venerdì 26 agosto 2016

PEDEMONTANA VENETA PROGETTO CORSARO DELL'I-SIS: L'INSTABILE-SIS.

http://www.cpadver-effigi.com/blogs/i-corsari-e-la-maremma/
Nella recente rassegna stampa la Pedemontana Veneta va a 130 km/h, sembra che le balle ne aumentino la velocità. Se questo dato fosse vero, cioè che si è costruita un'opera per viaggiare a 130km/h, mentre le autorizzazioni su cui si basa la concessione parlano di superstrada a 110km/h, allora, oltre alla velocità dovrebbero aumentare i costi per espropri e indennizzi visto che ora la SPV sarebbe un'autostrada. La fascia di rispetto e la distanza a cui indennizzare dovrebbero essere poste a 60 m, come tutte le altre autostrade. Dal punto di vista degli espropriati, a cui hanno rifiutato gli indennizzi di legge e che si sono sentiti rispondere frasi del tipo “non paghiamo il danno al fabbricato perché il baricentro della tua casa è 32 cm oltre i 40 mt dalla fascia di indennizzo”, sarebbe una truffa bella e buona, legalizzata dall'emergenza e da denunciare alla magistratura.
Si tratta di un problema di concorrenza con la A4, una pezza al buco miliardario di SPV. Non si contano più quelli che si stracciano vesti e capelli sui giornali, cercano di rispondere, giustificare, spiegare e argomentare, arrampicandosi sugli specchi, ma è un fatto che mai la SPV riuscirà a spostare il traffico dell'A4, se non in misura relativa. Lo studio del MIT, alla base delle norme istitutive della Pedemontana Veneta (Legge finanziaria 23 dicembre 1998 n. 448 art. 50, comma 1, lett. G - art. 145, comma 75, della Legge 23 dicembre 2000 n. 388 – art. 10 della legge 17 maggio 1999, n. 144 ), sostiene che dei flussi previsti, solo il 25% sarebbe derivato da quelli a lunga percorrenza dell'A4, drenando solo il 20% dei flussi dalla Gasparona o dalla Schiavonesca e per tratte massime di 20km. Per queste ragioni si scelse l'opzione della superstrada tra la A31 e la A27. Poi Baita, la Mantovani e la Pedemontana Veneta spa di Galan e Chisso si sono inventati il “progetfinansing di SPV”. Che fosse in perdita, taroccato e incapace di concorrere con la A4 se ne accorgono adesso dopo che per anni siamo andati sostenendolo in tutte le sedi, si arrivano a citare gli studi del traffico del 2008-2009 della Provincia di Vicenza del il suo piano territoriale. Viaggiare in A4 è molto più vantaggioso della SPV a 110km/h e con pedaggi più del doppio, roba già vista nella BreBeMi. Nonostante le frottole sui pedaggi da magliari, i documenti dicono che per percorrere in auto tutta la Spresiano-Montecchio ci vogliono 13,9€ in andata e altrettanti in ritorno. E' poi da vedere se a 130km/h si risolve tutto magicamente, come l'inottemperanza agli Studi di Impatto Ambientale e soprattutto al parere della commissione nazionale VIA e all'autorizzazione del CIPE.
Vuoi vedere che siamo anche di fronte ad un cantiere abusivo come una qualsiasi villetta che non rispetta progetto e concessione? 

domenica 21 agosto 2016

PEDEMONTANA VENETA MINATA DALL'I-SIS: L'INSTABILE-SIS

IlGdiVI 21/08/16
Il giornale di Vicenza di oggi 21/08/2016 nella pagina regionale del Veneto cita quanto abbiamo comunicato nei giorni scorsi, confermando i nostri dati con i documenti presentati alla Corte dei Conti di Roma da parte del commissario.
Un fallimento   quello che certifica il commissario ing. Vernizzi:  operativo per se stesso,  politico e tecnico per la Regione Veneto. Infatti Zaia presta al commissario un assessore, un palazzo, una compagnia di tecnici, di dirigenti e di professionisti e una delle sue più importanti società di gestione: Veneto Strade. 

Il dato che certifica questo fallimento  è sugli investimenti finora impiegati che il redattore del GdiVI richiama secondo le parole di Vernizzi. Si sostiene che il lotto più avanzato è quello che collega il casello di Breganze con la Valdastico nei pressi di Villaverla. Questo cantiere, di 5.7 km, sarebbe al 76% dei lavori. Dato che in questo lotto, l'importo dei lavori dai circa 100 mln di € inziali è salito con la variante del 2013 a 105 mln di €, si può dire che ha impiegato circa 80 mln di € dei 347 mln finora spesi per i lavori complesivi(cfr articolo allegato), quasi tutti dallo stato. Perciò sui restanti 90 km sarebbe stata impiegata la differenza di 267 mln di €: vale a dire 2.9 mln€/km, una bazzecola in 7 anni dall'avvio della concessione e dall'inizio dei cantieri del 2011.

sabato 20 agosto 2016

PEDEMONTANA VENETA: CAMBIO DEGLI ATTORI PROSPETTATO DALL'INTERVENTO DEL SEN. SANTINI PD


E' possibile che gli attori dell'operazione Pedemontana Veneta possano essere cambiati per il Senatore del Pd Giorgio Santini, componente della commissione bilancio. Dunque il destino è ancora sospeso per la Pedemontana Veneta, per l'ing. Vernizzi e soprattutto per la SIS. Si  stanno addensando nubi di una certa consistenza sul piano politico, dato che il governo sembrerebbe fare sul serio nel riordinare il casino veneto sulla pedemontana in saòr. Mentre la Regione Veneto corre ai ripari creando una task force per sovraintendere ai lavori e anticipare la rimozione del commissario, da Roma si attende di capire come verrà sciolto il nodo più delicato, quello dei finanziamenti. Non è solo una empasse, ma un vero e proprio blocco con cambio della concessione.(http://www.reteveneta.it)

giovedì 18 agosto 2016

DNA R. N.18 - SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA E' UN DELITTO AMBIENTALE FALLIMENTARE .

PEDEMONTANA VENETA A MENO DEL 19% DEI LAVORI. SACYR CI METTA TUTTI I MLD MANCANTI.


Si può dedurre che i livelli di investimento sono in ritardo di oltre un anno almeno, tenendo conto di quanto dichiara il commissario a Renzi nella sua lettera del 12/05/2016

Abbiamo verificato lo stato dei numeri che l'investimento prevedeva entro il 2016, il risultato dovrebbe far saltare sulla sedia chi pensa vada tutto bene e che in questo momento la situazione sia comunque sotto controllo.

La mutinazionale Sacyr-Vallehermoso ci metta tutti gli oltre 1.600 mln di € mancanti, oppure anch'essa si rifiuta di investirli in un'opera da repubblica delle banane visto la sua esperienza sud-americana?

La stampa veneta ripete un mantra sullo stato di avanzamento della Pedemontana Veneta che ne rivela tutti i limiti: ormai la SPV è al 30% e non si può fermare. A divulgarla sui giornali veneti è stato il commissario a Trissino nel marzo di quest'anno. I cronisti a 4 marce, con tutta la trazione integrale innestata nei 4 quotidiani del gruppo espresso dall'ex sindaco della pedemontana trevigiana, Daniele Ferrazza, la ripropongono ad ogni intervento sulla SPV. E' l'epigone di una categoria, quella dei sindaci che andrebbe processata per le responsabilità politiche almeno. Quei sindaci non capiscono o fingono di non capire il declino di un territorio intero che quest'opera disegna, una visione imperniata all'oggi di progetto finanziario fallito e da salvare giorno per giorno, tutt'altro che la nuova metropoli del Veneto pedemontano.
Vernizzi e Zaia sicuramente conoscevano la situazione da fallimento fin dal 2013, vista la revisione alla concessione dove si prevedeva un debito senior da parte di SIS per 1,5 mld di € con un tasso al 7,5% annuo per 25 anni: una cosa da mondo fantastico finanziario o meglio da furbetti del quartierino. Ma devono avere più di qualche santo in paradiso e per mezzo della penna di Ferrazza ci fanno anche la morale col loro 30% di avanzamento lavori.
I dati presi in considerazione dicono che sono dichiarazioni prive di fondamento. La Pedemontana Veneta non è al 30% di avanzamento, come i numeri del crono-programma degli investimenti nel piano economico e finanziario della SPV. Esiste uno specchietto che dimostra il ritardo degli investimenti e il livello del disastro finanziario a cui sono giunti commissario e SIS. Alla pagina 2 dell'allegato 1 nella relazione al piano economico e finanziario della revisione della concessione di SPV del 2013, la tabella è chiarissima su tempi e sulle cifre degli investimenti.

giovedì 4 agosto 2016

PEDEMONTANA VENETA: CHI OFFRE DI PIU'?

SALDI SPV 15%, 20%, PERCHÈ NON 30% DI SCONTO PER I PEDAGGI.
Sono falliti e non lo sanno. La Bei non li ha finanziati, la JpMorgan nemmeno, ha rifiutato anche CDP, e allora dopo tre rifiuti dai finanziatori sono alla tetta dello stato: se non é fallimento questo.
"E come avvien, quand'uno è riscaldato, Che le ferite per allor non sente; Così colui, del colpo non accorto, Andava combattendo ed era morto". "......è la verità lampante di questi versi che mi colpisce. Il realismo inoppugnabile della descrizione, l'affilata rappresentazione dell'Evento. Siamo in battaglia e un guerriero viene colpito. E il colpo che riceve è mortale, lo uccide. Ma per un momento - un solo lunghissimo momento, la cui durata è infinita - il guerriero morto crede d'essere ancora vivo. E per un solo istante - la cui dimensione è incalcolabile - continua con convinzione a fare il suo mestiere di guerriero: combatte.
Ecco, Pavese lo ha chiamato il "mestiere di vivere". E dentro ci siamo tutti. Ognuno di noi scende ogni giorno sul campo di battaglia e va alla conquista di un frammento di vita, senza avere percezione che è stata solo un'esaltata illusione e che il nemico dal volto imperscrutabile gli ha già inferto un fendente micidiale." (cit. http://www.gazzettadelsud.it/blog/172916/Del-colpo-non-accorto.html)

martedì 2 agosto 2016

Pedemontana Veneta: 5 punti del CoVePA per Del Rio e De Vincenti

E' chiaro a tutti che nella Pedemontana Veneta c'è un MOSE di soldi nascosto nei rimborsi del contratto. Il dettaglio lo abbiamo già evidenziato e sta nascosto nell'articolo 8 e 8 bis delle due versioni del 2009 e del 2013 del contratto di concessione(http://wwwcovepa.blogspot.it/p/leggi-il-piano-economico.html). Emerge che il peso maggiore di questo progetto avviato sull'intero asse, privo di serie verifiche finanziarie e progettuali, è pagato dal territorio e da chi è obbligato a cederlo in virtù di norme di emergenza inventate per favorire il concessionario nell'incamerare campi e case.Non ci stiamo a essere passati per coloro che proteggono il proprio particolare e non hanno interesse al bene collettivo. Dopo oltre un decennio di battaglie e di denunce non ci stiamo ad essere liquidati come dei sempliciotti che boicottano lo sviluppo del del Veneto del 3° millennio. Noi non sappiamo in che fantastico mondo vivono individui che sparano nel mucchio sviluppista e siliconato, senza aver approfondito i contratti (http://wwwcovepa.blogspot.it/p/leggi-il-piano-economico.html) e i dettagli che minano la concessione della SPV (http://wwwcovepa.blogspot.it/2016/07/spvmose-ecco-le-carte-della-concessione.html) .

Vogliamo avere una rapporto con le forze di governo del paese che hanno avuto il coraggio di rompere il velo sulle omertà ultradecennali della superstrada a pedaggio. Non abbiamo più fiducia in una classe dirigente regionale che ha costruito un buco e cerca regali e protezioni. Chiediamo con Lei e con i loro rappresentanti al tavolo tecnico a VenetoStrade, per presentare in modo articolato alcuni semplici punti che qui anticipiamo in sintesi:
1.Stop ai cantieri per avviare un tavolo trasparente e partecipato sul sistema di finanziamento, degli interessi e del rischio, per riprogettare una SPV dove serve e come serve;
2.Revisione del sistema dei flussi di traffico, dei pedaggi e riduzione dei costi a partire dal blocco della galleria Malo-Caselgomberto e del primo lotto, risparmiando oltre 500mln€ con riduzione dell'esposizione finanziaria;
3.Allontanamento del gruppo di gestione di questo fallimento con tutti i vertici, i collaboratori, gli assistenti e i passa carte;
4.Basta con la farsa sugli espropri: vanno pagati prima di tutti quale garanzia di ogni eventuale ripresa dei lavori;
5.Applicazione del Codice degli Appalti con il via a un project-review della SPV con intervento della Corte Dei conti e di ANAC, rispetto la direttiva 2014/23/UE sul rischio operativo bancario a carico del concessionario.
leggi l'intera lettera

IL SALVAGENETE CDP NON SALVA LA PEDEMONTANA VENETA. I 2 conti della serva.

Aggiunta al contratto di Concessionedel 2 - 009 DGRV n .2260 10/12/2013

Bastano due conti della serva per dimostrare il sostanziale default cui va incontro la Superstrada Pedemontana Veneta. Per primo il dato sui flussi di traffico che potrà essere al massimo di 20.000 veicoli al giorno, tenendo conto dei veicoli circolanti in A31 e A27 e delle condizioni più favorevoli relative alla mobilità veneta messe in luce da AISCAT. Se tutto va bene quindi la società che gestisce la superstrada incasserà ogni anno (supponendo un pedaggio medio di euro 10 -secondo l'allegato A1 della concessione rivista nel 2013, si può arrivare oltre i 12€ - e ipotizzando, cosa non verosimile, che tutti i veicoli compiano l'intero percorso e durante tutti i giorni dell'anno) 72 milioni di euro. In totale fanno per i 39 anni di durata della concessione 2 miliardi 808 milioni di euro. Il secondo è un dato finanziario e cioè gli interessi sul famigerato project-bond pari all'8% annuale . Il bond dovrebbe essere pari a circa 1,6 miliardi e quindi ipotizzando un bond decennale garantito dalla BEI il totale degli interessi che la Sis dovrà pagare fa 128 milioni di euro all'anno ovvero 1,28 miliardi in dieci anni.
Sommando questo dato finanziario con il costo che dovrebbe sostenere la SIS per la realizzazione dell'opera il totale è di 2,88 mld di €. Senza contare i costi di esercizio, la manutenzione, i costi generali, le spese risultano già superiori ai ricavi. E 'chiaro che l'opera non raggiungerà il break even point (bep) ovvero il pareggio. Sarà una strada sempre in perdita. A nulla servirà abbassare del 10 o 15% il costo del pedaggio perché il traffico aumenterà di poco e con esso i ricavi, ma in misura sostanzialmente ancora insufficiente a conseguire un utile per il progetto.

IL PEDAGGIO DI SPV E LE BALLE SESQUIPEDALI

AUTOVIEVENETE
Il calcolo del pedaggio di SPV è al centro delle questioni sul rifinanziamento del progetto a carico dello Stato. Si tratta ancora di fumo negli occhi di stupidaggini sesquipedali, di marketing da quattro soldi per un'opera al fallimento. Alcuni giornali spacciano per attuali sconti dando letteralmente i numeri e raccontando balle replicando notizie campate in aria di 6 anni fa, come dimostra l'articolo del Corriere del Veneto del 2010. Si parla di uno sconto di vecchio di 5 anni siamo anche alle bufale, pestano una cacca e la rivendono come un babà. 
Le carte parlano chiaro e chi le ha travisate lo ha fatto in malafede. anche chi ha sottoscritto quegli accordi è altrettanto in malafede soprattutto per i fasulli sconti che non reggeranno al vaglio del rifinanziamento dell'opera. La responsabilità è solo degli artefici di quell'accordo: Vernizzi e Zaia. I veneti pagheranno caro e pagheranno tutto. vedremo se sapranno ripagarli con la stessa moneta.
L'allegato A1 alla revisione del contratto di concessione del dicembre 2013 parla delle tariffe per i pedaggi. chi ha pubblicato i dati ha sono preso la tabellina principale, senza accorgersi che risale al 2002. Infatti la postilla alla tabella è chiare gli importi base di 0.086€/km per i veicoli leggeri e di 0.143€/km per quelli pesanti vanno adeguati partendo dalla base di valuta del 2002 con un tasso di inflazione del 2.5% annuo. Poco importa che siamo in deflazione: il contratto è chiaro e si deve applicare ottenendo valori mostruosi per l'entrata in esercizio prevista dal piano economico e finanziario nel 2019.
Secondo il nostro prospetto si arriverebbe ad avere tariffe nel 2019 pari a 0.132/km per le auto(classeA) e di 0.222€/km per i mezzi pesanti e commerciali(classe B, 3, 4 e 5)!!! UN SALASSO, senza contare se sono in conto tutti i fattori di una tariffa come le quote Anas o le imposte indirette e a poco servono gli inutili sconti.

sabato 30 luglio 2016

Superstrada Pedemontana Veneta: il progetto dello scandalo - 26 Luglio 2016 - Erasmo Venosi


OggiTreviso A3 News 29/07/16


Pedemontana Veneta a rischio stop dei cantieri, dossier sui finanziamenti .A Roma tavolo tecnico tra le parti. Protesta dei comitati del Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa CoVePA presso la sede di Veneto Strade tappezzata di carta igienica.

Facciamo il punto finnziario citando una interrogazione di 5 anni fa sulla capacità finanziaria di Sacyr socio dei Doglini nella SIS per la costruzione della Pedemontana Veneta

Pedemontana Veneta: 12 cittadini veneti rispondono ai 12 cavalieri dell'apocalisse del Veneto


Da anni il Covepa, assieme alle altre forze che si battono contro la Pedemontana griffata Galan e Zaia, va denunciando gli scempi che a malapena si celano dietro il progetto: magagne ambientali, forzature amministrative, marchiana insostenibilità dei costi sono i tre fattori che ci hanno visto schierati contro i novanta chilometri della Spresiano Montecchio e le sue speculazioni accessorie.
Per anni siamo stati prima ignorati, poi dileggiati, poi criticati. Mai però senza uno straccio di argomentazione circostanziata. La crescita, il pil, la partita infrastrutturale, il traffico, il volere della gente, (anche se non si sa bene di chi) sono stati i randelli di una propaganda politico mediatica. Siamo arrivati al punto che con malcelata ironia il direttore d'una grande testata regionale ci ha definiti in un dibattito pubblico «i tupamaros» della Pedemontana. Epperò i tupamaros, pur senza quattrini, pur senza l'appoggio di lobby e loggette, le carte le ha studiate. Con fatica, con sacrificio e con grandi difficoltà, anche grazie all'aiuto di qualche sparuto giornalista che si è rifiutato di far da velina alla giunta veneta e al commissario straordinario alla Spv Silvano Vernizzi, siamo riusciti a dimostrare che le nostre conclusioni erano corrette. Che i flussi di traffico ipotizzati in sede di accordo pubblico privato non erano sufficienti a giustificare un intervento, pomposamente definito con una parola pressoché inventata come project financing, ad iniziativa appunto privata: ovvero quella del Consorzio Sis. Il rischio che soggiaceva all'uso di questo sciagurato strumento lo avevamo denunciato da subito. Ed era quello che all'ultimo momento fosse il pubblico ad accollarsi gli oneri, sgravando la privatissima controparte di molto, se non tutto, il rischio d'impresa.
Nonostante questo il maggior sponsor dell'opera, la Confindustria veneta, pur muta davanti ai conflitti di interesse, ai rischi connessi, alle relazioni pericolose col sistema Incalza e col sistema Mose ha continuato a brandire i suoi randelli e i suoi megafoni mediatici facendo passare un messaggio molto chiaro: ci sono interessi troppo cospicui in campo, l'opera va fatta e basta. Tra questi quelli di dodici speculatori immobiliari tra i più interessati alla partita delle aree attorno ai caselli della SPV: questo è proprio il veneto che deve finire.

giovedì 28 luglio 2016

POSSAMAI FA IL FONDO ALLA SPV NON SOLO IN SENSO FIGURATO

Lettera aperta al direttore FINEGIL Possamai

Caro Possamai,
ho letto il suo editoriale sulla Tribuna di TV l'ho letto da Vicenza confesso con una certa difficoltà poiché i suoi giornali non coprono tutto il Veneto e le manca una parte quella ad ovest cioè anche i giornali che dirige hanno un limite. Ma questo forse andrebbe girato all'editore e non a lei.
Il suo editoriale ci spiega che chef, maitre e camerieri si muovono e pensano a noi e per questo si riuniscono all'Arsenale a pensare e a discutere vedremo a fare cosa, e poi ci parla di SPV.
Dalla sua Tribuna Possamai fa il fondo alla Pedemontana Veneta. Non solo in senso figurato , mette giù un altro puntello bello grosso, un dogma: la SPV va fatta punto e basta, serve tanto quanto è inutile la Valdastico Sud.
Ma davanti ad un dogma si fa fatica a rispondere e a porsi domande e allora le pongo su di lei: ma chi è Possamai? E' quello delle economie locali della fondazione Nord-Est, quello del libro per Galan, quello che si aggiorna la biografia su Wikipedia in tempo reale? Insomma siamo di fronte a un bel tipo dogmatico, non si discute più punto ….. un'altro passo avanti e un'altro giro di valzer. Invece il Veneto ha solo bisogno di rimuovere i dogmi. Basta passi avanti per andare dove? Basta valzer sempre attorno alla stessa mattonella quella dei schei. Le cose non si risolvono certo stando fermi ma muovendosi e non certo a giri di valzer. Basterebbe uscire dalla sacrestia quella della ricchezza nelle mani di pochi, e la cultura del lavoro non c'entra nulla, è più cultura de schei.

mercoledì 27 luglio 2016

LE PROVE DEL BUCO DI SPV SECONDO LA TRIBUNA. Ferrazza pubblica due lettere che chiariscono lo stato del disastro e le falsità raccontate alla corte dei conti a Roma!

SOLO 60 MLN€ INVESTITI DA SIS QUESTO SCRIVE FERRAZZA NEL SUO ARTICOLO DEL 26/07/16 A PAG. 11 DELLA TRIBUNA. LA FONTE E' IL COMMISSARIO CHE FINALMENTE AMMETTE LA VERITA' E PUBBLICA ANCHE L'AMMISSIONE DI D'AGOSTINO DT DELLA SIS : "ABBIAMO FINITO I SOLDI"
MESTRE Una lettera del commissario avverte del rischio il presidente del Consiglio
E Sis annuncia: «L’assenza della Cdp sarebbe letta come una bocciatura»
Vernizzi scrive a Renzi «Così salta il progetto»
La lettera porta la dicitura «Riservata» e la data del 12 maggio scorso. 
"...finora i lavori, realizzati per circa il 30% (invece siamo al 20% ndr), sono stati finanziati in prevalenza da risorse pubbliche (390 milioni su 614 complessivi stanziati dallo Stato). Il secondo: che gli stati di avanzamento lavori emessi ammontano a 450 milioni di euro. Conclusione: il concessionario Consorzio Sis, controllato dall’impresa di costruzioni piemontese dei Dogliani in società con gli spagnoli di Sacyr Itinere Infraestructures di Madrid, ha messo finora nella Pedemontana appena sessanta milioni di euro, una briciola rispetto a un’opera da due miliardi di euro. Ed ora si trova davanti alla più banale e importante delle difficoltà: non ha risorse proprie per proseguire l’infrastruttura e i mercati finanziari non vogliono rilasciarne perché ritiene il progetto «non sostenibile». "

SPV: MANGIATERRA MANGIA LA POLVERE



Tratto da TAEPILE di M.M. «Ci mancherebbe solo che la Pedemontana finisse nel lungo elenco delle incompiute. Allora sì che sarebbe un disastro, economico e persino ambientale. Questa opera s'ha da fare». Comuncia così un lungo editoriale pubblicato ieri su Corriereveneto.it a firma di Sandro Mangiaterra. E solo da uno con un cognome del genere poteva venire fuori un elzeviro del genere: un mix di luoghi comuni e verità non dette a sostegno di lobby e interessi particolari in salsa così banale da stupire persino chi ben sa che il Corveneto, come il GdV del resto, è sempre stato schierato pro Spv. Mangiaterra però con sano sprezzo del ridicolo chiude il suo commento così: «la Pedemontana è l'asse su cui cominciare a costruire il Veneto del futuro. Per carità, evitiamo che si trasformi in un flop, o peggio in un nuovo scandalo». Non me ne voglia il Mangiaterra ma la Spv è già uno scandalo. E se il Veneto deve cominciare a costruire il suo futuro partendo da un debito occulto quale è la Pedemontana, mister Zaia e i veneti con lui, è meglio che tocchino ferro. Peraltro stiamo parlando di quelle infrastrutture costruite in project financing che secondo Renato Chisso nel 2015 avrebbero reso il Veneto come la Baviera. Chissà se Chisso nel 2015 avrà potuto verificare, dal carcere, la sua previsione.

martedì 26 luglio 2016

ASSEMBLEA sede QUARTIERE PRE' Bassano del Grappa Str.Cartigliana, Via Prè Mercoledì 27/07/2016 ore 20,45 SU LA TESTA! ALZA LA VOCE

Nella Pedemontana Veneta c'è un MOSE di soldi nascosto nei rimborsi del contratto voluto da Galan firmato da Vernizzi rinnovato da Zaia con Chisso

ASSEMBLEA sede QUARTIERE PRE' Bassano del Grappa Via Cartigliana
Mercoledì 27/07/2016 ore 20,45

Prepariamo la
MANIFESTAZIONE SIT-IN di venerdì 29/07/16 ore 10-14 a VENETO STRADE Via C. Baseggio, 5 Mestre VE
  • Stop ai cantieri per rivedere a un tavolo trasparente e partecipato il sistema di finaziamento e il progetto riprogettando la SPV dove serve e come serve;
  • Vanno rivisti i pedaggi e ridotti i costi bloccando la galleria Malo-Caselgomberto e il primo lotto risparmiando oltre 500mln€;
  • Va allontanato il gruppo di gestione di questo fallimento a partire dal commissario con tutti i suoi accoliti;
  • Basta con la farsa sugli espropri: vanno pagati prima di ogni eventuale ripresa dei lavori;
  • Va applicato il codice degli appalti con il via a un project-review e rispettare la direttiva UE sul rischio operativo bancario a carico del concessionario SIS.
Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa
per adesioni wwwcovepa@gmail.com

sabato 23 luglio 2016

SPV=MOSE ecco le carte della concessione

PEDEMONTANA VENETA: SIAMO ALLA FARSA DI UNA TRAGEDIA

. TRATTO DA TAEPILE di M.M. Oggi Il Fatto in pagina 15 a firma Giorgio Meletti e Davide Vecchi pubblica una analisi impietosa sulla vicenda Spv. Al di là degli interessantissimi quanto clamorosamente inediti retroscena bancari, la partita progettuale e finanziaria era tristemente nota, anche se poco nota al grande pubblico. In questa cornice torna utile rammentare che dopo il burrascoso incontro pubblico organizzato dal comune di Cassola nel 2012 in tema di Pedemontana, sul mio blog posi, tra le altre, alcuni dubbi sul fatto che Sis ancora non avesse reso noto o depositato il closing bancario sull'opera... Rispetto a quei dubbi non ottenni mai alcun chiarimento. Sarebbe interessante capire se questa circostanza sarà adesso presa in esame dai dirigenti ministeriali che in queste ore stanno vagliando la pratica. E ancora, pur con limitati mezzi e con le poche carte che ebbimo modo di ottenere avevo provato a estrapolare, a mo' di conto della serva, "l'overall income" potenzialmente generato dai pedaggi di una Spv a regime. In un mio approfondimento-retroscena pubblicato nel gennaio 2014 sempre sul mio blog non andai distantissimo (parlai di 15-18 miliardi), dalle conclusioni tratte da Meletti e Vecchi su Il Fatto. I quali con un impatto ben più devastante del sottoscritto, corroborerebbero il loro assunto citando le stime formulate da due pesi massimi come Cdp e Bei. Fa piacere che una testata nazionale si occupi del caso. Ora vediamo come reagirà la classe dirigente regionale. E vediamo se la magistratura batterà un colpo. Rimane il rimpianto che se su Spv la quasi totale maggioranza della grande stampa italiana e la quasi totalità della stampa regionale avessero tenuto una condotta meno partigiana e meno accomodante verso l'opera forse questa disgrazia la si sarebbe potuta evitare. Per di più proprio nel mio post del 2014 elencavo a quali rischi veniva esposta la Regione. Nonostante tali e tanti avvertimenti e nonostante una Corte dei conti li abbia messi tutti nero su bianco con tanto di pezze d'appoggio una politica ed una alta burocrazia incoscienti e moralmente colpevoli, salvo qualche eccezione, preferiscono la strada della complicità o del silenzio.
Marco Milioni

PEDEMONTANA VENETA CON IL BUCO OCCULTO: Il Fatto Quotidiano dl 23.07.2016 p. 15

SPV UN BUCO CHE PUO' ARRIVARE FINO A 20MLD DI €. LO AVEVAMO SCRITTO E DETTO DEL DEBITO OCCULTO NEI PROSSIMI 40 ANNI CI CONCESSIONE PER PEDEMONTANA VENETA MA NESSUNO CI CREDEVA FINALMENTE ESCE LA VERITA' DA UNA FONTE INDIPENDENTE.

ZAIA E LE SUE BAIADERE: PARTITA MERDOSA DA SENSALI PER SIS E SPV


C'è una ragione occulta sul perché Zaia debba giocare questa partita merdosa di sensale di SIS e SPV. Non sono solo ragioni di opportunità politica che lo spingono a pietire i soldi pubblici e ad ottenere di garantire un investimento privato con i soldi dei risparmi postali, dei libretti e dei titoli accantonati nel tesoro di CDP da parte degli italiani. Esite infatti un preciso obbligo che vincola proprio lui, come ultimo concedente della concessione di SPV, a muoversi con tutta la sua armata, comprese le odalisce e le baiadere al seguito del sultano. Si proprio Luca ha siglato la delibera di giunta che nel 2013 ha approvato la modifica alla concessione di SPV in cui l'erede di Galan si è imposto l'obbligo e le regole per trovare le soluzioni al riassetto del piano economico e finanziario (cfr. https://drive.google.com/…/0B4hgrkEgY4AXeEVvbzA5WVF1eWM/edit). In quel documento all'art. 3 si apportano importanti modifiche alla convenzione del 21.10.09. Nella revisione dell'accordo vengono introdotto dei pesi pressochè insostenibili a carico della Regione Veneto per i quali non esistono i contrappesi. Luca Zaia e chi lo difende si assumono in responsabilità che alla lunga costituiscono un obbligo indifferibile.

martedì 19 luglio 2016

SPV: SVEGLIA ZAIA!



L'irresponsabile LucaZ che ha accettato di costruire la Pedemontana Veneta più corta ma per più soldi, parla di ferita ormai aperta ma impossibile da fermare. Per prima cosa la ferita é economica e finanziaria ed impossibile da sanare anche se si riuscirà a finire l'opera.
In secondo luogo creDIamo che gli espropriati e il CoVePA a questo punto abbiano il diritto di chiedere il sequestro dei cantieri e la restituzione dei sedimi occupati, vanno ritornati ai legittimi proprietari! Con le ghiaie scavate e depositate in qualche posto, poichè valgono come l’oro, si potranno riempire nuovamente le trincee scavate o si potranno restitueire i soldi ai danneggiati.
Per terzo ma non meno importante, appare chiaro che Cassa Depositi e Prestiti non ha dato le sue coperture all'operazione dei Project-Bond anglossassoni perchè la Pedemontana Veneta non ha i fondamentali economici a posto e mai li avrà. Mai riuscirà a pagare i prestiti con i flussi di cassa con i passaggi quotidiani. E' dunque un bel problema ma perchè si mobilita LucaZ se non c'entra nulla? forse cisono obblighi nel contratto di concessione riveduto e corretto proprio da lui nel 2013 che lo obbligano a trovare le soluzioni necessarie a impedire la buona uscita con cuccagna della SIS.
LUCAZ DICE CHE ERA MINISTRO DELL'AGRICOLTURA NEL 2008-2009 e che implicitamente, non centrerebbe con la concessione della SPV. A noi risulta che fosse vice di Galan nell'ottava legislatura fino a giugno 2008 e presidente della nona quella che nel 2013 ha accettato una SPV più corta e per più soldi, ma soprattutto tutte le agevolazione pubbliche sulle garanzie del finanziamento privato.
Insomma come scrive la Tribuna di Treviso in prima pagina oggi ci sono NUBI SU PEDEMONTANA VENETA. PER QUESTO CI SAREBBE IL SALVAGENTE REGIONALE.

mercoledì 13 luglio 2016

NO SCHEI NO CAMPI! MANIFESTAZIONE SIT-IN 16/07/16 CASSOLA 9.30-13.30

Abbiamo deciso di tornare ad alzare la testa e la voce per richiamare l'attenzione di tutti i cittadini e degli organi di informazione sulla Pedemontana Veneta. É giunto il momento di iscrivere SIS & SPV tra i cattivi pagatori! Un altro anno è passato e non hanno pagato che briciole degli espropri!
Continuano a rinviare gli accordi, gli anticipi e i saldi, hanno la faccia di chiedere agli espropriati i soldi per pagare la documentazione di esproprio. I fatti dicono che gli espropriati finanziano la SIS e la costruzione della SPV, e avanzano centinaia di mln di €.
Per questo invitiamo tutti i cittadini e i creditori-espropriati di SPV a essere solidali contro questa truffa legalizzata e invitiamo tutti a venire vestiti di rosso o a portare un mantello rosso per fare le pittime alla sede SIS di Cassola (VI). Terremo una MANIFESTAZIONE SIT-IN riprenderemo lo slogan dello scorso anno NO SCHEI? NO CAMPI!!! Diamo appuntamento a tutti il 16 LUGLIO 2016 dalle ore 9,30 alle ore 13,30 a SAN ZENO DI CASSOLA presso l'UFFICIO ESPROPRI SIS in Via M.teVerena, 58-60.

Il Commissario Vernizzi sembra non capire l'interesse della Corte dei Conti su Pedemontana Veneta, mentre Luca Zaia dichiara per bocca della sua assessora che SPV ha pagato 43 mln€ per gli espropri. Sono briciole e siamo stufi delle balle , non bastano più 43 mln pagati in tutto per gli espropri.
Vogliamo tutti i 334 mln di € degli espropri e subito, basta con le mancette. Ancora briciole e prese per il culo, siamo di fronte alla Salerno Reggio del nordest, una cuccagna per la SIS meglio del MOSE di Mazzacurati e Baita. La verità è che gli espropriati finanziano il cantiere di SPV e invece questo si dovrebbe fermare per pagare prima gli espropri.
Se dopo sette anni dalla firma della concessione non ci sono i soldi per pagare la SPV, il Commissario si occupi di SIS, rescinda il contratto oppure si tolga da mezzo! Sarebbe ormai giunta l'ora di iscrivere la SIS nell'elenco dei cattivi pagatori, questo sarebbe il suo compito!
Dagli atti della Corte dei Conti emerge che per 3100 mln€ costruiscono una Pedemontana Veneta più corta, senza tutta la viabilità complementare del contratto di concessione. Siamo di fronte non tanto ad un reale e ulteriore aumento di costi per centinaia di milioni di € , ma ad un vero e proprio regalino! Questa è la ciliegina sull'albero della cuccagna di SIS messa da Luca Zaia inseme a Renato Chisso con la precedente giunta nel dicembre 2013. Questo è il primo passo per svegliare i tre inadempienti non vedo-Vernizzi, non sento-Zaia e non parlo-DoglianiSIS.
Elvio Gatto, Massimo follesa, Matilde Cortese prtavoce CoVePA
Promuove la manifestazione Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa
INFO per adesioni e partecipare: wwwcovepa@gmail.com blog: wwwcovepa.blogspot.it

martedì 12 luglio 2016

SU LA TESTA! ALZA LA VOCE!
ATTENZIONE PEDEMONTANA VENETA
ISCRIVIAMO SIS & SPV TRA I CATTIVI PAGATORI!
UN'ALTRO ANNO E' PASSATO E NON SEI STATO PAGATO?
TI HANNO RINVIATO ANCORA GLI ANTICIPI E I SALDI?
gli espropri finanziano la SIS e la costruzione della SPV

SIAMO CREDITORI NON PAGATI VIENI VESTITO DI ROSSO
O PORTA UN MANTELLO ROSSO FACCIAMO LE PITTIME
ALLA SEDE SIS DI CASSOLA (VI)
MANIFESTAZIONE SIT-IN
NO SCHEI? NO CAMPI!!!

16 LUGLIO 2015 ore 9,30-13,30
a SAN ZENO DI CASSOLA
UFFICIO ESPROPRI SIS

Via M.teVerena, 58-60
Il Commissario Vernizzi non capisce l'interesse di Corte dei Conti su Pedemontana Veneta? LucaZ dichiara che SPV ha pagato 43 mln€ per gli espropri? Balle 43 mln pagati in tutto per gli espropri sono le briciole dei 334 mln di € totali. Ancora briciole, la verità è che gli espropriati finanziano il cantiere e che questo si dovrebbe fermare per pagare prima gli espropri. Commissario si occupi di SIS e SPV che ormai li dovrebbe iscrivere nell'elenco dei cattivi pagatori!
Pedemontana Veneta non ha coperto i soldi degli investimenti di SIS, ben oltre i 1700 mld (2400 compresi oneri fiscali e finanziari); il commissario non ha ancora completato il suo operato e gentilmente é stato invitato a farlo e a togliere il disturbo; non sono ancora pagati gli espropri e non c'é traccia dei 334 mln di € per farlo. Corte dei Conti in 6 punti stronca ancora una volta la SPV. Emerge che per 3100 mln€ costruiscono una Pedemontana Veneta più corta, senza tutta la viabilità complementare del contratto di concessione. E' ora di svegliare i tre inadempienti non vedo-Vernizzi, non sento-Zaia e non parlo-DoglianiSIS.
Promuove la manifestazione Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa
INFO per adesioni e partecipare: wwwcovepa@gmail.com blog: wwwcovepa.blogspot.it

lunedì 11 luglio 2016

Pedemontana Veneta e Corte dei Conti: ancora senza fondi privati e per gli espropri. Ecco il documento della ennesima censura.

Oggi 11 luglio la Corte dei Conti ha richiamato con una nota di due pagine tutte le amministrazioni interessate alla Pedemontana Veneta perché inadempienti. In 6 punti si rivolge ai diretti i teressati, chiama in causa Zaia, Vernizzi e Dogliani che dal 30/12/15 in oltre sette mesi non hanno mantenuto nessuno degli impegni presi. Pedemontana Veneta non ha coperto i soldi degli investmenti privati di SIS, ben oltre i 1700 mld (2400 compresi oneri fiscali e finanziari); il commissario non ha ancora completato il suo operato e  gentilmente é stato invitato a farlo e a togliere il disturbo; non sono  ancora pagati gli espropri e non c'é traccia dei 334 mln di € per farlo e questo rappresenta una aggravante per Antonio Mezzera, il giudice che guida la procedura. Sono ben noti i suoi precedenti atti sul Mose che 8 anni fa avevano anticipato le inchieste della procura veneziana. Vale la pena di leggere le due paginette che in 6 punti stroncano ancora una volta la SPV. Un particolare é degno di nota: per 3100 mln di € costruiscono una Pedemontana Veneta più corta, senza tutta la viabilità complementare del contratto di concessione. Con questa nota Mezzera avvia la chiusura atti entro il 1° settembre 2016. Saremo noi del CoVePA a svegliare i tre inadempienti non vedo-Vernizzi, non sento-Zaia e non parlo-DoglianiSIS.

venerdì 1 luglio 2016

46 metri di Superstrada Pedemontana Veneta al posto del recupero del Parco di Villa Franchetti

foto M.Marcuzzo
La politica (vera) sono scelte e progetti. La politica (vera) deve prevedere un futuro per noi (che però siamo ormai al tramonto..) ma sopratutto per i nostri figli e nipoti e per quelli che ancora non sono...
La politica (vera) è fatta di persone e di programmi ed anche di soldi.
La politica veneta (oggi) è fatta di miserie e di invidie. La politica veneta (oggi) è fatta di partiti dove si litiga per non dire nulla; e se dicono qualcosa sono scemenze. La politica veneta (oggi) è fatta di persone e di programmi ed anche di soldi. Molti soldi.
Il parco di Villa Franchetti si rimette a posto con un intervento "straordinario" da 1,5 milioni di euro.
Un bene comune di inestimabile storico e culturale che avete visto nel degrado, si sistema con......soli 46 metri di Superstrada Pedemontana Veneta.
Quando vi dicono che non ci sono soldi, dovete sempre ricordare Loro questo: 46 metri di SPV
La politica è fatta di scelte ed i cittadini potrebbero scegliere cosa privilegiare. Forse è ora di farlo.

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Postato da Blogger su ITALIA NOSTRA - Sezione TREVISO il 6/21/2016 10:40:00 AM

A MASON VILLARASPA BLOCCATO PER ORE CANTIERE DI PEDEMONTANA VENETA!

Ieri 30/06/16 durante la giornata abbiamo bloccato l'autopompa della ditta Facchin calcestruzzi all'ingresso del cantiere dello svincolo del Casello di Mason, così abbiamo stoppato per alcune ore la gettata di 400mc del nuovo scatolare della Pedemontana Veneta nel sotto passo con la Nuova Gasparona.

I nostri attivisti e tutti gli espropriati sono invitati ad agire nelle aree delle loro proprietà espropriate e non pagate. Si gioca con le parole sulla pelle dei cittadini per un'opera finanziata con il buco di 2486 mln di € (1700 mln€ per opere e 786 mln€ per oneri fiscali e finanziari).
Se non si rispettano gli impegni e non si pagano gli espropri continueremo con queste azioni di blocco a gatto selvaggio. Basta con i giochetti di parole tra espropri valutati ed espropri pagati: se non ci sono soldi per gli espropri si chiudano i cantieri, diversamente lo faremo noi come ieri!

La SIS é priva di fondi propri e il cantiere avanza in violazione del contratto di concessione e del progetto di finanza basato su due piani economico-finanziari fasulli. Siamo a sei mesi dall'impegno a roma IN CORTE DEI CONTI, dell'AD di SIS ing. Claudio Dogliani e del commissario ing. Silvano Vernizzi di trovare gli oltre 1700 mln€ che mancano e non si ha traccia alcuna del rispetto di quegli impegni.
Siamo stufi di fare da banca ad un'opera sbagliata che non vogliamo. Non abbiamo bisogno dell'ennesima zoninata e dell'ennesimo buco finanziario veneto. Noi non paghiamo con la nostra terra il fallimento della SalernoReggioCalabria del Nordest che la giunta Zaia difende con le unghie e con i denti, incapace di risolvere il nodo degli espropri che da solo vale 334,6 mln di €.

giovedì 23 giugno 2016

Il Caso Abano, le ombre della mafia al centro del Veneto

mattinopadova.gelocal.it
TAEPILE sulla vicenda che stamani ha portato all'arresto clamoroso di Luca Claudio riprende il Mattino di Padova: «Variazioni di destinazione d'uso dei terreni e aumento delle cubature: strumenti amministrativi in grado di generare operazioni da milioni di euro. Con il sospetto - così si legge - di legami con la malavita organizzata: due società hanno operato nel bacino termale e si sono contraddistinte per una gestione quantomeno sospetta. Acquistano terreni, iniziano a costruire, raccolgono risorse con fidejussioni per proseguire i lavori e poi - si legge su Il Mattino - non rispettano i vincoli pubblici oppure provano a trattare per modificare le caratteristiche del progetto. Improvvisamente falliscono e chi le gestisce se ne va con i soldi. La truffa riconduce quasi sempre alla Campania o alla Sicilia. Giri d'affari oscuri, inseriti in una interrogazione parlamentare redatta dal deputato del Pd Alessandro Naccarato e divenuta materiale allo studio dell'Antimafia».

lunedì 20 giugno 2016

Pedemontana Veneta: Sos finanziamenti: «Due mesi di ritardo» di Silvano Bordignon La polemica La presidente del Covepa, Matilde Cortese, denuncia ritardi nel closing finanziario

Matilde Cortese da corrieredelveneto.corriere.it 
L'importante intervento di Matilde Cortese portavoce dell'area bassanese del CoVePA. Facciamo il punto sulle promesse non mantenute dell'a.d. di SIS ing. Claudio Dogliani, sulle chiacchiere del presidente di VenetoStrade ing. Vernizzi, e sui silenzi di Luca Zaia. 
Dopo un anno siamo ancora al punto di partenza la SIS non riesce a finanziarsi: non trova nemmeno i 334 mln di € per gli espropri, sui 1.700 a suo carico.

CorVeneto 18/06/16 p.15.
«Due mesi di ritardo» di Silvano Bordignon
La polemica.  La presidente del Covepa, Matilde Cortese, denuncia ritardi nel closing finanziario .
BASSANO DEL GRAPPA
Il finanziamento della nuova pedemontana, o closing finanziario, che Domenico Dogliani, amministratore delegato di Società Pedemontana Veneta, aveva promesso (nel contesto della riunione della Corte dei conti del 21 dicembre scorso) di completare entro aprile, non è stato ancora realizzato. A denunciare il ritardo è Matilde Cortese, presidente del Covepa, il Comitato per la Pedemontana dell’area bassanese.

«La notizia purtroppo è proprio questa - dice - Noi c’eravamo alla riunione di dicembre della Corte dei Conti, che presentò un documento molto critico nei confronti della nuova strada. Allora Dogliani assicurò che entro aprile sarebbe stato realizzato il closing finanziario, con l’emissione di project bonds. Questo non è stato fatto. Ci siamo trovati ad Altivole all’inizio di maggio in una assemblea con il commissario Silvano Vernizzi, l’assessore regionale ai lavori pubblici Elisa De Berti, ed il concessionario (appunto Spv, ancora una volta ha assicurato che entro pochi giorni il closing finanziario sarebbe stato completato. Siamo a metà giugno e non c’è ancora niente, con il risultato che gli unici soldi per la nuova strada sono quelli dello Stato e della Regione, che mette a disposizione 5 milioni di euro ogni mese».

mercoledì 1 giugno 2016

SALVO VERNIZZI IL COMMISSARIO DELLA FALSA EMERGENZA IN PEDEMONTANA VENETA. RESPINTO IL RICORSO COVEPA AL CONSIGLIO DI STATO ma ancora non ci sono i soldi della SIS dopo 5 mesi dalle promesse alla Corte dei Conti

I due ricorsi presso il Consiglio di Stato discussi il 10/03/2016 sono stati giudicati e la sentenza pubblicata oggi con il n. 201602137. Il collegio della IV^ sezione presieduta dal giudice Filippo Patroni Griffi con relatore il dott. Nicola Russo ha respinto i due ricorsi presentati da due gruppi di cittadini. Il Consiglio ha pisciato sulla Corte questo è ormai un fatto, e non ha minimamente tenuto conto degli atti conseguenti e neanche dei provvedimenti governativi su legge obiettivo e progetti finanziati.

Il primo ricorso respinto,  guidato da Giuseppe Piccolotto  con l'avv. Ianna, fa riferimento alla sentenza n. 20150, mentre il secondo sostenuto dal CoVePA con Matilde Cortese prima proponente, è patrocinato dall'avvocato Pizzato ed è individuato con il n. 20150221. Alle due sentenze, ne manca una terza che riguarda il ricorso proposto dall'associazione Parco Rurale delle Rogge di Bassano del Grappa.

I ricorsi respinti danno fiato ad un asfittico commissario dimezzato Vernizzi a cui vogliamo ricordare non ha ancora dato notizia dell'avvenuto finanziamento del concessionario SIS. Vogliamo ricordare che questo non è avvenuto ne il 30 aprile come aveva ricordato di recente alla trasmissione Tagadà di La7. Ma nemmeno oggi ne ha dato notizia che entro il 31 maggio la SIS ha coperto i propri impegni nel reperire i fondi a suo carico che sono 1700 mln di € oltre a 450 mln di € di interessi. Questi erano gli impegni di vernizzi e del capo della SIS Dogliani, come aveva tenuto a precisare il geom. D'Agostino giusto ieri ai numerosi sindaci che gli stanno alle calcagna, per mezzo del Giornale di Vicenza, ormai ridotto a in house organ della SPV. Alla SIS mancano soprattutto i 334 mln di € per i pagamenti degli espropri nonostante le rassicurazioni dei topini nell'assemblea di Altivole quella della fuga dal sottoscala.