sabato 16 maggio 2026

PFBA, IL PFAS DIMENTICATO: EMERGENZA SILENZIOSA DEL VENETO DAL 2015. PERCHE' NESSUNO NE PARLA?

Nel
Report Operazione Fiumi 2025 di LegAmbiente, il PFBA compare in quattro contesti principali: come molecola normata fra gli Standard di Qualità Ambientale richiamati dal D.Lgs. 172/2015; come composto ricercato nella campagna PFAS; come sostanza rilevata nel Retrone, dentro un quadro definito “malato cronico”; e come uno dei composti “preoccupanti” presenti nel Fratta-Gorzone e rilevabile nel Canalbianco. Il documento non tratta il PFBA come episodio isolato, ma come parte di una più ampia contaminazione da PFAS che attraversa diversi corsi d’acqua veneti, con particolare rilievo nei bacini legati alla contaminazione storica del territorio vicentino e padovano. Il PFBA sembra essere comparso solo nel 2025, ma non è così, essi sono noti alle analisi e ai riscontri condotti da ARPAV dal 2015. Cosa si può dire di questo fatto che, secondo alcuni dati, sarebbe un fattore noto solo dalle denunce in relazione ai lavori nei tunnel della Superstrada Pedemontana Veneta. In realtà è la stessa ARPAV a registrarli dal 2015, e su questa base compaiono nella relazione della Commissione Parlamentare sulle Ecomafie del 2018.

I PFBA nelle aste Orolo-Giara-Bacchiglione-Retrone e Poscola-Agno-Guà-Brendola-Fratta-Gorzone

L’analisi del file PFAS_in_acque_2026_01_19  di ARPAV conferma che il PFBA non è un dato marginale, ma una presenza ricorrente e territorialmente strutturata lungo due sistemi idrografici fondamentali del Veneto occidentale: da un lato l’asta idrografica  Orlo-Giara-Bacchiglione-Retrone, dall’altro il sistema Poscola-Agno-Guà-Brendola-Fratta-Gorzone. La coerenza metodologica che l’analisi si è data ha considerato i dati dal 2015 al 2025, trattando come valori quantificati solo i dati numerici in ng/L; i valori indicati come “<5”, “<10” o simili sono stati esclusi dalla media principale e riportati nel file come non quantificati. La soglia richiesta di 100 ng/L è stata usata come soglia analitica di evidenza critica, tenendo però distinto questo valore dal limite SQA-MA del singolo PFBA nelle acque superficiali, che il report Legambiente richiama in 7.000 ng/L, e dal parametro “Somma di PFAS” di 100 ng/L per le acque destinate al consumo umano previsto dal D.Lgs. 18/2023.

martedì 5 maggio 2026

Deposito denuncia a Trento per PFBA e Pedemontana Veneta

La vicenda della contaminazione da Pfas-Pfba addebitata ai cantieri della Superstrada pedemontana veneta, meglio nota come Spv, è una storiaccia che purtroppo va avanti da molto tempo. Noi attivisti del Co.Ve.P.A. chiedemmo alla magistratura penale di Vicenza di vagliare la sussistenza di alcuni reati già dal lontano 2021 attraverso il deposito di una corposa denuncia ai Carabinieri del Noe di Treviso.

Visto il silenzio che giungeva dagli uffici giudiziari vicentini, nel 2023 il sottoscritto, ha depositato una puntuta integrazione, che nello specifico è stata indirizzata per conoscenza a più soggetti compreso il Ministero dell'ambiente. Quest'ultimo in seguito, proprio sulla scorta del nostro esposto denuncia, ha avviato una corposissima indagine amministrativa di cui molto si è parlato sui media veneti visto il suo contenuto tanto preoccupante quanto allarmante. Nel 2025 la Procura di Vicenza per il tramite di una nota stampa diramata dal Comando provinciale dei carabinieri di Vicenza ha reso nota la l'esistenza di un fascicolo penale, proprio relativamente ai fatti da noi denunciati, a carico di una dozzina di indagati legati al management della Spv. Tale fascicolo sarebbe giunto alla fase dell'avviso di conclusione delle indagini a carico degli indagati stessi.

 Orbene, nonostante tutto però la nostra associazione, che nell'ambito di quelle denunce si era immediatamente costituita parte offesa, non è mai stata raggiunta da una formale comunicazione in tal senso, come non ci è stato concesso di accedere al fascicolo, cosa che è prevista dalle disposizioni del codice di procedura penale. 

Ancor più grave è il fatto che a fronte di una denuncia specifica relativa ad eventuali connessioni in termini di contaminazione tra i cantieri della Spv e la gestione dell'inquinamento di una ex cava ubicata proprio a ridosso degli stessi cantieri, il fascicolo relativo a quella denuncia, datata ottobre 2021, sia stato aperto solo nel 2025: con il risultato di un possibile aggravamento del reato.