentino con Spresiano nel Trevigiano. Si tratta di un’opera che da anni divide l’opinione pubblica veneta. E che per inciso costituisce una delle infrastrutture più importanti tra quelle oggi in cantiere in Italia: basti ricordare che i lavori ammonteranno a tre miliardi. Mentre il flusso di incassi che con i pedaggi, se il traffico ci sarà (o con i quattrini del bilancio se l’arteria sarà snobbata dagli utenti) la Regione Veneto dovrà garantire al concessionario privato, il raggruppamento italo-spagnolo Sis, per i quarant’anni successivi alla entrata in funzione ammonta a 12-15 miliardi di euro.

lunedì 2 luglio 2018

La Pedemontana Veneta degli ingoiatori-prenditori. Torniamo a scrivere nel contesto politico mutato dopo alcuni mesi di riflessioni e lavoro sia politico che tecnico.


Il Corriere del Veneto del 29 giugno 2018 a pagina 13 pubblica le dichiarazioni di alcuni prenditori a difesa della Pedemontana Veneta, rimproverandoci di voler fermare il progresso. Sono sintetizzate dallo strillo di "Zoppas(presidente di ConfindustriaVeneto): «Le grandi opere? Non creano un vantaggio ma servono a eliminare un handicap»".
Ormai è chiaro quale sia l'handicap a cui si riferisce: quello economico e finanziario delle aziende che rappresenta. Da qui si deduce perché difendono un'opera come Pedemontana Veneta che alla fine dei conti in 39 anni immetterà nel sistema, della cosiddetta impresa Veneta, 15 mld cioè tutto il costo caricato sulle tasche della Regione Veneto dal nuovo contratto di Zaia. Allora la questione è proprio questa, e a poco sono valsi i tentativi che abbiamo fatto con proposte concrete per riportare quest'opera nell'alveo del possibile e del sensato, gli ingoiatori-prenditori vogliono solo difendere un interesse privato facendolo passare per necessità pubblica, per la risoluzione addirittura dei morti stradali come dice il Cestaro. Ma lo sappiamo bene che è solo un capitano di lungo corso di una imprenditoria che ha ingoiato ed è disposta ad ingoiare ancora ogni illecito e illegalità possibile. 

giovedì 19 aprile 2018

Luca Zaia e Renzo Rosso nel mirino del CoVePA dopo Report



http://taepile.blogspot.it/2018/04/spv-gli-strali-di-follesa-su-luca-zaia.html
In questa video-intervista che Marco Milioni ha realizzato e pubblicato oggi, ha raccolto il parere di Massimo Follesa, portavoce del Covepa, dopo la puntata di Report andata in onda lunedì 16 aprile e che è stata dedicata, almeno in parte, alle magagne della Pedemontana veneta. L'opera, sostenuta a spada tratta dal governatore veneto, il leghista Luca Zaia nonché da molti big dell'imprenditoria del Nordest, Renzo Rosso in primis, non è uscita per nulla bene dall'approfondimento della Rai.

venerdì 16 febbraio 2018

CORTE DEI CONTI: STRETTA FINALE SULLA SPV

La Corte dei Conti è alla stretta finale sulla Pedemontana Veneta e convoca le parti interessate per il 6 marzo 2018 in riunione pubblica per presentare la relazione finale che anticipa nelle sue parti principali. Nelle 40 pagine che alleghiamo rimangono tutti i profili di criticità del il procuratore Mezzera aveva sottolineato nelle precedenti relazioni. Dopo due interventi pubblici e la cassazione del commissario straordinario è ora il turno di Zaia, De Berti e della macchinetta regionale a subire gli strali del massimo organo di controllo.
Il Presidente d'Auria nell'invitare alla riunione non manca di chiedere ulteriori integrazioni alla relazione cosa che non mancheremo di fare dopo che la corte ha acquisito il mattone più importante quello della relazione del Presidente Cantone dell'ANAC a cui va il plauso e il rispetto del CoVePA per l'azione intrapresa e portata a termine con pesanti censure anche alla gestione Zaia dell'opera. Fatto questo espresso anche personalmente dalla nostra presidente nel recente incontro a Roma il 21 dicembre scorso assieme al sen. Cappelletti del M5S.
Siamo di fronte a una ulteriore bocciatura della Pedemontana Veneta, che, sebbene la Corte accetti e dichiari l'impossibilità di fermarla, ne decreta una ulteriore pesante censura nel complesso, ma soprattutto negli ultimi comportamenti messi in atto dall'amministrazione Zaia per salvare la PedeVeneta. Il Dottor Mezzera si concentra sulla ridefinizione del rapporto concessorio della Pedemontana Veneta criticandolo a fondo: oltre a mettere in luce criticità pesanti ancora persistenti sul progetto, sul sistema dei costi, sulla convenzione, sui ritardati finanziamenti privati e sui mancati controlli, punta l'indice su una serie di questioni fondamentali ancora aperte quali il terzo atto aggiuntivo alla convenzione, le nuove stime di traffico, lo slittamento del cronoprogramma l’inefficienza del partenariato pubblico-privato, il ritardato closing finanziario, le problematiche delle opere complementari, le disfunzioni delle procedure espropriative, la questione ambientale, il mancato coordinamento con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, La carenza dei controlli amministrativo-contabili.
Vale la pena di sottolineare tre aspetti su cui occorre richiamare l'intervento della Corte dei Conti: l'aumento stratosferico del contributo pubblico con rischio devastante per il bilancio derivante da flussi di traffico da rifare, il fallimento del progetto di finanza e le assenze delle regolari coperture economiche sulle opere di viabilità complementare e sulle autorizzazioni ambientali che ci fanno dire che SPV e fuori regola rispetto alla destinazione d'uso per cui è nata e rispetto alle norme ambientali ed europee.

sabato 10 febbraio 2018

LA PEDEMONTANA VENETA NON PUO' REGGERE IL MERCATO COSI' COME L'HA CONCEPITA ZAIA, SECONDO CONFARTIGIANATO. SILVIA RIZZOTTO, STEFANO MARCON E MARZIO FAVERO FANNO FINTA DI NON ACCORGERSENE E SI FANNO UN SELFIE

«La consigliera Rizzotto non riconosce la verità neanche quando gliela disegnano. L'incontro di Castelfranco ha chiaramente rappresentato il punto di vista di un soggetto come Confartigianato, favorevole alla Spv ma che ora si accorge che questa grande opera sarà una tassa occulta alle proprie attività. Rizzotto crede di essere brillante e soprattutto crede di togliersi d’impaccio con un post su Facebook. Ma si deve solo vergognare, poiché ha sempre considerato carta straccia le conclusioni a cui era arrivato già da molto tempo il CoVePA. Soprattutto per quanto riguarda l’impossibilità di mantenere gli obblighi in qualche modo delineati nel contratto di concessione. Ora questa impossibilità che è poi sinonimo di incapacità è stata certificata dagli artigiani». Questo è il commento dell'architetto Massimo Follesa all'incontro di Confartigianato sulla SPV tenuto a Castelfranco il 1 febbraio scorso all'Hotel Fior. Follesa poi rincara la dose prendendosela con una certa politica di opposizione che sembra non voler segnare nel proprio tabellino neanche gli autogoal di Zaia, pur di non disturbarlo.

domenica 21 gennaio 2018

AMBIENTE, PAESAGGIO E LEGALITÀ: PER IL VENETO SONO TABÙ

""Per il Veneto fare i conti con l’ecologia non è una cosa facile. Un tempo cuore del mitico Nordest questa terra ha vissuto un periodo di ricchezza straordinaria dopo il boom dei tardi anni ‘60. Il tutto però è costato carissimo. La regione, assieme alla Lombardia, è la più cementificata d’Italia. Il consumo di suolo però non è solo sinonimo di sprawl, come dicono gli urbanisti amercani, ma anche di inquinamento idrogeologico e industriale tout-court. I casi di Marghera, dei cementifici del Padovano, l’affaire Miteni, lo scandalo del cromo nel medio Brenta, la guerra per gli abusi edilizi nella cittadella giudiziaria di Vicenza, gli arresti per la vicenda Coimpo nel Rodigino, le querelle infinite sul Mose, sull’ospedale di Mestre, sull’inquinamento sotto l’aeroporto di Venezia e sulla Pedemontana veneta, hanno fatto il giro dei media nazionali.""
Questa è una breve scheda filmata della "Epifania delle terre", una manifestazione tenutasi a Castelgomberto. I fatti sono del 6 gennaio 2018. Il servizio, in collaborazione con Alganews.it e con il portale Taepile.net, è del giornalista Marco Milioni. Il filmaker è Filippo Leoni. L'approfondimento riguarda alcuni temi spinosi che interessano il Veneto centrale: dal caso Spv al caso Pfas.

sabato 20 gennaio 2018

DAL TOSO TORNI A VENDERE I SUOI STRACCI E LE SUE MUTANDE

Vvox
Sono passate ben due settimane dall'Epifania delle terre celebrata a Castelgomberto nel Vicentino. Al primo cittadino di quel comune, tale Lorenzo Dal Toso, avevamo chiesto una netta presa di distanza dai suoi uffici, i quali non solo provocatoriamente, ma anche contro la legge, per concedere il benestare alla celebrazione della messa avevano chiesto copia dell'autorizzazione vescovile. Una richiesta che non aveva nulla a che fare con le competenze della municipalità. Cosa che peraltro assai correttamente è stata rilevata dalle autorità preposte all'ordine pubblico.

Prendiamo atto che la presa di distanza di Dal Toso non c'è stata, il che significa che il sindaco è politicamente complice di un episodio tanto vergognoso quanto ridicolo.

É chiaro che da parte di qualcuno molto in alto scegliere quel luogo simbolo per parlare di Pedemontana, di Miteni, ma anche di infiltrazioni mafiose nella Valle dell'Agno nonché degli incendi, forse in odore di 'ndrangheta, che hanno colpito proprio Castelgomberto, deve essere stato assai imbarazzante.

giovedì 4 gennaio 2018

MESSA DELL'EPIFANIA DELLA TERRA: L'AMMINISTRAZIONE DI CASTELGOMBERTO CHIEDE AUTORIZZAZIONE DEL VESCOVO E PLATEATICO

Oggi a Padova con don Albino nella sede di Beati i Costruttori di Pace insieme a Osvaldo Piccolotto di Codacons Veneto e a Michele Boato di Ecoistituto Veneto, abbiamo presentato alla stampa l'iniziativa dell'Epifania della Terra che si terrà il 6 gennaio alle ore 14 in località Tezzon, via Pedemontana di Castelgomberto (VI). "Uniremo i temi della terra e dell'acqua per unire le coscienze sullo strazio al nostro territorio, che poi è uno strazio agli uomini, alle donne e ai loro figli in una celebrazione liturgica per manifestare il nostro desiderio che questi temi siano al centro degli impegni degli uomini", questo ha detto don Albino Bizzotto. È una iniziativa aperta a tutti coloro che chiedono verità e giustizia sul tema degli inquinamento e dell'ambiente.
Si è poi soffermato sull'abisso di una politica che chiede l'autonomia, che sarà l'autonomia di non riuscire a pagare i debiti creati dall'inquinamento dei pfas, delle pedemontane, delle TAV e di tutte le distruzioni del territorio. Per questi temi e per coinvolgere tutti celebreremo una messa nei pressi del cantiere della SPV.
Noi siamo intervenuti richiamando l'attenzione all'inquinamento da pfas che non è solo un inquinamento di acqua e terra, ma di uomini, donne e bambini, visto che ormai lo si misura con quanto ve ne è nel sangue. Non vogliamo che sia un inquinamento di coscienze che si accontentano della pioggia di miliardi per dire che in Pedemontana Veneta è tutto a posto, anzi è il contrario. Proprio come le coscienze di chi nell'amministrazione comunale di Castelgomberto vorrebbe impedirci di manifestare con una messa la rivolta delle nostre coscienze. 
Con questo comunicato dunque vogliamo manifestare lo sdegno per la lettera del Comune di Castelgomberto che ci chiede l'autorizzazione di Vescovo e clero locale, come pure vorrebbe farci pagare l'occupazione del suolo per la nostra celebrazione. Si tratta di un atto indegno, provocatorio e intimidatorio che viola le stesse norme comunali. Le comunicazioni ecclesiastiche sono dei ministri della chiesa e non possono riguardare un ufficio che dipende da una autorità civile come è il Sindaco di Castelgomberto Lorenzo dal Toso. Ai tecnici comunali diciamo che non siamo una attività di commercio, che la nostra è una manifestazione del libero pensiero ancorché espressa tramite il nostro credo, che vuole essere aperta a tutti credenti e non credenti. 
Chiediamo al Sindaco Dal Toso di censurare un tale comportamento dei dipendenti comunali coinvolti, accertandone le responsabilità. Se ciò non avvenisse saremmo costretti, nostro malgrado, a crederlo corresponsabile e mandante di quello che appare come un atto volto a impedire una libera manifestazione del pensiero oltre che un abuso: fatto del quale quell'amministratore ha già un triste carico giudiziario che lo ha visto condannato in primo grado. Noi non siamo come certi cittadini di paese che spengono la propria coscienza e tacciono dopo i fatti che lo hanno coinvolto. Se i fatti dimostrassero un suo coinvolgimento chiediamo al Prefetto l'immediata applicazione della legge Severino.
Massimo Follesa portavoce CoVePA OvestVI


martedì 2 gennaio 2018

EPIFANIA DELLA TERRA 2018: L'INVITO DI DON ALBINO.

L'invito è per tutti e non soltanto per gli ecologisti, 
così come il motivo e l'urgenza delle condizioni della terra riguardano ciascuno personalmente.
Certo, è solo un gesto, ma sarebbe bello condividere gli impegni e i modi con cui ciascuno si rende responsabile. 
A presto.

Don Albino

venerdì 29 dicembre 2017

EPIFANIA DELLA TERRA ALLE POSCOLE DI CASTELGOMBERTO(VI). ACQUA E TERRA, PFAS, SPV E TAV AL CENTRO DELL'INCONTRO DI QUESTO 2018

Il 6 gennaio 2018 alle  ore 14 presso il cantiere della SPV in località Tezzon, via Pedemontana a Castelgomberto (VI) nella Valle dell'Agno, anche quest'anno celebreremo l'Epifania della Terra. 
E' il quinto appuntamento nel luogo dove la terrasi è liquefatta travolgento il torrente Poscola nel Tunnel della Pedemontana Veneta. Ci riuniremo con una  importante novità: uniremo le idee e i pensieri sulla violazione della nostra madre Terra con i pensieri e le azioni in difesa di nostra sorella Acqua. 
Vogliamo infatti unire uomini e donne di buona volantà di qualunque schieramento, contro la violenza perpetrata alla Terra con la Pedemontana Veneta, con il TAV, con il consumo di suolo, con lo spreco di risorse pubbliche, mettendoci insieme per riflettere e condividere anche i temi dell'inquinamneto della terra  veneta e della mortificazione dei corsi d'acqua con particolare attenzione a quello dell'inquinamento da PFAS nella falda e nell'acqua del Veneto occidentale. La scelta del luogo vuole rappresentare questa unione ideali tra due tematiche assunte a simbolo: la superautostrada pedemontana veneta e l'acqua inquinata dai PFAS.Vorremmo tenere uniti li uomini e le donne inquinate dai perfluorati con gli uomini e le donne a cui è stata sottratta la terra non per il bene comune ma per la ricchezza di pochi. 
Il luogo dell'incontro è esso stesso simbolo di questo proposta, infatti ci riuniremo presso l'area delle risorgive del torrente Poscola che lega il sito della Miteni resposabile principale della produzione dei perfluorati alchilici,  che sono la fonte principale dell'inquinamento che colpisce l'acqua e le persone che l'hanno bevuta.

lunedì 25 dicembre 2017

Natale: l’impossibile che si fa storia

Natale oggi è una grande vetrina piena di regali, di viaggi, colori, mercati, mercatini: un grande affare.
Natale è anche la nostra vita con le sue mete, le sue scelte, le sue fatiche.
Fa impressione la partenza di quella storia totalmente nuova: pochissime persone  credono e scommettono  sull’impossibile, con la sola accoglienza e solidarietà dell’asino e del bue, in quel momento più importanti degli umani assenti e distratti.
Quest’anno i miei auguri più cordiali e profondi sono quelli dell’asino e del bue.
Abbiamo sempre ritenuto che la storia si riduca alle vicende umane.
Drammaticamente stiamo rischiando di distruggere la vita di tutti, perché non riconosciamo  e non rispettiamo le forme di vita di tutti gli esseri viventi.
Madre Terra non è nostra proprietà; è la placenta di tutta la vita, anche della placenta delle nostre mamme.
Non tolgo niente ai desideri profondi, agli impegni e agli “impossibili” di ciascuno, vorrei solamente che insieme condividessimo la priorità e l’urgenza di rispondere al grido di Madre Terra.
Abbiamo bisogno tutti di credere e scommettere su questo “impossibile” che ci accomuna.
Auguri
Beati i costruttori di pace

 Come presa di coscienza comune per operare concretamente assieme celebreremo anche quest’anno l’Epifania della Terra in una zona avvelenata e violentata (pfas nell’acqua - Pedemontana) in località Tezzon di Castelgomberto – Via Pedemontana, il 6 gennaio 2018 alle 14.00. Diffondi!

sabato 16 dicembre 2017

PEDEMONTANA VENETA: 'NDRANGHETA A TRISSINO. INTERDITTIVA ANTIMAFIA A UN IMPRENDITORE DEL SETTORE RISTORAZIONE

Il CoVePA ha visto con lungimiranza la questione delle infiltrazioni mafiose affrontate con il Prof. Enzo Guidotto in un incontro proprio a Trissino il 6 ottobre scorso. Avevamo ragione a lanciare l'allarme sui contesti sociali e politici nel territorio della Pedemontana Veneta, dove le situazioni che emergono ora mettono in luce la permeabilità concreta del tessuto economico, sociale e politico. E' stato un incontro che inconsapevolmente ha anticipato i fatti emersi oggi a Trissino sulla rete.  Il Giornale di Vicenza(16.12.17p.20) e il Corriere del Veneto(16.12.17p.13), parlano
del coinvolgimento con la cosca di Cirò in Calabria di una  una attività di ristorazione nel comune Trissino.
Si tratta di un comune all'inizio del tracciato della Pedemontana Veneta. Ad un esponente della famiglia Aloe è stata ritirata la capacità di operare dopo che dal 2015 aveva avviato una pizzeria, coinvolgendo la compagna appartenente  a una nota famiglia di imprenditori trissinesi.  In quel locale, le due testate riportano con dovizie di particolari, la presenza di noti pregiudicati per reati specifici in ambito mafioso, come pure lo era il titolare dell'azienda a cui è stata ritirata la capacità di agire. La Valle dell'Agno è una delle località dove le attività economiche hanno subito con grave impatto le conseguenze della crisi economica, rendendo questo tessuto debole costituzionalmente, per i beni informati si deve guardare con preoccupazione la vicinanza anche ad alcuni ambienti politici locali. 

martedì 12 dicembre 2017

Criminalità organizzata e opere pubbliche il caso del protocollo antimafia della Pedemontana Veneta


Giovedì 14 dicembre alle ore 20.30 a Bassano del Grappa presso Sala Angarano in via Sabbionara, 1 si terrà un incontro dal titolo "Criminalità organizzata e opere pubbliche il caso del protocollo antimafia della Pedemontana Veneta".

Promosso dal CoVePA, nell'occasione oltre a presentare il documento di recente riformulato dalla Regione Veneto, affronteremo anche i 12 punti di censura con cui il presidente dell'ANAC Raffaele Cantone ha censurato la Pedemontana Veneta. La SPV è un'opera che ha stabilito il record dei debiti a carico dei veneti,oltre a questo cercheremo di spiegare come un'opera pubblica con iniezioni consistenti di capitali pubblici ha sempre attratto gli interessi della criminalità organizzata.
Interverranno il consigliere regionale Andrea Zanoni e il presidente dell'osservatorio sul fenomeno mafioso del consiglio regionale veneto Enzo Guidotto, che interloquirannocon il portavoce del CoVePA Massimo Follesa


venerdì 8 dicembre 2017

Il Piano Economico Finanziario della Superstrada Pedemontana Veneta – “cittadini veneti strizzati, svenduto il territorio e i soldi pubblici"

Pubblichiamo l'analisi di Oscar Borsato e Nilo Furlanetto sul debito di Pedemontana Veneta creato da Luca Zaia e da Corsini, il Magliano delle t-shirt della SIS tratto dal blog di uno degli autori - ndr
http://www.oscarborsato.it/?q=PEF_SPV.
Oggi[1] (2 dicembre 2017- ndr) è un brutto giorno per in nostro territorio, anche se quanto scritto dai giornali, non sono di certo delle novità, dove si aspettava solo l’ufficialità: il bond della S.p.A. Superstarada Pedemontana Veneta è stato piazzato a fondi stranieri non ben identificati. Al momento si sa solo che sono tutti investitori istituzionali, come fondi pensione, banche d’investimento tedesche ed inglesi, fondi pensioni ed assicurazioni. Assente (ndr - Secondo l'articolo  comparso il 5 dicembre sul Corriere del Veneto a firma di Martina Zambon a pag 2 e 3 del giornale si sostiene che CDP sia parte del finanziamento del Bond di SPV. Il passaggio sul fondo lussemburghese è  alla fine dell"articolo: "resta stretto il riserbo sui nomi degli investitori."Possiamo dire che un terzo di loro è  italiano -dice  Dogliani-e sono assicurazioni,Fondi di investimento e pensionistici ".L'unico nome che filtra è  per le mezzanine, quello del fondo MARGUERITE, un fondo chiuso di investimento lussemburghese cui partecipa CASSA DEPOSITI E PRESTITI cHe aveva già  contribuito  all'opera con 300 milioni girato poi dalla Regione.") nella partita la Cassa Depositi e prestiti, per ovvi motivi legati ad una propria revisione del PEF e del progetto, nei quali si evidenziava la pericolosità dell’operazione in termini economici legati al rendimento garantito al privato, pari al 10,84%, alle clausole della Terza convenzione[2]ed il volume di traffico che risulta essere del 70% inferiore da quelle stimate dalla Regione nel 2013[3].

giovedì 9 novembre 2017

PEDEMONTANA VENETA: VENDUTI I BOND, 1,5 MLD DI DEBITO PER REGIONE VENETO.

Il 9 novembre scorso, a pagina 11 del Corriere del Veneto la Pedemontana Veneta, secondo l'indiscrezione di Nicoletti, avrebbe ottenuto la copertura del Project Bond. Nel giro di 72 ore siamo passati dal non avere il consenso di Consob all'aver venduto fino all'ultimo €uro del 1600 milioni di obbligazioni. Non vorremmo che qualcuno avesse pestato una cacca di cane, e che si trattasse della semplice certificazione dell'esecuzione  obbligazioni o della dichiarazione di interesse. A questa fase dovrebbe seguire la definizione degli acquisti. Emergerebbe un interesse alla greca, dell'8%, capace da solo di sbilanciare il piano economico della SPV di Zaia. Sarebbe utile che ora fossero esibite tutte le carte dell'accordo sui Bond tra Regione Veneto, SIS e JP Morgan,  sarebbe bello scoprire che magari il road-show avesse una ulteriore tappa a La Valletta. Per ora restiamo prudenti in attesa che l'arbitro fischi la fine dei calci di rigore.

lunedì 6 novembre 2017

MONTEBELLUNA: AD HALLOWEEN SI ALLAGA LA PEDEMONTANA VENETA!

Le foto a fianco mostrano l'allagamento che si è verificato alla fine di ottobre, 7 giorni fa, nel tratto di tunnel che SIS ha iniziato a costruire mesi e mesi fa. Si tratta del punto di attraversamento tra la Pedemontana Veneta e la S.R. Feltrina nei pressi di Montebelluna (TV). Il peggior incubo di Halloween, si è manifestato nel trevigianio a 7 anni dalla alluvione del 2010  della SPV.

DOVE FINISCEL'AUTONOMIA VENETA? GIU' PER IL BUCO DELLA PEDEMONTANA!

Il 4 novembre 2017 Marco Bonet torna sulla questione che per primo il CoVePA aveva sollevato alle commissioni 1^ e 2^ del Consiglio Regionale ancora a marzo, 7 mesi fa. Leggiamo sul CorVeneto a pagina 3 che tra 15 giorni la Spv è all'ultima chiamata. Il vicepresidente della giunta regionale ammette che il privato non ce la può fare. È clamoroso... Secondo lui la SPV dovrebbe entrare nel mercato delle vacche delle elezioni del 2018. In questo modo il buco pedemontano veneto potrebbe essere regionalizzato, anzi nazionalizzato con fondi pubblici. I buchi della Pedemontana Veneta devono pagarli chi li ha fatti.
Anche la richiesta del CoVePA, insieme a LegAmbiente, spinge per l'intervento pubblico, ma non per coprire i buchi con soldi pubblici ma per razionalizzare un'opera fuori controllo, tagliandone gli sprechi e le opere inutili. A Marzo 2017 in 1^ e 2^ commissione chiedevamo il taglio del tunnel di Castelgomberto-Malo(-600mln€), la cancellazione dei caselli (-100 mln€) e dei pedaggi, l'annullamento delle strade complanari (-250mln€).