Alle ore 13 di oggi 18 settembre 2018 la Commissione Ambiente ha svolto l’audizione del commissario dell’Autorità vigilante Superstrada pedemontana veneta (Spv), vice avvocato generale dello Stato, Marco Corsini, sullo stato di avanzamento delle opere e delle attività relative alla realizzazione della superstrada pedemontana veneta(https://webtv.camera. it/evento/12938).
martedì 18 settembre 2018
venerdì 14 settembre 2018
L’autostrada Roma-Latina riparte da zero (se riparte): annullata l’aggiudicazione a consorzio Sis
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| Edilizia&Territorio.it |
Con la sentenza sulla Roma-Latina il Cconsiglio di Stato riunito nella 5^ sezione ha cancellato l'aggiudicazione alla SIS di un'opera strategica. Il ricorso presentato dalla Salini-Impregilo non solo è stato accolto contro la prima sentenza del Tar Lazio, ma i consiglieri hanno sentenziato l'annullamento della gara. La decisione pubblicata il 13/09/2018 con N.05374/2018 può essere un fatto eclatante nella battaglia tra i salernitano-piemontesi e l'Impregilo () . Un secondo contenzioso tra i due gruppi pende al Tar Veneto per il Terzo Atto Convenzionale della Pedemontana Veneta firmato da Zaia nel maggio 2018. È evidente che a qualcuno un qualche brivido deve correre lungo i calzoni a leggere gli atti. Di certo qualcosa è cambiato nell'ambiente giudiziario attorno a SIS, per arrivare a questa conclusione nel Lazio.
lunedì 10 settembre 2018
POZZO SPIA SPV A TRISSINO INQUINATO CON I PFAS. Ma sarebbero altri tre quelli inquinati tra cui uno sotto al vecchio sito Rimar con quasi 500ng/l!

Il
Covepa in passato si era già occupato del caso Pfas. Grazie al
nostro intervento infatti le autorità regionali, assieme al
concessionario, sono intervenute per modificare il tracciato della
Pedemontana Veneta al fine di evitare che questo, confliggendo con il
plume sotterraneo alla Miteni, la spa trissinese al centro di un caso
di inquinamento da derivati del fluoro, generasse un aggravio della
contaminazione già in essere.
Più
di recente siamo venuti in possesso di alcune informazioni che ci
fanno affermare che nelle acque di un pozzo spia della Spv collocato
vicino alla piscina comunale di Trissino siano stati rinvenuti Pfas
in quantitativi preoccupanti. La collocazione geografica del luogo,
assieme alle modalità di deflusso delle acque in quella zona del
paese, in questo caso, ci induce a pensare ad una presenza di Pfas
non tanto riconducibile alla Miteni (il suo stabilimento è in zona
Colombara), quanto piuttosto alle produzioni che un tempo insistevano
alla vecchia Rimar nella parte alta, storica, di Trissino nei pressi
della omonima villa.
In
tal senso, per avere una comprensione più chiara del contesto è
bene ricordare che la produzione di derivati del fluoro e o Pfas in
valle dell’Agno è iniziata negli anni ‘50 in località Coré in
Valdagno e subito dopo in piazza Giangiorgio Trissino a Trissino dopo
il 1954. Relativamente a questo secondo sito, si evidenzia che la
produzione venne trasferita presso l’attuale sede in località
Colombara, sempre a Trissino, in ragione del gravissimo carico
ambientale (e non si parla di soli derivati del fluoro) generato da
quest’ultima sul centro storico di Trissino già a a prtire dal
1964.
In
relazione alla nota persistenza nella matrice ambientale dei
succitati derivati del fluoro ovvero Pfas, si segnala che a valle del
sito
di piazza Giangiorgio Trissino, meglio noto alle cronache come
Scuderie Marzotto (ALLEGATO 1)area di insediamento della Rimar
produttrice del cosiddetto Acido Perfluoro Ottanoico APO, sono
presenti svariati insediamenti abitativi, i cui approvvigionamenti
idrici, storicamente, sono stati garantiti da pozzi privati,
tutt’oggi esistenti per uso irriguo degli orti.
In
particolare dai dati
Arpav (ALLEGATO 2) risulta che un pozzo della SPV collocato di
fronte alla Piscina Comunale di Trissino sia contaminato da PFAS,
nello specifico l'APO. Ora abbiamo verificato che a poche centinaia
di metri esiste un secondo pozzo realizzato di recente su cui non
risultano dati. La stranezza che un pozzo spia di SPV sia inquinato
con un prodotto dismesso da almeno un decennio dalla Miteni la dice
lunga sulla serietà con cui quei prodotti siano stati gestiti.
venerdì 31 agosto 2018
La Pedemontana Veneta è una montagna di merda. Zaia e Salvini sono peggio dei Benetton, pensano solo al lucro.
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| Gazzettino.it |
Ci presentano un Saint Honoré, in vece è una montagna di merda. Si abbiamo scritto proprio che la Pedemontana Veneta e una montagna di merda. Ieri come cita il Gazzettino il ministro dell'Interno e Zaia sono giunti alla firma del protocollo antimafia. Fatto bene, ma con tre anni di ritardo, e soprattutto a conferma dell'esistenza di gravi inadempienze, il protocollo era scaduto. Il presidente della Giunta veneta ha dichiarato: «È un accordo di responsabilità per allinearsi alle direttive nazionali e anti-corruzione per una lotta vera all'infiltrazione mafiosa e alla corruzione».
Capirai, che la lotta inizi ora a 9 anni dall'affidamento alla SIS? Non depone molto bene sull'attenzione alla lotta alla mafia, in particolare alla 'ndrangheta; non depone molto bene anche la sottovalutazione delle denunce su possibili attività illecite e corruttive tra i contratti di Pedemontana Veneta, parlando di contratti simulati e plusvalenze ingiustificate a carico dei Dogliani di SIS.
mercoledì 22 agosto 2018
FALLO DI CONFUSIONE NEL CAMPO DELLA SPV
Siamo
alle veline da minCULpop, e il CoVePA si dice sbalordito che quello
scritto ieri a pagina 2 del CorVeneto sia la solita velina dei
manutengoli di Zaia, il quale a braccio ieri invece, in conferenza
stampa le spara grosse. Anzi GROSSISSIME: adesso salta fuori che
Regione Veneto è il Concessionario di Pedemontana Veneta. Si tratta
di una verità dal sen sfuggita che dimostra la confusione che regna
sulle concessioni in Veneto e nella testa del poverello presidente
che annaspa tra avverbi, congiunzioni, sonore stupidaggini. Ciò che
emerge dal suo stato confusionale, è che il cosiddetto modello
veneto delle infrastrutture è tutto pubblico. Smentendo se stesso
smentisce la stupidaggine dell'inattaccabile SPV e mette in guardia
l'opinione pubblica sulle strane prudenze con cui in parte Matteo
Salvini, ma soprattutto Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti (si parla del
Carroccio) stanno difendendo le concessioni private,
confermando che il presidente Giuseppe Conte e Luigi Di Maio devono
tenere il punto, andando a contestare anche le illegalità della
concessione di pedeveneta in aperta violazione degli articoli 43, 49
e 56 del trattato di Lisbona e successive integrazioni! Sono quattro
i punti chiari a chi segue con attenzione le vicende di SPV sulla
base dei quali chiediamo ai Ministri Costa, Toninelli e Bonafede
l'emanazione di un decreto interministeriale dei dicasteri di
ambiente infrastrutture e giustizia che contemperi:
martedì 14 agosto 2018
Crolla il ponte Morandi in A10. Più Soldi alle manutenzioni e no alle TAV, alle Pedemontane e alle concessioni. Perché non ci ascoltate?
domenica 5 agosto 2018
AUDIZIONE SULLO STATO DEI LAVORI PER LA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA
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| Ecovicentino.it |
Il Commissario Regionale, Autorità Vigilante per la Spv, l’avvocato dello Stato Marco Corsini è stato ascoltato dalla commissione Ambiente, l'VIII della Camera. Giovedì 2 agosto, alle ore 17, la Commissione Ambiente ha svolto l'audizione informale sullo stato di avanzamento delle opere e delle attività relative alla realizzazione della Superstrada pedemontana veneta. L'appuntamento con Corsini è stato trasmesso in diretta webtv ma purtroppo non se ne trova traccia in questa era del cambiamento.
Sarebbe bello sapere cosa penserebbero i commissari, se sapessero che l'autorità vigilante, marcia al fianco di SIS. Corsini si rifiuta di prendere in considerazione le denunce del CoVePA contro la direzione dei lavori di SPV, il contraente generale e il concessionario circa le gravi violazioni di legge a loro carico.
martedì 24 luglio 2018
VIALE DELLA SERENISSIMA A TV COME SPV A MONTECCHIO MAGGIORE?
Ieri con il CoVePA siamo stati in sopralluogo a verificare lo stato dei lavori a Treviso della ciclabile che ha
scoperchiato l'interramento dei rifiuti speciali sotto al manto stradale di Viale Serenissima. Sono ancora lì e stanno procedendo con la posa deigli scatolari del sottopasso.
È lo stesso metodo delle rampe e della tangenziale ex variante SS. 246 di Montecchio Maggiore, oggi i primi 8km di Pedemontana Veneta.
giovedì 19 luglio 2018
IL DIBATTITO PUBBLICO DE NOANTRI.
Erasmo Venosi approfondise su Money.it le lacune della partecipazione pubblica all'italiana(ndr).
"Il dibattito pubblico sulle grandi infrastrutture, previsto dagli art 22 e 23 del Nuovo Codice Appalti è stato regolamentato in ritardo . La terzietà è pari a zero tra chi vuole l'opera e chi non la vuole, sulla base di una pubblica discussione avente come riferimenti documenti tecnici e scientifici . Dicono di ispirarsi al modello partecipativo francese . Falso!!! Vergognosamente falso.
'Ndrangheta, camorra, mafie cinesi e nigeriane: solo tre arresti e omertà locale
'Ndrangheta, camorra, mafie cinesi e nigeriane: solo tre arresti e omertà locale
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CATANIATODAY
VICENZATODAY PRESENTA UN APPROFONDIMENTO ONLINE TRATTO DALLA RELAZIONE SEMESTRALE DELLA DIA SULLE PRESENZE MAFIOSE VENETE, CHE VALE LA PENA DI LEGGERE PER INTERO.

È quanto emerge dalla relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia presentata mercoledì. Un territorio che per produzione e volume d’affari consente alle cosche di mimetizzarsi nel tessuto economico e operare nel riciclaggio e nel reinvestimento dei loro capitali in attività dalla parvenza lecita
mercoledì 18 luglio 2018
ZAIA CONTINUA A NASCONDERSI DIETRO A CORSINI. Rinomina per lui come Commissario Autorità Vigilante della SPV.
Zaia continua a nascondersi dietro all'avv. Corsini, quello dalla parte della SIS con tanto di casacca. Infatti Zaia ha provveduto a rinnovargli l'incarico con delibera apposita riconfermandolo quale commissario dell'autorità vigilante della Pedemontana Veneta. Questo è quanto emerge dalla DGRV n. 944 del 26 giugno 2018, pubblicata su BUR veneto N°67 del 10 luglio 2018, avente per oggetto: Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta. C.U.P. H51B03000050009 C.I.G.: 0411155FD2. Rinnovo del Commissario Autorità Vigilante sull'opera, ex art. 20 D.L. n. 185/2008.
È determinante l'allegato A che specifica i poteri. Questi possono giungere se motivati adeguatamente fino alla deroga delle norme regionali e nazionali. Soprattutto si comprende il legame che lega a doppio filo Corsini e Zaia: coprire le spalle al secondo dal punto di vista mediatico, e soprattutto coprirne le responsabilità individuali fino a quelle penali.
L'oggetto rivela che non è più un incarico aatempo determinato, ma fino a che la SPV non sarà finita: ""Si rinnova l’incarico di “commissario Autorità Vigilante sull’opera Superstrada Pedemontana Veneta” all’avv. Marco Corsini, sino al completamento della stessa.
Incarico prestato a titolo gratuito disciplinato da apposito contratto di 8 articoli regolatori di compiti, poteri e suoi limiti ( allegato A alla DGRV 944/2018)"
Presentazione Rapporto Consumo di Suolo in Italia
Si è tenuta il 17 luglio a Roma a Palazzo Montecitorio la presentazione dell'edizione 2018 del Rapporto sul Consumo di Suolo in Italia realizzato dall'ISPRA e dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Il Rapporto restituisce una fotografia completa e aggiornata del territorio e fornisce una valutazione delle dinamiche di cambiamento della copertura del suolo e della crescita urbana, anche a livello locale, e delle conseguenze sull’ambiente, sul paesaggio, sulle risorse naturali e sul sistema economico.
lunedì 16 luglio 2018
Il decreto sul dibattito pubblico pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
A cura di Aldo Iannotti della Valle appare su http://www.appaltiecontratti.it/2018/07/16/in-gazzetta-ufficiale-il-decreto-sul-dibattito-pubblico/ un resoconto sul decreto per il dibattito pubblico nelle opere pubbliche.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 145 del 25 giugno 2018 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 76/2018 recante “modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico”, adottato ai sensi dell’art. 22, comma 2, d.lgs. n. 50/2016.
Non si tratta di un passo avanti come scrive lo stesso autore: "" In sostanza, nelle intenzioni del legislatore, l’introduzione di forme di dibattito pubblico si poneva non solo in un’ottica di trasparenza, informazione e partecipazione democratica ai processi decisionali ma, consentendo un confronto “a monte” in vista dell’inizio dei lavori, forse soprattutto quale possibile strumento di prevenzione di forme di contrasto alla realizzazione di opere pubbliche e di deflazione del successivo contenzioso.
Non si tratta di un passo avanti come scrive lo stesso autore: "" In sostanza, nelle intenzioni del legislatore, l’introduzione di forme di dibattito pubblico si poneva non solo in un’ottica di trasparenza, informazione e partecipazione democratica ai processi decisionali ma, consentendo un confronto “a monte” in vista dell’inizio dei lavori, forse soprattutto quale possibile strumento di prevenzione di forme di contrasto alla realizzazione di opere pubbliche e di deflazione del successivo contenzioso.
Se queste erano le ambiziose intenzioni del legislatore, probabilmente il d.P.C.M. oggi varato rappresenta un passo indietro e rischia di compromettere l’effettiva operatività del nuovo istituto, confinandolo a sporadiche ipotesi applicative con la previsione di elevate soglie dimensionali.""
sabato 14 luglio 2018
Tav, Mose e Pedemontana: sei domande a Toninelli Il ministro grillino del governo M5S-Lega ha promesso il cambiamento sulle infrastrutture. Cominciamo da quel che non torna
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| dagospia.com |
Erasmo Venosi su VVox si rivolge a Toninelli ponendo 6 quesiti, tra cui uno su Pedemontana Veneta, confermando i nostri dubbi sulla VIA della Spresiano-Montecchio(ndr).
Infrastrutture: dovrebbero essere efficienti e utili alla collettività. Per questo, sommessamente, ci permettiamo di rivolgere alcune domande al ministro responsabile delle medesime, Danilo Toninelli (M5S).
giovedì 12 luglio 2018
SPV: 4 PUNTI INEDITI PER UNA ARCHITETTURA GIURIDICA ALTERNATIVA
Il
CoVePA ha ben chiara l'idea
che il piano economico e finanziario della Pedemontana Veneta è in
deficit e che sia concreta la
eventualità
questo
si trasformi in
un deficit miliardario
per la Regione Veneto . Per
questo abbiamo aderito all'appello
degli amici di Treviso
che richiamano un intervento dei ministri Costa
e Toninelli sulle questioni aperte di SPV. Siamo profondamente
convinti che siano indispensabili interventi sul progetto e
sull'architettura giuridica che la sostiene quali:
-
l'evidenza pubblica dell’ANALISI COSTI BENEFICI (ACB) promessa dal ministro, indispensabile per motivare la Pubblica Utilità dell’opera;
-
la verifica con urgenza del rispetto delle numerose Prescrizioni previste, conditio sine qua non per il proseguimento dei lavori;
-
l'esame delle autorizzazioni e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente, anche europea;
-
l'assoggettamento a VIA completa (con partecipazione popolare) del progetto definitivo-esecutivo con la verifica di ottemperanza;
-
l'accertamento della corretta realizzazione dell’opera e i previsti monitoraggi ambientali; il rispetto e il ripristino integrale dei siti di Rete Natura 2000 e delle aree a tutela ambientale devastati dai cantieri;
-
l'annullamento del terzo Atto Convenzionale;
-
la partecipazione popolare alle procedure, VIA e VINCA;
-
la revisione delle deleghe alla Regione, e quindi all’Autorità Regionale per Rete Natura 2000, in tema di siti protetti;
-
l'annullamento della legislazione sui Project Bond;
-
l'avvio di una indagine sulle irregolarità commesse e sulle responsabilità dei decisori coinvolti nelle procedure.
Nessuno
deve sottovalutare quanto intendiamo fare per
eliminare il contraente generale e il concessionario,
tanto più che deve essere chiaro a tutti il nostro intento nel
proseguire con efficacia, determinazione e concretezza presso i
ministeri dell'ambiente, dei trasporti e della giustizia per :
-
la sospensione dei lavori in ragione della mancata verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale effettuata dalla Commissione nazionale via;
-
chiedere al concessionario di produrre un reale documento relativo alla esplicitazione del rapporto costi benefici che, è bene ricordarlo, non riveste un semplice aspetto economico bensì, economico, sociale ed ambientale
-
l'attivazione degli ispettori ministeriali (Ambiente, Trasporti, Giustizia) affinché secondo le proprie competenze valutino gli illeciti più volte evidenziati (siamo pronti a redigere un dossier in tal senso); si ponga l’accento in modo particolare sulla mancanza dei titoli di legge per il direttore dei lavori di Spv ingegnere Adriano Turso; sui denunciati illeciti penali circa le plusvalenze sulla progettazione; sui denunciati illeciti penali per la possibile estorsione segnalata dalla Sics con esposto alla Regione Veneto in data 24 gennaio 2017 (https://drive.google.com/file/d/1yPV9nv471JWYXk-Wb3JInwkc7zf-je67/view).
-
la risoluzione del contratto in danno a carico di Sis dopo avere avocato l’iter con decreto ministeriale.
SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA (SPV): OBIETTIVI PRIORITARI
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| Il Fatto Quotidiano |
Il Comitato No Pedemontana di Treviso chiede di sottoscrivere questo documento contro l'inutile e dannosa Superstrada Pedemontana Veneta. I tempi stringono ed è urgente che i nuovi ministri competenti ricevano quanto prima le seguenti osservazioni, supportate dal maggior numero possibile di gruppi e singoli. Grazie per quanto potrete fare.
Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti
Piazzale
di Porta Pia, 1
00198
- Roma
pec:
segreteria.ministro@pec.mit.gov.it
pec:
ufficio.gabinetto@pec.mit.gov.it
Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Via
Cristoforo Colombo, n. 44
00147 - Roma
pec:
segreteria.ministro@pec.minambiente.it
SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA (SPV):
OBIETTIVI PRIORITARI
Chiediamo
alle istituzioni, e in particolare ai Ministri dei Trasporti e
dell’Ambiente, di intervenire tempestivamente sulle procedure di
competenza connesse alla SPV, per ripristinare la correttezza e la
legalità, ad avviso di molti cittadini e associazioni ripetutamente
violate su aspetti strutturali del progetto SPV, onde evitare
complicazioni ancora più gravose e ingovernabili in un prossimo
futuro.
giovedì 5 luglio 2018
PEDEMONTANA VENETA: IL FRONTE AMBIENTALE DIVIDE M5S E LEGA, MA…
Marco Milioni su Alganews scrive un approfondimento che aggiorna con chiarezza e dettagli le implicazioni attuali riguardo alla vicenda della Pedemontana Veneta.(ndr)
Il governo capitanato dal premier Giuseppe Conte si è insediato ai primi di giugno. Da quando l’esecutivo è in carica molto si è detto sulle divergenze, più o meno potenziali, che animano le due componenti della compagine che ne regge le sorti: quella del M5S e quella del Carroccio. Molto si è detto soprattutto sui problemi dell’immigrazione, che stanno riempendo le colonne dei quotidiani. Meno, molto meno però, i media si stanno interessando di alcune discordanze che riguardano un tema per certi aspetti decisamente più pesante, quello delle infrastrutture, in cui gli interessi in gioco sono alle volte incalcolabili.
Su questo versante tra i fronti più bollenti ci sono quello della Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova e quello della Pedemontana Veneta, nota anche come Spv. Ma se nel primo caso l’opera non ha ancora affrontato i nastri di partenza, ben diversa è la situazione della superstrada che dovrebbe o dovrà connettere Montecchio Maggiore nel Vicentino con Spresiano nel Trevigiano. Si tratta di un’opera che da anni divide l’opinione pubblica veneta. E che per inciso costituisce una delle infrastrutture più importanti tra quelle oggi in cantiere in Italia: basti ricordare che i lavori ammonteranno a tre miliardi. Mentre il flusso di incassi che con i pedaggi, se il traffico ci sarà (o con i quattrini del bilancio se l’arteria sarà snobbata dagli utenti) la Regione Veneto dovrà garantire al concessionario privato, il raggruppamento italo-spagnolo Sis, per i quarant’anni successivi alla entrata in funzione ammonta a 12-15 miliardi di euro.
lunedì 2 luglio 2018
La Pedemontana Veneta degli ingoiatori-prenditori. Torniamo a scrivere nel contesto politico mutato dopo alcuni mesi di riflessioni e lavoro sia politico che tecnico.
Il
Corriere del Veneto del 29 giugno 2018 a pagina 13 pubblica le
dichiarazioni di alcuni prenditori a difesa della Pedemontana Veneta,
rimproverandoci di voler fermare il progresso. Sono sintetizzate
dallo strillo di "Zoppas(presidente di ConfindustriaVeneto): «Le grandi opere? Non creano un
vantaggio ma servono a eliminare un handicap»".
Ormai
è chiaro quale sia l'handicap a cui si riferisce: quello economico e
finanziario delle aziende che rappresenta. Da qui si deduce perché
difendono un'opera come Pedemontana Veneta che alla fine dei conti in
39 anni immetterà nel sistema, della cosiddetta impresa Veneta, 15
mld cioè tutto il costo caricato sulle tasche della Regione Veneto
dal nuovo contratto di Zaia. Allora la questione è proprio questa, e
a poco sono valsi
i tentativi che abbiamo fatto con proposte
concrete per riportare quest'opera nell'alveo
del possibile e del sensato, gli ingoiatori-prenditori vogliono
solo difendere un interesse privato facendolo passare per necessità
pubblica, per la risoluzione addirittura dei morti stradali come dice
il Cestaro. Ma lo sappiamo bene che è solo un capitano di lungo
corso di una imprenditoria che ha ingoiato ed è disposta ad ingoiare
ancora ogni illecito e illegalità possibile.
giovedì 19 aprile 2018
Luca Zaia e Renzo Rosso nel mirino del CoVePA dopo Report
http://taepile.blogspot.it/2018/04/spv-gli-strali-di-follesa-su-luca-zaia.html
In questa video-intervista che Marco Milioni ha realizzato e pubblicato oggi, ha raccolto il parere di Massimo Follesa, portavoce del Covepa, dopo la puntata di Report andata in onda lunedì 16 aprile e che è stata dedicata, almeno in parte, alle magagne della Pedemontana veneta. L'opera, sostenuta a spada tratta dal governatore veneto, il leghista Luca Zaia nonché da molti big dell'imprenditoria del Nordest, Renzo Rosso in primis, non è uscita per nulla bene dall'approfondimento della Rai.
venerdì 16 febbraio 2018
CORTE DEI CONTI: STRETTA FINALE SULLA SPV
La
Corte dei Conti è alla stretta finale sulla Pedemontana Veneta e
convoca le parti interessate per il 6 marzo 2018 in riunione
pubblica per presentare la
relazione finale che anticipa nelle sue parti principali. Nelle
40 pagine che alleghiamo rimangono tutti i profili di criticità del
il procuratore Mezzera aveva sottolineato nelle precedenti relazioni.
Dopo due interventi pubblici e la cassazione del commissario
straordinario è ora il turno di Zaia, De
Berti
e della macchinetta regionale a subire gli strali del massimo organo
di controllo.
Il
Presidente
d'Auria
nell'invitare alla riunione non manca di chiedere ulteriori
integrazioni alla relazione cosa che non mancheremo di fare dopo
che la corte ha acquisito il mattone più importante quello della
relazione del Presidente Cantone dell'ANAC a cui va il plauso e
il rispetto del CoVePA
per l'azione intrapresa e portata
a termine con pesanti censure anche alla gestione Zaia dell'opera.
Fatto questo espresso
anche personalmente dalla nostra presidente nel recente incontro a
Roma il 21 dicembre scorso assieme al sen. Cappelletti del M5S.
Siamo
di fronte a una ulteriore bocciatura della Pedemontana Veneta, che,
sebbene la Corte accetti e dichiari l'impossibilità di fermarla, ne
decreta una ulteriore pesante censura nel complesso, ma soprattutto
negli ultimi comportamenti messi in atto dall'amministrazione Zaia
per salvare la PedeVeneta. Il Dottor Mezzera si concentra sulla
ridefinizione del rapporto concessorio della Pedemontana Veneta
criticandolo a fondo: oltre a mettere in luce criticità pesanti
ancora persistenti sul progetto, sul sistema dei costi, sulla
convenzione, sui ritardati finanziamenti privati e sui mancati
controlli, punta l'indice su una serie di questioni fondamentali
ancora aperte quali il terzo atto aggiuntivo alla convenzione, le
nuove stime di traffico, lo slittamento del cronoprogramma
l’inefficienza del partenariato pubblico-privato, il ritardato
closing finanziario, le problematiche delle opere complementari, le
disfunzioni delle procedure espropriative, la questione ambientale,
il mancato coordinamento con il Ministero dei beni e delle attività
culturali e del turismo, La carenza dei controlli
amministrativo-contabili.
Vale
la pena di sottolineare tre aspetti su cui occorre richiamare
l'intervento della Corte dei Conti: l'aumento stratosferico del
contributo pubblico con rischio devastante per il bilancio derivante
da flussi di traffico da rifare, il fallimento del progetto di
finanza e le assenze delle regolari coperture economiche sulle opere
di viabilità complementare e sulle autorizzazioni ambientali che ci
fanno dire che SPV e fuori regola rispetto alla destinazione d'uso
per cui è nata e rispetto alle norme ambientali ed europee.
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