domenica 18 agosto 2019
sabato 17 agosto 2019
VIDEO REPORTAGE DEL CROLLO DEL PONTE CANALE A TREVIGNANO (TV)
Ecco il video-reportage realizzato sul posto del crollo del ponte-canale nel
trevigiano, è esattamente situato tra il confine di Montebelluna e
Trevignano, al km. 73+200 della progressiva dell'opera partendo da Montecchio Maggiore Vicenza.
In allegato forniamo ulteriore documentazione fotografica e le tavole della zona: https://drive.google.com/open?id=17TdI23LWDuQjDQAUicHqhL9GF5XHmQjF.
In allegato forniamo ulteriore documentazione fotografica e le tavole della zona: https://drive.google.com/open?id=17TdI23LWDuQjDQAUicHqhL9GF5XHmQjF.
Nella notte tra il 15 e 16 agosto c.a., in seguito alla
pioggia infiltrata nel terreno, al confine tra Montebelluna e
Trevignano, è crollato il ponte-canale che attraversa la Pedemontana Veneta sul quale scorreva una roggia importante per l'irrigazione agricola e lo scolo delle acque piovane. si tratta di una rete fondamentale nella distribuzione delle acque derivate dagli eventi atmosferici e per impedire gli allagamenti di aree limitate e pericolose per i centri urbani sparsi, così numerosi nella pianura settentrionale veneta.
PEDEMONTANA VENETA TREVIGNANO(TV) TEMPORALE TRA IL 15 E IL 16 AGOSTO E CROLLO DI UN PONTE CANALE NELLA TRINCEA
Nella
notte tra il 15 e il 16 agosto, lungo il tracciato della Pedemontana
Veneta, nel
comune di Trevignano (TV), un rovescio ha provocato il crollo del
ponte canale che attraversa la trincea tra
Case Pellizzari e
Caberlotto(https://goo.gl/maps/tXZ3bmTqToLhEkSJ6), al kilometro 73.200 dell'opera, proprio al confine tra Trevignano e Montebelluna.
Se qualcuno pensava che i crolli della SPV fossero una esclusiva del vicentino e della Galleria Malo-Castelgomberto si sbagliava e di molto. È sufficiente guardare le foto in allegato che ci hanno inviato da Treviso per comprendere la gravità dell’evento, soprattutto se si pensa al fatto che vi potevano essere dei mezzi circolanti e se la pedemontana fosse stata in funzione poteva essere un disastro con un numero considerevole di vittime!
Se qualcuno pensava che i crolli della SPV fossero una esclusiva del vicentino e della Galleria Malo-Castelgomberto si sbagliava e di molto. È sufficiente guardare le foto in allegato che ci hanno inviato da Treviso per comprendere la gravità dell’evento, soprattutto se si pensa al fatto che vi potevano essere dei mezzi circolanti e se la pedemontana fosse stata in funzione poteva essere un disastro con un numero considerevole di vittime!
È
bastata la pioggia della notte di ferragosto, non particolarmente
violenta, rispetto alle medie di questi ultimi periodi, per far
crollare la
parte appoggiata al bordo della trincea nord di
un ponte canale con tutto
il
primo tratto della
sua trave prefabbricata. Questo
ha
causato
una serie di
smottamenti ben
visibili, su
un fronte di circa 1000 metri lungo la sponda della trincea, con
conseguente allagamento del fondo. Un
evento simile, ma di minore portata, lo avevamo registrato anche nel
canale
di deviazione che la SIS aveva realizzato per il torrente Chiavone
a Breganze(VI),
dove l’acqua aveva scalzato il fondo di massi e cemento scavando
sotto agli argini.
martedì 30 luglio 2019
TECNICO DELLA SIS ED ESPONENTE DEL PD BASSANESE ATTACCA IL COVEPA E UN SUO PORTAVOCE PER LA SERATA DEL 31 LUGLIOA BASSANO
Mercoledì
31 luglio 2019 alle ore 20,30 presso la Sala Tolio in via Da Ponte,
37
a Bassano del Grappa, il CoVePA ha organizzato insieme con
FridayForFuture di Bassano d.G. un
incontro pubblico dal
tittolo “CITTA’, CAMPAGNA,
SPRAWL”. Lo avevamo
immaginato come una sorta di autoformazione per
chi volesse approfondire i meccanismi del territorio e della sua
pianificazione. Parleremo
della Pedemontana Veneta solo marginalmente, come pretesto per
allargare il pensiero e il ragionamento su un cambio possibile nel
agire sui nostri territori, per
impostare un meccanismo diverso di organizzazione della
presenza umana.
Mai
avremmo pensato che questo attirasse le ire di un tale di Bassano del
Grappa che si è spinto ad inoltrare un
messaggio piuttosto pesante ai ragazzi di FFF,
che hanno organizzato la serata con noi. Il messaggio ci va giù
pesante nei nostri confronti e di quelli del nostro portavoce
l’architetto Massimo Follesa, che dialogherà insieme al relatore
della serata
l’architetto Robert Maddalena.
«Certo
che se il
geometra della
SIS
Claudio
Gasparotto
posa
i ferri e i
tiranti
nel tunnel come scrive in italiano, stiamo freschi, ci da ragione con
le sue stesse parole,
ma
quel che è peggio è che neanche
una cuccia per cani è
degno
di
costruire», ha dichiarato Follesa
dopo uno scambio con FFF Bassano. Si perché Gasparotto non è un
cittadino qualsiasi
è un dipendente della SIS dal 2012 del cantiere
della Pedeveneta, con trascorsi in Pedelombarda e nelle CoopRosse.
Un bel esponente
inoltre
del Partito Democratico bassanese, a cui non difettano le genialate
per fallire la conquista dei governi locali. E
se
qualcuno si domandasse come hanno fatto a perdere Bassano, Gasparotto
è una delle
risposte.
«Sembra
mandato a curare l’orticello, ma
lo fa male per giunta, se
qualcuno aveva dei dubbi su come si può occupare un partito o come si potrebbe occupare un territorio, eccovi
la conferma»
ha rincarato il nostro portavoce.
Nel
messaggio Gasparotto, ci va giù pesante, al limite della
diffamazione per
Follesa
e per il
CoVePA,
che sono definiti, il primo “un
estremista no pedemontana”,
mentre la seconda come associazione che lancia “offese
false”, “propaga odio”, “lancia accuse false infondate
sui media senza prove”
e sul fatto “si
usano materiali scadenti e che - quelli
che lavorano in SPV ndr
-
siamo criminali”.
CITTA', CAMPAGNA, SPRAWL. INCONTRO PUBBLICO A BASSANO DEL GRAPPA
Come funziona il territorio della Pedeveneta? Quanto dipende da noi? Quanto da agenti esterni ? Perché siamo giunti a questa situazione apparentemente senza via d’uscita? Lo abbiamo sempre abitato in questo modo o vi sono modalità diverse per insediarsi e viverlo? Le parole che usiamo per descriverlo sono corrette? Oppure esse stesse ci nascondono la realtà “oggettiva”?
Ne discuteremo il mercoledì 31 luglio 2019 alle ore 20.30 in sala Tolio in via Jacopo da Ponte a Bassano del Grappa assieme all'architetto Robert Maddalena e all'architetto Massimo M. Follesa nostro portavoce.
Cercando di comprendere i meccanismi di un territorio tra i tre sistemi con cui gli uomini se lo contendo: la città, la campagna e lo sprawl.
Vorremmo che ci fosse un confronto immaginando questo evento come autoformazione e proposte concrete di analisi alternative del territorio della Pedemontana Veneta come luogo geografico.
Ci sarà modo anche per un breve aggiornamento sullo stato dell'infrastruttura
venerdì 26 luglio 2019
TAR LAZIO RESPINGE IL RICORSO CONTRO LA VARIANTE DELLA SPV PER LA GALLERIA MALO-CASTELGOMBERTO
La sentenza del TAR Lazio N. 10035/2019 REG.PROV.COLL. N. 15464/2018 REG.RIC. sull’avanzamento dei lavori per la galleria Malo-Castelgomberto
della Pedemontana Veneta dal tunnel di sicurezza della Località di
Vallugana a Malo, è stata resa nota oggi a seguito del ricorso
presentato dal CoVePA e da 40 cittadini di Malo.
Il
collegio presieduto dalla Giudice Elena Stanizzi ha respinto il
ricorso contro il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare, la Commissione Tecnica via-vas, la Regione del
Veneto, il Consorzio Stabile SIS scpa, e la Superstrada Pedemontana
Veneta spa che chiedeva l’annullamento della variante al progetto
esecutivo per eseguire i lavori principali dal tunnel secondario,
fatto che alterava le stesse prescrizioni del Ministero contenute
nella Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera confermate fino
al maggio 2018.
A
noi risulta che il collegio giudicante abbia ripreso in toto le
motivazioni
dei resistenti facendo
decadere il nostro ricorso poiché non avremmo
impugnato la variante approvata col decreto regionale
n.35 del 14 dicembre 2018 affermazione malandrina. E’ del tutto
evidente che stiamo attentamente valutando la sentenza, riscontrando
quanto essa sostiene e alcune falle che ci consentono di pensare al
ricorso presso il Consiglio di Stato. A questo proposito ci pare
naturale ricordare l’esisto sulla recente sentenza che ha azzerato
la Valdastico Nord.
CENSURATO L'UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE VENETO DALL'ORDINE DEI GIORNALISTI
L'Ordine dei Giornalisti del Lazio ha comminato una censura all'Ufficio Stampa della Regione Veneto. Ha agito in seguito alla nostra segnalazione contro il suo responsabile in vero, infatti il Dott. Carlo Parmeggiani è colui che ha ricevuto il provvedimento in virtù del fatto che egli è ivi iscritto e in virtù della mancata rettifica per il comunicato che ci attribuiva dichiarazioni false relative al fatto che noi avremmo tifato per Salini-Impregilo nel ricorso contro il Terzo Atto Convenzionale della Pedemontana Veneta.
La censura è stata pronunciata l'8 luglio scorso per le violazioni di legge riscontrate dal collegio di disciplina. Non è poca cosa infatti, poiché riguardano violazione della legge n. 69 del 3 febbraio 1963 sull'ordinamento della professione di giornalista. In particolare vengono imputate le violazioni dell'articolo 2 comma 1 che prevede l'obbligo inderogabile di riportare la verità sostanziale dei fatti e di rettificarli quando questi siano stati riferiti in modo inesatto ed errato. Viene inoltre rilevata la violazione dell'articolo 9 comma a del Testo Unico dei doveri del giornalista, che impone la rettifica di fatti non veritieri con l'adeguati rilievo, come pure si segnala la ulteriore violazione del comma d in merito al dovere di verificare l'attendibilità delle informazioni ottenute.
Il Primo Collegio del Consiglio territoriale di disciplina dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio ritenuta grave la violazione delle norme di legge sulla professione gionalistica ha censurato Carlo Parmeggiani nella sua qualità di responsabile, ma con lui tutta l'attività dell'Agenzia di Stampa della Regione Veneto, che nei casi di abusi o mancanze di grave entità,
consiste nel biasimo formale per la trasgressione accertata.
DISSEQUESTRATA LA PEDEMONTANA VENETA
Dissequestrati
7km della Pedemontana Veneta dal Giudice Lanzi, attendiamo le
motivazioni, non ne avevamo dubbio che potesse accadere. Attendiamo
il prossimo morto o crollo per vedere lo stop definitivo! Alleghiamo
il comunicato della Regione Veneto e il Provvedimento del Giudice che
potrà spiegarsi nei prossimi giorni. Sarà nostra cura leggere le
motivazioni che potrebbero contenere le prescrizioni del caso. Solo
allora capiremmo che piega ha preso il giudizio. Noi visto chi era
presenta al dibattimento abbiamo deciso di valutsre l'opportunità di
costituirci quale parte civile.Questo può avvenire i virtù del
nostro statuto e dopo una attenta ricognizione delle carte.
Vale
la pena di sottolineare che un sequestro avviene per la tutela delle
prove, per impedire che queste siano alterate o che chi è indagato
continui a perpetrare il reato per cui sono state avviate le
indagini. La terribile evinienza che il lavori in Vallugana, al
famigerato cantiere del terzo accesso alla galleria di
Malo-Castelgomberto di SPV, possano ricominciare con 4-6 mine al
giorno è un fatto concreto. La
Regione Veneto ne da annuncio in comunicato prudente dopo le
ripetute cantonate degli scaramacai, che redigono le comunicazioni
sulla Pedemontana Veneta. Questo proprio perchè l'inchiesta sembra
avere elementi su cui si basa più solidi di quanto è emerso finora,
secondo il giudizio di chi sa leggere quegli atti. Insecondo luogo il
Giudice Lanzi Lanzi ha un brutto precedente nel recente procedimento
in corso contro Zonin per il crack di popolare di Vicenza, dal cui
collegio giudicante ha dovuto allontanarsi per incompatibilità.
Crediamo non sia l'unica incompatibilità secondo quanto emerge da
una approfondita ricerca che ovviamente è da verificare.
Francamente
ci rifiutiamo di credere che la cosiddetta Giustizia non esista e che
tutto il potere si coaguli lì dove girano immensi capitali. Ci
rifiutiamo di credere che lasciare questo paese sia l'unica opzione
per fare fronte a certe miserabili modi di gestire il nostro paese.
Non vogliamo lasciare che i Dogliani, gli Zaia, e i Corsini e tutti i
loro tira piedi vincano, per questo è dura. La Pedemontana
Veneta può sopravvivere a se stessa se solo sarà trapiantata nella
CAV in modo che gli utili di quest'ultima coprano i buchi che i
regali alla SIS produrranno nel bilancio regionale. A poco serve
ammirarci per la nostra determinazione e perseveranza... unitevi a
noi la dove vi trovate perchè è dura e nulla è ancora cambiato!
AVANTI PIANO QUASI FERMI SUL CASELLO A4, LA CONNESSIONE CON PEDEMONTANA VENETA E TAV
![]() |
| www.ildomaniditalia.eu |
In pratica non c'è ancora nulla di concreto per consentire alla Pedemontana Veneta di entrare in A4, ma soprattutto il contrario. Sarebbe come dire che l'infarto del progetto più grande d'Italia è un dato certificato dal CIPE. Non riusciremo a uscire dalla Pedemontana Veneta e non riusciremo ad entrarci dalla A4, con buona pace dei conti e dei flussi economici. Ma quello che è peggio è che la risposta alle problematiche sui limiti allo sviluppo del Veneto sia ancora quello di costruire nuove strade e non una seria riflessione sui ruoli della città, della campagna e delle aree contaminate dallo Sprawl.
insomma i Road Gangster si muovono come negli anni 50 immaginando un grande paese, neanche fossimo gli StatiUniti del dopo guerra.
giovedì 18 luglio 2019
DIMISSIONI PER CORSINI! ZAIA FA PRESTO A DIRE CONTROLLI, CHI CONTROLLA CORSINI AUTORITA' DI VIGILANZA SULLA PEDEMONTANA VENETA?
Lo avevamo già segnalato che l'Avvocato Corsini non è imparziale nel ruolo che copre di Autorità Vigilante e Commissario della Pedemontana Veneta. Avevamo già segnalato che durante la festa di Santa Barbara del 2017, cara ai minatori, quelli che non si fidavano di quello che faceva la SIS nel tunnel di Malo-Castelgomberto, si era messo la maglia della squadra che dovrebbe controllare. Neanche nelle vituperate partite della Rubentus ai tempi del buon Moggi, gli arbitri entravano in campo con la maglia dei Gobbi. Si vede che i salernitano-piemontesi hanno aggiornato, alzando l'asticella, il metodo di Lucianone.
Questo video girato il 4 dicembre 2017, dentro alla Galleria di Ca' Fusa, nel tratto di SPV tra Breganze e la A31, celebrava la conquista dei famosi bond, il cui garante finale siamo, cioè la Regione Veneto. Certo sono passati 18 mesi ma quel fatto rende impossibile da digerire le parole di Zaia pronunciate in Consiglio Regionale sul sequestro della galleria. Più che altro sembravano l'ennesima supercazzola pedemontano-veneta per lodare se stesso e il suo buon governo con gli organi dello stato. Tra quelli citava proprio il viceavvocato dello stato Corsini, uno che alla luce del video facciamo fatica a credere che lavori per il miglior esisto dell'inchiesta interna che Zaia vorrebbe avviare. Questo video la dice lunga da che parti stia quel personaggio, c'è da chiedersi se giochi nella squadra dei D'Agostino, dei Turso, dei Saretta e dei Cordaro gli indagati di SIS?
sabato 13 luglio 2019
L'INFERNO PER ORA NON C'E' PIU' IN VALLUGANA. Comitato Vallugana di Malo – Comunicato n°2
![]() |
| taepile.blogspot.com |
Nella quiete ritrovata della Vallugana le nostre case non tremano più, le nostre famiglie tornano a riposare e nessuno tossisce a causa delle polveri. Non c’è più il rumore delle ventole come sotto fondo o dei cingoli della ruspa che fino alle 22 non smetteva di lavorare, non ci sono più i valori di PM10 e PM2.5 che ci impedivano di aprire le finestre la sera. L’inferno, per ora, non c’è più: il cantiere è stato sequestrato. In questi anni in cui la comunità di Vallugana è stata violata da perfetti sconosciuti e abbandonata da coloro che avevano promesso di proteggerla, abbiamo imparato quanto l’unione faccia la forza. In questi anni non abbiamo mai smesso di difendere la valle che tutti amano e conoscono per la sua tranquillità e purezza, non abbiamo mai perso la speranza che un giorno giustizia venisse fatta. Il Comitato Vallugana di Malo ritiene che ciò che emerge dalle intercettazioni sia a dir poco agghiacciante: operai spaventati dai continui crolli della volta della galleria e dalle infiltrazioni di acqua durante le piogge che “entrava da tutte le parti”, utilizzo di materiali non conformi... noi del Comitato esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quegli operai che erano costretti a lavorare in condizione cosi precarie e al tempo stesso non siamo affatto sorpresi di tutto ciò, in quanto è perfettamente in linea con quello che abbiamo subito e denunciato per quasi due anni.
NOTIFICA E DIFFIDA A LUCA ZAIA IN RELAZIONE AL SEQUESTRO DEI 7 KM DI PEDEMONTANA VENETA
Abbiamo
inviato notifica
e diffida a Luca Zaia in relazione al sequestro dei 7 km della
Pedemontana Veneta. Si
tratta della Galleria tra Malo e Castelgomberto al centro delle
attenzioni della magistratura come è emerso nei giorni scorsi. Tutto
è stato inviato tramite fax al
Responsabile
dell’Ufficio
di Presidenza Alberto
Piz, al
Direttore
dell’Ufficio
di Presidenza Fabio
Gazzabin e
alla Segreteria
Generale della Programmazione
diretta dalla Dott. Ilaria Bramezza
Le registrazioni hanno dimostrato che
atteggiamenti volti alla costruzione dell’opera senza il rispetto
delle norme, dei capitolati e del contratto di concessione,
perduravano dalla morte dell’operaio schiacciato nella parte
iniziale del tunnel a San Tomio, avvenuta nell’aprile del 2016.
Abbiamo intimato a Luca Zaia di costituirsi parte offesa nel
proseguimento di questo procedimento, perché solo così saranno
sincere le sue dichiarazioni, già troppe volte abbiamo sentito dire
che l’ente che lui guida è parte offesa ma alle chiacchiere non
sono seguiti i fatti.
Il presidente della giunta regionale
deve tenere bene a mente che la Regione Veneto è coinvolta nei fatti
che il pubblico ministero Carunchio addebita a quattro dirigenti
tecnici della SIS concessionaria della Superstrada Pedemontana
Veneta. In particolare vi sono il Direttore dei Lavori ing. Adriano
Turso e il capo della SPV spa e direttore tecnico della SIS geom.
Salvatore D’Agostino oltre al capo cantiere geom. Luigi Cordaro e
il direttore dei lavori ing. Fabrizio Saretta del tratto sequestrato.
giovedì 11 luglio 2019
IN PEDEVENTA IL PANE E' LIEVITATO, VUOI UN PEZZO DI SFILATINO LUCA?
Rotto il silenzio dei prosecchi, siamo arrivati al lievitare del pane: ha parlato, ha parlato, ha parlato e ha sparato una cazzata! Oggi 11 luglio 3019 sul GdiVi a pagina 7 con prosecco in mano Zaia dopo 7 giorni commenta il sequestro dei 7 km della Pedemontana Veneta. Ci accusa di essere quelli che provano a far lievitare il pane, ormai siamo pronti ma metterlo nel forno. Inoltre si lamenta della posizione di parte lesa che la Regione Veneto ha in questo momento, ma mettercela è stato lui con un terzo atto che ha dimenticato di farsi garantire in cantiere da un direttore dei lavori rispettoso delle norme e dei criteri di incarico regionali e nazionali
«Siamo
assolutamente al fianco della magistratura», ma non può essere una
vicenda giudiziaria, come quella legata al sequestro della galleria
di Malo che ne coinvolge solo una parte, a fermare il cantiere di
un’intera opera importante come la Pedemontana Veneta. È questo il
messaggio che il governatore Luca Zaia ha lanciato ieri sulla grande
superstrada in costruzione da Montecchio a Spresiano (rispondendo ai
giornalisti a margine dell’evento sul Prosecco). «Siamo
assolutamente a piena disposizione dei magistrati, perché pensiamo
che la chiarezza fa bene a tutti. E se c’è qualcosa da chiarire,
va chiarito, senza dubbio. Ciò non toglie che quanto non ricade
sotto l’indagine degli inquirenti si debba fermare nel frattempo in
attesa che sia stata fatta piena luce sulla questione. E mi spiace
quindi assistere ai soliti che, anche in questo caso, cercano di far
“lievitare il pane”…». Zaia ha risposto anche alle altre
critiche sulla Pedemontana giunte al suo indirizzo. «Chi è
all’opposizione ha diritto di chiedere tutto quello che vuole. Ma ricordiamo che, se
fosse accaduto qualcosa, la Regione si troverebbe nella posizione di
parte lesa. Prima di costituirsi in giudizio, però, serve un
provvedimento».
mercoledì 10 luglio 2019
NEMICI DEL POPOLO IN PEDEMONTANA VENETA. INDEBITE PRESSIONI SULL'INCHIESTA IN CORSO CON IL RICATTO OCCUPAZIONALE.
![]() |
| Arianna Editrice |
Non
possiamo esimerci dal commentare la recente posizione assunta dalle
sigle sindacali Fillea, Filca e Feneal apparsa
oggi sui quotidiani
in merito alla richiesta di cassa integrazione dopo il blocco dei
lavori al cantiere del tunnel Spv di Malo-Castelgomberto. I
giornali riportano una presa di posizione tardiva e come sempre a
babbo morto. Oltre tutto si diffondono anche notizie non vere come
fanno A. Al. e M.Za. sul Corveneto di oggi in pagina 3, i quali
scrivono
che gli operai Sis hanno ottenuto la cassa integrazione. Non è
vero... crediamo vada rettificata. Questa
degli
edili appare essere come una indebita pressione sugli inquirenti
nell'ambito dell'inchiesta sulla Galleria Malo-Castelgomberto, usando
e sfruttando gli operai.
Per
noi resta ferma
la dovuta comprensione per chi lotta per il proprio posto di lavoro,
ma
il
Covepa considera inconcepibile che a causa della condotta scriteriata
di un concessionario come la SIS
che da anni in tema di Spv ne combina di cotte e di crude, qualcuno
pensi di scaricare sull'Inps ovvero sulla collettività, le
aberrazioni del concessionario e
del Terzo Atto della convenzione di Zaia.
martedì 9 luglio 2019
PERCHE' GLI INGEGNERI SI PRESTANO A FARE LA FIGURA DEI MINCHIONI? PER FORTUNA NON TUTTI!
![]() |
| ASD Emissioni Zero |
La storia della galleria è una cosa lunga, e c'è ancora molto da approfondire. Spicca in questa fase una nota che induce al ridere, tanto gli ingegneri ci fanno la figura dei minchioni, ma non proprio tutti per fortuna. Poi viene da riflettere su come intenda la Pellegrina condurre le verifiche in Pedeveneta, se vuole farli come la balla degli aggiornamenti e i crediti formativi dell'ordine degli ingegneri di Verona c'è da incazzarsi di brutto e invocare la giustizia divina tramite quella popolare!
Poi a questi di Verona quel corso in SPV dovrebbe valere -40 crediti altro che +4…
Leggi l'ultima sulla galleria di Malo-Castelgomberto, usata come eccellenza formativa per gli ingegneri veronesi. Tutto è avvenuto solo 15 giorni prima del sequestro, con guest-tutor il buon indagato direttore dei lavori ing. Adriano Turso, a fianco dell'altro guest-star l'ing. Elisabetta Pellegrina da Verona.
«Ecco qui la Pellegrini e il suo ordine»
http://www.vicenzatoday.it/…/sequestro-cantiere-spv-malo-ag…
Poi a questi di Verona quel corso in SPV dovrebbe valere -40 crediti altro che +4…
Leggi l'ultima sulla galleria di Malo-Castelgomberto, usata come eccellenza formativa per gli ingegneri veronesi. Tutto è avvenuto solo 15 giorni prima del sequestro, con guest-tutor il buon indagato direttore dei lavori ing. Adriano Turso, a fianco dell'altro guest-star l'ing. Elisabetta Pellegrina da Verona.
«Ecco qui la Pellegrini e il suo ordine»
http://www.vicenzatoday.it/…/sequestro-cantiere-spv-malo-ag…
lunedì 8 luglio 2019
PEDEMONTANA VENETA, SEQUESTRI E PERQUISIZIONI. ECCO LE INTERCETTAZIONI SHOCK TRA CONTROLLATI E CONTROLLORI. LA FIGURA DEL DIRETTORE DEI LAVORI TURSO
![]() |
| https://drive.google.com/file/d/1_8GZ9LQvlUdAqy9Xn4MGyVkXq0SH-EXG/view?usp=sharing |
In queste ultime ore il caso del sequestro dei sette kilometri più importanti della pedemontana veneta si carica di due nuove puntate, che se vogliamo sono delle repliche già andate in onda ma che i più avevano visto ma non osservato.
Ci ha pensato Marco Milioni per primo richiamando le vicende del 2017 che hanno visto due atti importanti in questa vicenda. In un suo pezzo ha ricordato in primo luogo "il lungo esposto che il primo progettista della Spv, la società di ingegneria Sics, inviò a Zaia nel gennaio del 2017 nel quale senza andare troppo per il sottile si parla di «pratiche del tutto non ortodosse seguite per affidamenti, subaffidamenti non soggetti ad autorizzazione, subappalti ed interessi privati che nulla hanno a che fare con il sano utilizzo delle risorse pubbliche, con evidente e conclamata responsabilità erariale»". Poi all'intervento di VicenzaToday.it è seguito il fondamentale approfondimento di AppaltiLeaks.it noi diamo seguito pubblicando il documento apparso in tutti i quotidiani e gli organi di informazione che hanno parlato delle intercettazioni alla base del sequestro dei 7 KM della Pedevneta.
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