giovedì 20 luglio 2023

SCANDALO SAFOND: PER GIUDICI E REGIONE VENETO NON E' UN DISASTRO AMBIENTALE.

Si tratterebbe solo di un'area inquinata e non di un disastro ambientale come ha scritto oggi 20 luglio2023 il Giornale di _Vicenza a pagina 27. Ricordiamo che l'area a ovest della stazione ferroviaria di Montecchio Precalcino è un sito dove si riciclano da anni le sabbie delle fonderie vicentine. E' al centro di un sistema che consente alla mini Ilva di Vicenza di prosperare. Al di sotto del sito vi è un disastro ambientale per le falde e la linea delle risorgive, dato che in profondità sono stati ritrovati quantità di metalli pesanti fuori controllo. Va aggiunto che in quest'area si addensano una serie di ex cave come lo stesso sito in questione dove si riciclano materiali per l'impiego in infrastrutture. Nota è la vicenda del sito satellite a est della medesima ferrovia dove si producono premiscelati cementizi, anch'esso risultato pesantemente inquinato in un documento di autodenuncia presentato alla Regione nel 2018.

GHIACCOLO AL TAMARINDO

La cronaca di Malo sul Giornale di Vicenza del 20 luglio 2023 a pagina 25 non ci dice se l'inviato stesse assaporando un ghiacciolo al tamarindo. A noi però, piace pensarlo intento a cercarlo. Alla fine riesce a scovarlo ed è così preso dall'assaporalo, per lenire l'arsura della Vallugana, che nel suo articolo omette ogni dettaglio sulla vera compensazione di SIS scpa per il cantiere del tunnel della Pedemontana Veneta a Vallugana, per i residenti, per il Comune di Malo e per chi vuole specualre. 

La questione gli rovinerebbe il colore, perchè spunterebbero due altarini: il primo riguarda come si costruisce il consumo di suolo e la trasformazione di un'area vincolata, che fa gola agli appetiti speculativi; il secondo altarino è quello di come si ottiene il consenso solleticando chi solo 17 anni fa aveva chiesto e ottenuto la tutela della Vallugna dalle bestialità della Pedemontna Veneta.  Il cronista tesse così una storiella da ghiacciolo al tamarindo al bar dell'oratorio, ma lo sa dove potrebbe finirgli il tamarindo vero?

martedì 18 luglio 2023

FARE IMPRESA E FARE AFFARI SONO DUE COSE DIVERSE: UNA RISPOSTA A BORDIGNON DI CONFINDUSTRIA BASSANO.

Di recente la stampa locale [1] ha dato molto spazio ad un intervento dei vertici della Confindustria vicentina. Un intervento in cui Alessandro Bordignon, presidente del raggruppamento bassenese di Confindustria Vicenza appunto, ha espresso le sue rimostranze per come alcuni progetti di cementificazione spinta della città del ponte, piano San Lazzaro in primis, siano stati osteggiati da una parte rilevante della società civile per poi arenarsi definitivamente. Quando arriva a dichiarare che «...un progetto eccezionale che si prendeva cura dell’ambiente, oltre che dell’occupazione, è stato bloccato grazie al tradizionale contributo distruttivo dei comitati “no-tutto” e alla burocrazia che intasa questo Paese...», omette che a San Lazzaro eravamo difronte a una violazione della legge bella e buona. Spero che Bordignon non voglia veramente lo stravolgimento della norma con cui ogni giorno imprenditori responsabili affrontano le pratiche di sportello unico, le quali servono a sviluppare le aziende e non ad attuare operazioni speculative, sotto l’egida di un fallimento gestito a Vicenza. Bordignon omette che “quelli delle hub intermodali”, mal consigliati, avevano avviato «...tre istanze che si legano tra di loro e sono svianti della procedura prevista straordinaria dello strumento della legge 55/2012...», secondo le parole dell’architetto Fiore [2].

Bordignon, c'era da aspettarselo [3] è stato duramente criticato per la sua uscita: anzitutto perché si è arrogato, in modo tanto saccente quanto goffo, il diritto di imporre ad un intero comprensorio una sua visione. Che viene ammantata di modernità e di ecologismo quando invece si tratta di becera speculazione in pieno stile anni '80.

martedì 27 giugno 2023

SILENZI E DIMENTICANZE TRA DIGHE E SUPERSTRADE

Ci sono un paio di fatti recenti che debbono farci riflettere sul futuro delle grandi opere pubbliche nel Nordest. In primis c'è stato un recentissimo pronunciamento della Corte dei conti che ha espresso un giudizio sprezzante sul futuro della Superstrada pedemontana veneta: in primis sul riflesso che quest'ultima avrà sulle casse della Regione Veneto. E ancora, di recente si sono moltiplicate le polemiche per quanto riguarda un'altra opera pensata per chissà quali effetti benefici sul territorio, in questo caso si parla di mitigazione e regolazione del regime idraulico: il caso specifico è quello della diga sul torrente Vanoi, opera che veine realizzata in gran parte in terra trentina ma il cui progetto viene de facto deciso dalla Regione Veneto e dal Consorzio Brenta.

Ebbene, in entrambi i casi la politica del Nordest, tranne alcune eccezioni è rimasta in silenzio.

martedì 20 giugno 2023

NELLA SPV, PER LA CORTE DEI CONTI, NESSUNA DELLE CRITICITA' SOLLEVATE RISULTA SUPERATA DEFINITIVAMENTE

Con la delibera 178/2023 la Corte dei Conti del Veneto dell’ 8 giugno scorso, in 10 punti torna a sottolineare il grave stato di crisi riguardante la situazione della SPV, capace di riverberarsi in modo catastrofico sulla Regione Veneto e sui suoi conti e sul suo bilancio. I Giudici della Corte nella Relazione allegata alla Delibera n. 178/2023/GEST hanno scritto valutszioni assai gravi. Sebbene i loro scritti mantengano forme istituzionali, ma nella Relazione della Corte si comprende la sentita preoccupazione di chi capisce di bilanci, e l’allarme per questo fuoco che cova sotto la cenere.

La Corte afferma con chiarezza che nessuna criticità sollevata con il referto 2020, risulta definitivamente superata”. Si viene così a determinare un imbarazzante caso per cui l’amministrazione della Regione Veneto e la guida politica nei vari mandati svolti dal Presidente Luca Zaia non ha mai risolto le ripetute questioni poste nel 2015, nel 2016, nel 2018 e nel 2020. Ma soprattutto in questo momento non è applicato il Terzo Atto Convenzionale che prevede penali per 25 mila euro per ogni mese di ritardo dall’apertuta, prevista nel settembre 2020. Zaia omette di richiedere e di riscuotere quasi un milione di euro alla società concessionaria SIS e ai Dogliani che la guidano con la loro INC spa, della quale varrebbe la pena di approfondire la storia prossimamente. 

In primo luogo i tempi di realizzazione dell’opera sono continuamente spostati. Dall’annunciata fine di settembre 2020 fatta con la terza convenzione di Zaia, ora si vocifera che forse si avrà l’opera completata per novembre 2023. In secondo luogo del Terzo Atto Convenzionale viene fornito un saldo positivo che non tiene conto dei contributi dello Stato, per la Corte sostiene che tra 39 anni vi sarà una perdita di 479 mln di €. In riguardo a ciò manca l’anno in cui i pedaggi saranno in grado di pareggiare il costo del canone di disponibilità: non c’è il Break Event Point. Viene trascurata l’incoerente apertura delle connessioni autostradali con A27, A31 e A4, che dannenggia la viabilità e l’equilibrio dei ricavi. Le perdite già stimate si attestano al 13%. Lo scenario da infarto è il blocco delle cosiddette opere complementari. Mancano così i collegamenti alla rete della viabilità veneta sia libera che a pedaggio. Fallisce anche la cosiddetta condizione migliorativa della viabilità a nord di Treviso e Vicenza. Questo consolida la mancata validità dello studio del piano del traffico del 2017, che viene usato come un alibi. Da anni ormai non si riesce a realizzare la modifica del limite di velocità della SPV da 110 a 130 km/h. La corte ha sottolineato che il consessionario è l’agente della riscossione dei pedaggi, secondo la delega affidatagli dalla Regione Veneto. Fino ad ora SIS non ha ottemperato a tutti gli obblighi contabili nel suo ruolo pubblico, con il deposito di tutti gli atti dovuti e i giudici lamentano che non si sia provveduto a sollecitare gli interessati. Infine la Corte aveva sottolineato che SIS deve restituire i 20.4 mln di€ di IVA che ha indebitamente ricevuto dall’amministrazione regionale.

domenica 30 aprile 2023

SILOS E AISCAT SMASCHERANO LE STORIELLE DI ZAIA SULLO STATO DI SPV

Con un video terribile nei suoi profili ufficiali, Zaia torna a raccontare la sua versione sulla Pedemontana Veneta che fa seguito alle sue dichiarazioni all'apertura della barriera sull'A27. Le imprecisioni e le falsità non si contano, tanto nessun giornalista è disposto a contestarle figuriamoci le opposizioni e i sindaci. Per questi ultimi serve una nuova categoria aristotelica, quella del sindaco di Spresiano: il sindac ch’el purtava i scarp del tenis secondo il pensiero di Jannacci.

Quello che emerge dal video che abbiamo visto su instagram, è la politica degli sconti di Zaia a Zaia. Farsi lo sconto di due anni è l'ennesima bugia di questo politico che mente sapendo di mentire. I fatti sono altri, sono quelli che la scheda del SILOS della camera dei deputati riporta in base ad Anac e su dati forniti dal RUP di SPV: non sono stati due anni, ma sono stati solo 48 giorni di sospensione per il COVID-19,. Riportiamo l'estratto testuale della scheda 676 per l'anno 2020: "Dalla rilevazione dell’ANAC sullo stato di attuazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie, che si basa sui dati comunicati dal RUP al 31 dicembre 2020, risultano in corso i lavori con un avanzamento rallentato dall’emergenza sanitaria da COVID-19 (48 giorni di sospensione)."

Vale la pena anche di ricordare che non è affatto vero che tutto finirà con il 2023, ammesso che Luca la imbrocchi stavolta. Il presidente dovrebbe ricordare le sue stesse recenti dichiarazioni sul fatto che i km di SPV sono 162. Considerando questo fatto, entro il 2023 non si chiude un bel niente, mancano 40 km di opere complementari oltre al casello di montecchio, e al tunnel di Malo mancano cioè circa 450 milioni di € per finire tutta la SPV. 

mercoledì 5 aprile 2023

GLI INGEGNERI DI SPV: quelli che per una parcella succhierebbero il moccio dell’ex commissario Vernizzi dalla tomba in cui è sepolto.

Grazie ad AltoVicentinoonline.it abbiamo appreso di essere tornati al 1993, perché il presidente della Federazione degli Ordini degli ingegneri del Veneto P. Gasparetto ha buttato giù due idee vecchie, sostenendo che «L’area pedemontana veneta, da Vicenza fino all’Alto Trevigiano, risulta costituita da una rete di centri di medie e piccole dimensioni... In tale contesto, la presenza di sole infrastrutture per la viabilità locale, ..., ha rappresentato da sempre un elemento critico per lo sviluppo del territorio. La Superstrada Pedemontana Veneta potrà essere dunque un’arteria fondamentale per la mobilità della nostra regione e una grande opportunità per l’economia del territorio”».

Nello stesso articolo si riporta un altro concetto sempre di 30 anni fa, il concetto del buco con il Veneto intorno: «“Con l’attivazione di questo segmento della superstrada Pedemontana, unito all’A27, all’A4 e all’A31- aggiunge Alessandro Turchetto, segretario e referente per l’area metropolitana della Federazione degli Ordini degli ingegneri del Veneto- si crea di fatto il ‘raccordo anulare’ della vasta area metropolitana centro-veneta, con importanti ricadute sulla messa a sistema della viabilità esistente, sull’accessibilità ai servizi a scala metropolitana e più in generale sullo sviluppo della regione”». Chi abbia ispirato come esempio del ruolo di SPV, il Grande Raccordo Anulare Romano, fiore all’occhiello di un ceto politico veneto e autonomista, probabilmente la dice lunga sul fatto che non capisca nulla di comunicazione e che gli stessi concetti espressi dai rappresentanti degli ingegneri veneti abbiano dei limiti in partenza.

Siamo all’ennesima riprova che gli ingegneri della SPV sono una categoria antropologica specifica e che sono molti di più di quelli che abbiamo conosciuto finora: sono quelli che per una parcella succhierebbero il moccio dell’ex commissario di SPV Vernizzi dalla tomba in cui è sepolto.

venerdì 3 febbraio 2023

BAGATELLE E 5 PUNTI DI RIFLESSIONE SUI PFAS.


Si è riaccesa di recente l’attenzione sulla situazione della Miteni e  dell’inquinamento da Pfas, ci hanno raccontato di vasche e sopralluoghi, ma nulla cambia. La cosa più esilarante, se non fosse tragica, è stato il peritarsi della provincia berica di denunciare, ora, la presenza di vasche interrate sotto all’impianto in fase di dismissione alla Colombara di Trissino: si vede che non hanno mai partecipato agli open day della Miteni negli anni novanta. Allora ti dicevamo orgogliosi che raccoglievano in vasche le perdite dell’impianto, ed erano anche orgogliosi del sistema che filtrava i residui, mostrandoti alla fine le trote nuotare in una vasca di acqua limpida. Memoria di queste vasche si trovava pure nelle perizie del processo per l’inquinamento da benzotrifluoruri(BTF) degli anni settanta, da cui gli allora dirigenti Rimar, si salvarono nel 1979 per una amnistia. 
A parte queste bagatelle altre recenti rivelazioni dei media sul caso Miteni ci dicono alcune cose importanti. 

sabato 14 gennaio 2023

LE UOVA DEL SERPENTE SPV E I REGALI A MARIO PUTIN

Apprendiamo con sconcerto quanto riporta il Corriere del Veneto di ieri 13 gennaio 2023 a pagina 30 in merito al rinvio a giudizio di Mario Putin e dei suoi, oltre che del dominus veneto Mantoan per l’annoso sistema corruttivo veneto. Alla luce dei recenti sviluppi della vicenda PFAS c’è da chiedersi perchè pagare 90 euro per le analisi elargite paternalisticamente da Bottacin, quando a Mario Putin la sanità veneta ha fatto sconti d'oro?

La nostra delusione è enorme rispetto al fatto che molti volti della galassia NOPFAS si beano del risultato di avere ottenuto le analisi per i residenti delle cosiddette zone arancioni dell’inquinamento da PFAS della Miteni.

sabato 7 gennaio 2023

UN DESERTO CHIAMATO PEDEMONTANA

Dal Venerdì di Repubblica del 6 gennaio 2023

COSTA PIÙ DEL DOPPIO DEL MOSE DI VENEZIA. MA QUEL CHE È PEGGIO È CHE SULLA NUOVA SUPERSTRADA

TREVISO-VICENZA NON CI VA (QUASI) NESSUNO. INCHIESTA SU UN BUCO NERO VOLUTO DA LUCA ZAIA di Raffaele Oriani
foto di Mirco Toniolo/Errebi/Agf

venerdì 6 gennaio 2023

Epifania della Terra 2023


Quale vicepresidente del Covepa ho deciso di prendere parte al dibattito seguito oggi alla Epifania della terra anzitutto per un motivo. Noi contestiamo in modo radicale l'atteggiamento strafottente e oltemodo sciocco del sindaco di Bassano Elena Pavan, che palesemente indispettita per lo stop temporaneo che i suoi uffici hanno decretato per la maxi lottizzazione di San Lazzaro, alcuni giorni fa se n'é uscita spiegando che le campagne di quel quartiere sono de facto una landa desolata e per questo vanno lottizzate, dando spago così ai desiderata di quei privati che in maniera assai poco adamantina, hanno iniziato un percorso ancor oggi avvolto nel mistero.

lunedì 22 agosto 2022

IL COMUNE DI BASSANO RIIFIUTA GLI ATTI DELL'AREA SAN LAZZARO. DIFFIDA MESSA IN MORA E RICHIESTA DI INTERVENTO DEL PREFETTO E DEL DIFENSORE CIVICO

Il CoVePA, in relazione alla trasformazione dell’area San Lazzaro di Bassano del Grappa, ha diffidato e messo in mora l’amministrazione comunale. Ha chiesto inoltre l’invio dei documenti negati nelle prossime ore e si è riservato il diritto di tutela nei modi e nelle sedi opportune, cosi come di segnalare eventuali atti illeciti all’autorità competente. 

Richiediamo l’intervento del Prefetto della Provincia di Vicenza, del Difensore Civico Regionale, del Sindaco di Bassano Pavan, dell’Assessore Viero e del Segretario Comunale affinché si facciano parte attiva, per le loro competenze di legge nel contenzioso con il settore urbanistica di Bassano.

La vicenda riguarda gli atti di trasformazione urbanistica di un’area agricola in industriale per costruire un nuovo HUB in deroga allo strumento urbanistico. Si tratta dell'ex Comparto Campagnolo e del concordato relativo. Abbiamo chiesto il ritiro in autotutela del provvedimento di diniego di accesso agli atti espresso dal Dirigente del Settorte Urbanistico Arch. Fiore. Si tratta della richiesta di accesso alle pratiche [1] inviate da tre aziende proponenti il nuovo hub.

L’appello al Prefetto, al Difensore Civico Regionale e ai vertici dell’istituzione comunale è perché intervengano presso il dirigente dell’area urbanistica cosicché riveda in autotutela il provvedimento e ci siano consegnate le pratiche inviate: da Alban Giacomo spa Codice fiscale 00143780245; da M.E.B. Codice fiscale 02282890249; BRUNELLO DOMENICO S.R.L. Codice fiscale 01286860240. Si tratta di istanze aventi tutte per oggetto la «Realizzazione nuovo HUB in deroga allo strumento urbanistico nell'ex Comparto Campagnolo».

venerdì 12 agosto 2022

PEDEMONTANA VENETA vs PEDEMONTANA BAVARESE

Un viaggio in Baviera compiuto tra la fine di luglio e i primi di agosto ha dato il via al CoVePA per un confronto con due video tra la Pedemontana Veneta e le Bundesautobahn A96 e BAB95. La prima delle due infrastrutture bavaresi collega Lindau a Monaco di Baviera, mentre la seconda raggiunge Garmish. Quest’ultima, a cui si riferisce il terzo spezzone del video sulla pedemontana bavarese, completata fino a Garmisch avrà una lunghezza similare alla Spv, e come la Spv corre in un territorio attraversato da altre autostrade. Quello che balza agli occhi è che hanno gli ingressi liberi e non a pagamento, che le infrastrutture in Baviera servono il territorio e non il territorio serve la Pedemontana come in Veneto.

venerdì 15 luglio 2022

IL CAMPIONE DEL «SU' E SO'»

Perchè Zaia racconta del Pil e del tempo, quando il vero problema della SPV, sono i mancati incassi, il fallimento economico, e lo scarso traffico giornaliero medio pari a 7148 mezzi/giorno/km totali, con la preoccupante assenza di mezzi pesanti pari a soli  1745 mezzi (dati Aiscat giugno 2021- marzo 2022)
La SPV ha finalmente costruito il tratto Malo-Spresiano, che anche noi abbiamo chiesto a partire dal 1998, e vedere come e cosa si è arrivato a realizzare dopo 24 anni, ci fa dire che si poteva risparmiare denaro e tempo. Bastava costruire una superstrada senza le due convenzioni stipulate con il “sù e sò” insieme ai Doglianos della SIS.

Abbiamo l’autostrada più cara d’Italia, un’autostrada per ricchi pagata dai poveri. Sono da pagare almeno 154 mln. di € all’anno(art. 21 Convenzione) per 39 anni per la SPV. Questo è certo, dato che non c’è traffico e dovremmo pagarli con il bilancio rinunciando a risorse per tutti. L’opera è ancora incompleta in almeno quattro parti: il collegamento con l’A27 e Treviso Nord, il tunnel Malo-Castelgomberto, il collegamento con l’A4 e TAV, dove lavorano gli amici della Maltauro e della Carron, e tutto il tratto della Valle dell’Agno per ben 22 km.

Zaia parla di crescita futura senza citare le fonti, poiché se lo dice lui è vero, il presidente più amato. Siamo all’applicazione delle teorie della psicologia delle masse di G.Lebon, ma alla veneta con fegato, cipolle e polenta. Usa immagini, deduzioni per persuadere i veneti, evoca elementi retorici, abusa delle associazioni di idee su un futuro da cogliere e su illusioni presentate come certezze radiose, senza bisogno di dimostrazioni perché l’autorità non ha bisogno di dimostrare nulla, come se i veneti fossero una massa non incline al ragionamento e cerchino istintivamente l’autorità di un capo.

sabato 25 giugno 2022

SAN LAZZARO A BASSANO d.g.: CEMENTO AL POSTO DEL GRANO! e chissenefega della autonomia alimentare.

Oggi 25 giugno 2022 abbiamo partecipato all'iniziativa della lista civica Bassano per Tutti e di Europa Verde contro lo spreco di suolo e la cementificazione di 200k mq a San Lazzaro. Il CoVePA sostiene e aderisce a questa mobilitazione dei cittadini.

Siamo giusto al bordo settentrionale della SPV, proprio a ridosso del casello ovest di Bassano. La situazione che si prospetta è a conferma di quello che abbiamo sempre sostenuto: la Superautostrada Perennemente Vuota sarà il grimaldello della speculazione immobiliare per aumentare l'edilizia diffusa, indifferenziata e priva di controllo urbanistico, unico modo per remunerare l'investimento di questa infrastruttura, ma è un criterio scellerato. In questo caso la trasformazione è addirittura promossa dal Tribunale fallimentare di Vicenza, che propone la trasformazione al comune di Bassano del Grappa per favorire l'acquisto da parte di tre aziende interessate all'operazione.

Come può il Tribunale catafottersene dell'articolo 9 della costituzione sulla tutela dei beni culturali e del paesaggio? 

Come può la giunta di Bassano e le associazioni delle categorie agricole non opporsi in virtù della necessità di preservare e recuperare l'autonomia alimentare, anche in virtù dei fatti contingenti della guerra che la Russia ha scatenato in Ukraina, dato che si cementificano aree destinate alla produzione di grano?


Donazzan, Finco, Bizzotto e Lanzarin, noti esponenti della galassia sovranista locale, sono responsabili delle norme regionali che consentono questa trasformazione. Perché tacciono e non intervengono sostenendo la sovranità alimentare di questo territorio e l'identità del territorio, o per loro vale solo la sovranità dei prenditori e dei loro soldi che finanziano una economia capace di mangiarsi il capitale che ci hanno lasciato le generazioni precedenti?

mercoledì 1 giugno 2022

Global Infrastructure Partners ha emesso un prestito garantito per 450 mln di € al gestore di SPV.

Nella SPV i ritardi sono sempre stati un segnale catastrofico. I ritardi nei pagamenti degli espropri avviati in maniera massiccia nel 2014, hanno portato al saldo dei 360 milioni di € degli espropri solo nel gennaio 2019. La cifra invece di essere anticipata dal contraente generale la SIS, alla fine fu pagata con il bond. Quel blocco del 2015-2016 spinse a immaginare una richiesta di salvataggio scritta nero su bianco dal commissario Vernizzi e rivolta al governo Renzi, che porto a un extra finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti di 330 milioni di €. Prima ancora nel 2012-2013 il ritardo nell’accreditamento finanziario indusse il governo ad un extra finanziamento per impedirne la fine prematura con 370 milioni a fondo perduto, elargiti a patto che il progetto esecutivo fosse chiuso entro la fine del 2013. In sostanza i ritardi sono stati sempre sbloccati con quote di finanziamento o garanzie pubbliche aggiuntive. Nel complesso il finanziamento pubblico ammonta a 970 milioni di € oltre al famosissimo bond garantito da Zaia per poco meno di 1300 milioni circa.

Quello che è emerso in questi ultimi giorni secondo Milano Finanza del 27 maggio scorso a firma di Nicola Carosielli è una nuova linea di 450 milioni di € per finanziare la costruzione della Montecchio -Spresiano direttamente alla SIS. L’articolo spiega che GIP, il fondo americano infrastrutturale Global Infrastructure Partners, ha emesso un prestito garantito da 450 mln al gestore dell'autostrada. La notizia viene ripresa anche dal giornale finanziario online MarketScreener. Innanzitutto ci spiega che GIP è il fondo che detiene la maggioranza di Italo, poi dettaglia che si tratta di titoli garantiti al consorzio SIS. Si tratta di «obbligazioni a otto anni garantite dai pagamenti della Regione Veneto legati all'autostrada Pedemontana-Veneta».

LOST IN SPV. IL BUCO CON IL TRAFFICO INTORNO

 


O
rmai non si contano più le dilazioni delle date di apertura dei tratti della Superautostrada Perennemente Vuota. Da est a ovest è tutto un susseguirsi di annunci che spiegano che l'unica cosa che rispettano i salernitano-piemontesi di Zaia, è il programma dei ritardi dei lavori. Dal 2016 assistiamo al sistematico rinvio della fine dei lavori di un cantiere avviato in pompa magna 12 anni fa.
I campioni di questa accondiscendenza meschina sono i sindaci leghisti che vendono la 
Perennemente Vuota come la soluzione di tutti i mali. Campionissimo tra questi è il sindaco Trapula di Montecchio Maggiore, dato che si è detto preoccupatissimo che il traffico della SPV potrebbe mandare in tilt il nodo ovest delle infrastrutture venete. Questo da la misura di cosa possano capire del buco che hanno di fronte cioè del buco con il traffico intorno che è la SPV. Queste continue dilazioni delle scadenze in un sistema degli appalti e della progettazione finanziaria come quello rappresentato dalla Perennemente Vuota fa pensare che sussistano serie difficoltà. Questo fatto è deducibile dalla storia dell'opera stessa e da alcune notizie che vale la pena di approfondire in uno specifico intervento.



https://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/montecchio/la-spv-aprira-a-fine-anno-il-casello-a4-sei-mesi-dopo-br-1.9429649

https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2022/05/31/news/pedemontana-un-altro-conto-alla-rovescia-slitta-l-apertura-di-spresiano-1.41478870