venerdì 5 luglio 2019

SEQUESTRATI I 7 KM DELLA GALLERIA SPV MALO-CASTELGOMBERTO

Dopo le numerose segnalazioni e gli esposti che abbiamo portato avanti si arriva a questo punto, finalmente ci viene da dire: il sequestro dei 7 kilometri della galleria Malo-Castelgomberto della Pedemontana Veneta. La notizia è deflagrata nel pomeriggio del 4 luglio con una nota ipocrita della Regione Veneto, sul sequestro della PedemontanaVeneto nel tratto di 7 km della Galleria di Malo-Castelgomberto per l'impiego di Cls depotenziato, avvento al mattino alle 8.
Ciò che risalta è il commento della struttura regionale, probabilmente i pellegrini non hanno neanche il coraggio di firmare quello che scrivono. In esso si assicura che tutto andrà avanti e l'opera finirà secondo il programma. E il resto dei calcestruzzi sono veramente a posto? Non è compito del responsabile del procedimento verificare che il giochetto che ha portato al sequestro di 7 km di Pedemontana Veneta non sia stato fatto da qualche altre parte?


Questo elemento di novità ripreso rapidamente dalle testate online venete come Altovicentinonline, VVox e in particolare dal Gazzettino, non può passare inosservato, e neppure essere minimizzato da certi funzionari. La procedura di verifica e controllo del cls in Pedemontana Veneta ora va estesa, in primo luogo alla galleria di Trissino e poi a tutto il resto dell'opera.
Rimangono ancora numerose questioni ambientali aperte sulla gestione del progetto esecutivo, e ribadiamo che sono ancora aperti i nodi del finanziamento delle opere complementari. A questo punto vale la pena di riconsiderare il lotto della galleria e giungere alla sua revisione, ipotizzando il suo abbandono, reimpiegando i suoi fondi per la viabilità comple
mentare nel resto dell'opera.

Il Corriere del Veneto del 5 luglio 2019 a p. 1 e 5, riporta che gli indagati sono tutti ai vertici della SIS. Viene contestata la frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Veneto a quattro persone legate alla direzione lavori: i nomi sono quelli del geom. Luigi Cordaro messinese capo cantiere del tunnel, l'ing. Adriano Turso tarantino, Direttore dei Lavori della Pedemontana Veneta, il geom. Giovanni D’Agostino salernitano, responsabile tecnico di SIS, amministratore della SPV spa e braccio operativo dei Dogliani, infine l'ing Fabrizio Saretta Direttore di Cantiere presso Consorzio S.I.S, originario di Bologna. 
 
La Nuova Venezia a p. 11 riprende le dichiarazioni di Massimo Follesa, portavoce del CoVePA uno dei comitati popolari, che chiede di allargare le verifiche anche alla galleria di Sant’Urbano a Trissino già realizzata, a pochi chilometri dalla Miteni. Infatti vanno completate le verifiche sui calcestruzzi e sui ferri di tutti i manufatti finora costruiti nella SPV. Va cominciata una verifica radicale dei manufatti prodotti per gli impalcati, per le paratie ei diaframmi delle trincee, dei ponti comprese le gallerie artificiali soprattutto quelle del tratto appena inaugurato. Va messo il naso delle centrali di betonaggio e di prefabbricazione a partire da quella di Mason Vicentino che targata SIS. Non vorremmo che dietro al contraente generale nonché concessionario si nascondesse una lobby del calcestruzzo con tanto di creste.

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