martedì 6 gennaio 2026

SPV: Regione Veneto avvia la Variante allo SIA dopo 20 anni senza rendere pubblici i contenuti. CoVePA: “Una grave opacità che ricorda l’inizio del caso PFAS Miteni. Pretendiamo trasparenza immediata”.

Il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa (CoVePA) denuncia con forza la totale mancanza di trasparenza con cui la Regione Veneto ha avviato la procedura di riesame e variante allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), uno studio originario risalente a oltre vent’anni fa, oggi superato e inadeguato rispetto alle nuove criticità ambientali emerse. Le osservazioni a cui abbiamo contribuito insieme ad altri gruppi, studiosi e comitati, si sono concluse in fretta e furia il 19 novembre 2025. Ma a una attenta analisi mancano documenti importanti, in questa data non casualmente vogliamo l’epifania dei PFBA perché non cada il velo di silenzio che qualcuno vorrebbe prospettare immaginando per prima una archiviazione dei documenti.

L’Avviso al Pubblico pubblicato dalla Regione – documento ufficiale allegato https://drive.google.com/file/d/1hGhjpAzYKadiOCNrq1lHPlUYF5KNI6nN/view?usp=sharing – conferma che il 29 dicembre 2023 la stessa Regione ha segnalato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) la presenza di concentrazioni “inedite” e “significative” d i PFBA nelle acque di drenaggio delle gallerie naturali di Malo e Sant’Urbano, e nelle matrici ambientali collegate. Seguendo a ruota quelli del covepa del 2021 e dello stesso dicembre 2023. Nonostante ciò, nessuna documentazione tecnica è stata resa disponibile al pubblico, né sono stati pubblicati gli atti che hanno portato alla decisione di avviare la Variante allo SIA di SPV del 2005.

Una modalità che ripropone, in modo inquietante, gli stessi comportamenti istituzionali già visti all’inizio della vicenda PFAS-Miteni, quando informazioni cruciali per la salute pubblica furono trattenute, minimizzate o diffuse con ritardi ingiustificabili.

CoVePA: “Vogliamo sapere cosa sta accadendo sotto i nostri piedi e nelle nostre falde”

Alla luce dei documenti ufficiali, CoVePA ha presentato una istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) e di accesso alle informazioni ambientali ai sensi della Direttiva 2003/4/CE e del D.Lgs. 195/2005, chiedendo la consegna immediata di tutti gli atti necessari a comprendere la reale portata dell’inquinamento da PFBA e le misure adottate per proteggere: la salute dei cittadini, gli acquedotti e le falde, i corpi idrici superficiali e sotterranei.