Il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa (CoVePA) denuncia con forza la totale mancanza di trasparenza con cui la Regione Veneto ha avviato la procedura di riesame e variante allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), uno studio originario risalente a oltre vent’anni fa, oggi superato e inadeguato rispetto alle nuove criticità ambientali emerse. Le osservazioni a cui abbiamo contribuito insieme ad altri gruppi, studiosi e comitati, si sono concluse in fretta e furia il 19 novembre 2025. Ma a una attenta analisi mancano documenti importanti, in questa data non casualmente vogliamo l’epifania dei PFBA perché non cada il velo di silenzio che qualcuno vorrebbe prospettare immaginando per prima una archiviazione dei documenti.
L’Avviso
al Pubblico
pubblicato dalla Regione – documento ufficiale allegato https://drive.google.
Una modalità che ripropone, in modo inquietante, gli stessi comportamenti istituzionali già visti all’inizio della vicenda PFAS-Miteni, quando informazioni cruciali per la salute pubblica furono trattenute, minimizzate o diffuse con ritardi ingiustificabili.
CoVePA: “Vogliamo sapere cosa sta accadendo sotto i nostri piedi e nelle nostre falde”
Alla luce dei documenti ufficiali, CoVePA ha presentato una istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) e di accesso alle informazioni ambientali ai sensi della Direttiva 2003/4/CE e del D.Lgs. 195/2005, chiedendo la consegna immediata di tutti gli atti necessari a comprendere la reale portata dell’inquinamento da PFBA e le misure adottate per proteggere: la salute dei cittadini, gli acquedotti e le falde, i corpi idrici superficiali e sotterranei.
In particolare, con una pec rivolta alla Regione Veneto e al Ministero dell’Ambiente, il CoVePA richiede:
1. La segnalazione della Regione Veneto al MASE del 29.12.2023 che ha dato origine alla procedura di riesame per impatti ambientali significativi e imprevisti.
2. La nota MASE prot. 134829 del 19.07.2024 con cui il Ministero ha imposto l’aggiornamento dello SIA.
3. L’aggiornamento integrale dello Studio di Impatto Ambientale trasmesso il 10.07.2025 ad oggi non pubblicato, nonostante sia alla base della nuova procedura.
4. Tutti i verbali della Conferenza di Servizi istruttoria permanente dalla prima seduta del 24.07.2023, alla la tredicesima seduta del 05.09.2025, e tutte le sedute successive fino all’Epifania 2026.
5. Le relazioni tecniche ARPAV del 2021 e 2023 dettagliate e i dati analitici del Concessionario SIS S.c.p.a. sulla contaminazione da PFBA.
6. La documentazione tecnica sulla rete di piezometri aggiuntiva installata per monitorare la falda in prossimità delle gallerie e del tracciato di SPV.
Il CoVePA ha prodotto infine una diffida formale: “Non approvate la Variante allo SIA senza gli atti dovuti”. L’istanza CoVePA costituisce anche formale diffida alla Regione Veneto e al MASE: non è possibile approvare alcuna variante allo SIA 2500 della SPV senza che la documentazione richiesta sia resa pubblica e messa agli atti del procedimento. La mancata pubblicazione degli atti: lede il diritto dei cittadini e delle associazioni a partecipare al procedimento; pregiudica chi ha già presentato osservazioni; viola i principi di trasparenza e partecipazione previsti dalla normativa ambientale europea e italiana.
CoVePA: “La salute non può essere gestita con documenti segreti”
I portavoce Matilde Cortese, Massimo M. Follesa ed Elvio Gatto dichiarano: «Non accetteremo che la Regione Veneto ripeta gli errori commessi nella gestione del disastro PFAS. La presenza di PFBA nelle acque di drenaggio delle gallerie SPV è un fatto grave, documentato e riconosciuto dagli stessi enti pubblici. È inaccettabile che, di fronte a un rischio per la salute e per gli acquedotti, la Regione avvii una Variante allo SIA senza pubblicare gli atti fondamentali. La trasparenza non è un optional: è un obbligo di legge e un dovere verso i cittadini».

Nessun commento:
Posta un commento
TU COMMENTI NOI MODERIAMO