sabato 24 gennaio 2026

SILVA E INCENERITORE DI SCHIO, PARI SONO

In queste ore concitate ci corre l'obbligo di dire alcune cose. Sul caso Silva il presidente della Provincia Andrea Merlin al posto di andare sui media a spiegare ciò che non sa o non vuole spiegare dovrebbe concentrarsi su alcune questioni dirimenti. Perché non ha mai detto nulla sul possibile conflitto di interessi in capo alla Ulss 7 chiamata ad esprimere un parere su un progetto presentato da una società di cui l'azienda sanitaria è cliente? Che cosa ha da dire Merlin sulla diffida che noi del Covepa abbiamo indirizzato al Comitato Via di palazzo Nievo? Per caso il silenzio che accompagna il pronunciamento definitivo sul potenziamento del sito Silva ex Safond a Montecchio Precalcino ha a che fare proprio con questi due aspetti dirimenti di cui anche la politica da destra a sinistra sembra dimenticarsi? Noi non ci facciamo abbindolare dai giochi di parole di mago Merlin che da una parte si arrabbia con le opposizioni che a palazzo Nievo chiedono di sospendere l'iter salvo poi dichiarare lui stesso a Tne che l'iter è fermo per via di un approfondimento in corso descritto male e spiegato peggio. Evidentemente Merlin sta all'analisi logica come i Ricchi e poveri stanno ai Pink Floyd verrebbe da dire. 

Quanto poi alla tensione che si sta vivendo attorno alla vicenda dell'inceneritore di Schio molto ci sarebbe da dire. Dopo le rivelazioni dei quotidiani e dopo la denuncia contro ignoti da noi indirizzata all'autorità giudiziaria per i noti fatti, rimane da capire, anzitutto, il silenzio con cui i sindaci del comprensorio abbiano accolto le novitá delle ultime settimane. Le possibili anomalie documentate dalla stampa, a partire dalle immagini del principio di incendio occorso nell'impianto di via Lago di Pusiano in zona ca' Capretta, hanno allarmato i lor signori oppure nell'Alto vicentino l'omertà è diventata una regola? Purtroppo l'inceneritore di Ava, sul piano politico, è il lascito tossico dell'ex sindaco Beppe Berlato Sella: che ci apostrofava come peperoncini rossi e che di ambiente ha sempre capito poco, oppure troppo. Dipende dai punti di vista.

Mi domando infine in questo senso il Pd di Schio, a partire dal segretario ombra Gigi Coppiello, come mai non favelli. Quanto pesa l'imbarazzo?

Voglio concludere esprimendo solidarietà agli operai e a i dipendenti dell'inceneritore di Schio, che in questo momento sono le prime sentinelle che vigilano sulla cattiva gestione dell'impianto come dimostrano i video che sono usciti. In questo momento sono conculcati nelle loro libertà, devono decidere se accettare quotidianamente un ricatto che appare evidente dai fatti. Il CoVePA si schiera al loro fianco ed esprime la massima solidarietà, forte anche dell'esperienza che ha visto e ha vissuto con la compressione dei diritti dei lavoratori nel processo di produzione della Pedemontana. Attualmente riusciamo a riconoscerla nelle stesse forme e nelle stesse misure all'interno dell'inceneritore. Vogliamo ricordare a chi si stupisce del nostro interesse sull'inceneritore che la Pedemontana Veneta nacque come la strada dei rifiuti, collegando una batteria di inceneritori progettati da Treviso a Vicenza.


Arch. Massimo M. Follesa portavoce ovestVI CoVePA

wwwcovepa@gmail.com

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venerdì 16 gennaio 2026

PFAS, commi 622 e 623: quando la legge sembra scritta per aggirare i limiti

I commi 622 e 623 della legge di bilancio hanno introdotto una deroga che pesa come un macigno sulla tutela dell’acqua potabile: sei mesi di rinvio per il parametro della “somma di PFAS” e, soprattutto, l’esclusione temporanea dal calcolo di alcune molecole elencate nell’allegato tecnico del decreto attuativo. Una mossa che, nel linguaggio della regolazione, equivale a dire: i limiti esistono, ma per ora non valgono davvero.

Non è un dettaglio tecnico. È una scelta politica che incide direttamente sulla qualità dell’acqua che beviamo.

Sostanze perenni, regole perenni: perché servono criteri restrittivi

I PFAS appartengono alla categoria delle sostanze chimiche perenni: composti che non si degradano, non si dissolvono nel tempo e continuano ad accumularsi negli organismi viventi e negli ecosistemi. In questi casi il diritto ambientale e la scienza convergono su un punto: quando una sostanza è persistente, bioaccumulabile e potenzialmente tossica, la regolazione deve essere restrittiva, non permissiva.

Questo è il senso del principio di precauzione e del principio di prevenzione rafforzata: meglio limitare subito troppo che scoprire troppo tardi di aver sottovalutato un danno irreversibile.

Nel caso dei PFAS, questo significa applicare criteri restrittivi di gruppo, non di molecola singola: se una sostanza contiene un legame carbonio-fluoro, e quindi è chimicamente affine ai PFAS noti, deve essere trattata come PFAS finché non sia dimostrato il contrario.

martedì 6 gennaio 2026

SPV: Regione Veneto avvia la Variante allo SIA dopo 20 anni senza rendere pubblici i contenuti. CoVePA: “Una grave opacità che ricorda l’inizio del caso PFAS Miteni. Pretendiamo trasparenza immediata”.

Il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa (CoVePA) denuncia con forza la totale mancanza di trasparenza con cui la Regione Veneto ha avviato la procedura di riesame e variante allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), uno studio originario risalente a oltre vent’anni fa, oggi superato e inadeguato rispetto alle nuove criticità ambientali emerse. Le osservazioni a cui abbiamo contribuito insieme ad altri gruppi, studiosi e comitati, si sono concluse in fretta e furia il 19 novembre 2025. Ma a una attenta analisi mancano documenti importanti, in questa data non casualmente vogliamo l’epifania dei PFBA perché non cada il velo di silenzio che qualcuno vorrebbe prospettare immaginando per prima una archiviazione dei documenti.

L’Avviso al Pubblico pubblicato dalla Regione – documento ufficiale allegato https://drive.google.com/file/d/1hGhjpAzYKadiOCNrq1lHPlUYF5KNI6nN/view?usp=sharing – conferma che il 29 dicembre 2023 la stessa Regione ha segnalato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) la presenza di concentrazioni “inedite” e “significative” d i PFBA nelle acque di drenaggio delle gallerie naturali di Malo e Sant’Urbano, e nelle matrici ambientali collegate. Seguendo a ruota quelli del covepa del 2021 e dello stesso dicembre 2023. Nonostante ciò, nessuna documentazione tecnica è stata resa disponibile al pubblico, né sono stati pubblicati gli atti che hanno portato alla decisione di avviare la Variante allo SIA di SPV del 2005.

Una modalità che ripropone, in modo inquietante, gli stessi comportamenti istituzionali già visti all’inizio della vicenda PFAS-Miteni, quando informazioni cruciali per la salute pubblica furono trattenute, minimizzate o diffuse con ritardi ingiustificabili.

CoVePA: “Vogliamo sapere cosa sta accadendo sotto i nostri piedi e nelle nostre falde”

Alla luce dei documenti ufficiali, CoVePA ha presentato una istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) e di accesso alle informazioni ambientali ai sensi della Direttiva 2003/4/CE e del D.Lgs. 195/2005, chiedendo la consegna immediata di tutti gli atti necessari a comprendere la reale portata dell’inquinamento da PFBA e le misure adottate per proteggere: la salute dei cittadini, gli acquedotti e le falde, i corpi idrici superficiali e sotterranei.