lunedì 26 settembre 2016
venerdì 23 settembre 2016
MORETTI garantisce per l'I-SIS
MORETTI garantisce per l'I-SIS(l'Instabile SIS) e per il nuovo piano finanziario basato su un capitale sociale del consorzio salito a 700 mln€. Ma come si fa a credergli visto che i documenti di SIS, con cui a Palermo mette in cassa integrazione in luglio e poi licenzia 250 operai, parlano di un capitale della società di 15mln€?
“Il nuovo piano finanziario presentato da Sis – spiega la Moretti - all'inizio di settembre prevede uno sconto sulle tariffe per gli utenti del 15% e uno sforzo economico notevole sui ricavi. Oggi è stata riconosciuta al concessionario la volontà di trovare una soluzione positiva al fine di portare a compimento la Pedemontana in modo da non rischiare posti di lavoro e crisi aziendali. Credo che entro qualche giorno arriverà una risposta dagli altri attori. Il nuovo piano infatti prevede che i ricavi per Sis siano abbattuti di 3,5 mld per l'intera durata della concessione e mette sul tavolo 700 milioni di equity, lo sforzo è grande e dimostra l'interesse e la collaborazione necessaria a veder finita la superstrada"- conclude così la capogruppo Pd in Consiglio regionale Veneto. - See more at: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=84&c=5&e=88&t=1&idNotizia=30925#sthash.a4jgjeWc.dpuf
Comunicato Stampa 23 settembre 2016
Agli organi di informazione.
In relazione alle notizie apparse in prima pagina della Tribuna di TV: MOLOTOV IN PEDEMONTANA VENETA e in prima pagina del Gazzettino di TV: PEDEMONTANA BOMBA NEL CANTIERE, ritenendo questo fatto grave anzi gravissimo, il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa respinge e condanna ogni provocazione poiché pratica e lotta con metodi non violenti, promuove e sostiene ricorsi e azioni legali utilizzando gli strumenti istituzionali.
A nessuno deve venire in mente di strumentalizzare la nostra azione per fini oscuri e destabilizzanti, soprattutto per permettere, a chi ne ha interesse, di buttarla in rissa e caciara per non dare risposte alle pesanti questioni che abbiamo posto sul tavolo e che continueremo a porre, sempre e solo nel merito, finché non ci saranno le risposte. Sono metodi mafiosi che non ci appartengono e che rimandiamo al mandante e a chi li usa abitualmente.
Matilde Cortese, Massimo Follesa, Elvio Gatto portavoce CoVePA
martedì 20 settembre 2016
La Pedemontana Veneta così vicina a "Mammasantisima" che non ci si crede
La cosa singolare è che il nome di Monorchio, anzi di suo figlio (anche questo non indagato), carambola nel retroscena della maxi inchiesta della magistratura toscana che l’anno scorso portò all’arresto di figure di primissimo piano nel mondo delle commesse pubbliche (che assieme a quello delle concessioni pubbliche è da sempre vischioso), tra cui il dominus delle Infrastrutture Ercole Incalza (le cui propaggini arriverebbero sino allo Ior)e il progettista Stefano Perotti. Il quale, tanto per rimanere nel recinto delle vicende venete sino al momento dell’arresto era il direttore dei lavori della Pedemontana Veneta.
Queste sono le parole con cui Marco Milioni sottolinea quanto approfondisce nel suo blog lasberla.net, seguendo le carte che escono con l'articolo apparso sull'ultimo L'Espresso.
Sit In CoVePA 15/09/2016 Cantiere Pedemontana Veneta di Casoni a Mussolemte VI
In questo video che presentiamo ci sono gli attimi appena successivi allo scampato incidente con un camion trasporto ghiaie, che ha rischiato di travolgere chi stava allestendo il presidio per i mancati pagamenti degli espropri e le condizioni limite dei cantieri della Pedemontana Veneta. Sul fatto c'è da dire che non accettiamo quella che appare una provocazione bella e buona, a questo c'è poco da aggiungere, il resto lo abbiamo detto ai Carabinieri intervenuti e lo dettaglieremo all'autorità inquirente per sapere il nome e il cognome dell'autista che è scappato senza attendere l'intervento delle forze dell'ordine.
Oltre alle ragioni dei residenti dell'area che da quasi due anni stanno aspettando il rimborso dei danni provocati dal corto circuito alla cabina dopo che un mezzo d'opera aveva colpito i fili della bassa tensione, l'iniziativa è stata l'occasione per fare il punto anche sulle vicende della Spv, un'opera a nostro giudizio dannosa che sta mostrando i suoi limiti anche anche sul piano finanziario.
Ha avuto una buona adesione e oltre alle pesanti nefandezze sugli espropri e sui "cosiddetti accordi bonari" che di bonario hanno solo il nome, abbiamo ribadito che ogni iniziativa sulle attività economiche di un progetto finanziario fallito non può prescindere dal mettere i soldi sul tavolo, in particolare i 300 mln di € degli espropri che vogliamo in contanti e in banconote da 500€ perchè c'è poco da fidarsi di certi metodi e della capacità economica del nuovo piano di SIS per la SPV: gli espropri sono la misura della serietà di ogni proposta e se il completamento di questi vuol dire il blocco dei cantieri si proceda.
Al commissario e a Zaia diciamo che andare avanti con ostinazione non serve a nulla, quest'opera non può ripartire architettando nuova finanza creativa ma tenendo conto di 5 punti indispensabili di sintesi per una Pedemontana Veneta alternativa che siamo pronti ad articolare compiutamente: 1.Stop ai cantieri; 2.Revisione del sistema dei flussi; 3.Allontanamento del gruppo di gestione; 4.Basta con la farsa sugli espropri; 5.Via a un project-review della SPV.
lunedì 19 settembre 2016
La Pedemontana annaspa? Gli interrogativi sull'opera
TAEPILE: La Pedemontana annaspa? Gli interrogativi sull'opera: (m.m.) Che tempi si preannunciano per la Spv? Tre giorni dopo il sit-in da parte degli attivisti del Covepa che contestano il tracciato...
Guarda il video immediatamente dopo l'incidente al presidio del 15/09/16 con le dichiarazioni a caldo di chi è scampato al pericolo.
Guarda il video immediatamente dopo l'incidente al presidio del 15/09/16 con le dichiarazioni a caldo di chi è scampato al pericolo.
domenica 18 settembre 2016
Spv, ancora una frustata della Corte dei Conti sul commissario Vernizzi
![]() |
| Gatto e Cortese alla recente manifestazione a Mestre |
La
recentissima relazione redatta dalla Corte dei Conti sulla Spv,suona come un vero e proprio ultimatum al Commissario alla
Pedemontana Veneta Silvano Vernizzi». Usano queste parole Elvio
Gatto e Matilde Cortese, i due portavoce di Treviso e Bassano del Grappa del CoVePA, il Coordinamento
Veneto Pedemontana Alternativa, nel commentare il documento ancorainedito, uscito il 15 settembre dagli uffici della «Sezione centraledi controllo sulle amministrazioni dello Stato» in forza presso la
stessa Corte dei Conti di Roma.
«Già
da una prima lettura delle oltre 190 pagine vergate dal dottor
Antonio Mezzera – precisano i due - si capisce chiaramente che, a
giudizio della magistratura erariale, si palesano due criticità
principali. La prima riguarda i fondi da destinare alle opere
complementari. La seconda invece costituisce un vero e proprio
rimbrotto da parte di Mezzera nei confronti di molti enti, locali e
non, coinvolti dal tracciato. Enti cui sono state indirizzate alcune
richieste specifiche di chiarimento e per le quali, a giudizio
dell'estensore non sono giunte dai diretti interessati risposte
adeguate».
In
altre parole Cortese e Gatto fanno sapere che in ragione della
relazione della Corte non ci sarebbero i fondi per realizzare quelle
strade che dalla viabilità ordinaria immettono nella Spv. In
relazione a questi e altri dubbi, argomentano ancora i due, gli enti
coinvolti, si sarebbero ben guardati dal fornire spiegazioni
convincenti. Questa almeno sarebbe la doglianza del magistrato.
venerdì 16 settembre 2016
IN VENETO PIOVONO SBERLE di M.M.
![]() |
| www.cinescatenato.it |
Gli ultimi due giorni non hanno riservato delle belle sorprese per il Veneto. Ieri il Corsera, tra i primi, ha dato la notizia della indagine a carico del comandante della Gdf per il Triveneto ovvero il generale Giuseppe Mango. Il quale è accusato dalla Dda napoletana di avere rivelato ad un suo amico avvocato alcuni dettagli riservati di una inchiesta in corso sugli affari del clan camorristico dei Polverino. Chi ha buona memoria ricorderà tra l’altro che proprio un’inchiesta su quella famiglia portò nel gennaio del 2012 ad una operazione nell’area di Piove di Sacco che fece clamore. E durante la quale fu arrestato il superlatitante del clan Polverino Nicola Imbriani. I cui fiancheggiatori pochi mesi appresso vennero condannati in primo grado dal tribunale di Padova. Ma le bad news per il Veneto non si esauriscono. Oggi(16/09/16ndr) l’Espresso pubblica un servizio in cui il futuro della Pedemontana veneta viene messo in cattivissima luce, mentre nemmeno il governatore leghista Luca Zaia ne esce bene. L’altra bordata de l’Espresso è invece relativa al comportamento degli industriali veneti, vicentini in primis per l’affaire BpVi e per l’affaire Veneto Banca. In questo caso è un corsivo al curaro firmato da vittorio Malagutti che mette per l’ennesima volta in piazza tutte le contraddizioni in capo agli industriali della regione, partire da Roberto zuccato sino a giungere alla famiglia Zoppas.
martedì 13 settembre 2016
PEDEMONTANA VENETA FORA I SCHEI 300 MLN DI € IN 600 MILA PEZZI DA 500€ PER GLI ESPROPRI! La serietà di certi palloni gonfiati si misura sulla credibilità di mettere i soldi sul tavolo quelli veri e no i pagherò.
Giovedì 15 settembre 2016 dalle ore 10,15 in occasione del previsto incontro a Roma per il salvataggio della Pedemontana Veneta il Covepa (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa) organizza un piccolo sit-in silenzioso per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema degli espropri relativi alla Pedemontana Veneta. Nonostante le promesse ancora molti non hanno avuto quanto pattuito... E la cosa sta creando diversi problemi alle famiglie.
Alle 11.30, principalmente per i media, sarà organizzata anche una breve conferenza stampa dopo la quale il presidio si chiuderà. L'occasione sarà utile per fare il punto anche sulle vicende della Spv, un'opera a nostro giudizio dannosa che sta mostrando i suoi limiti anche anche sul piano finanziario.
Ogni iniziativa sulle attività economiche di un progetto finanziario fallito non può prescindere dal mettere i soldi sul tavolo, in particolare i 300 mln di € degli espropri che vogliamo in contanti e su sulla scrivania della trattativa con il governo in banconote da 500€. Sono 600mila pezzi che vogliamo vedere per credere alla capacità economica del nuovo piano di SIS per la SPV, gli espropri sono la misura della serietà di ogni proposta e se il completamento di questi vuol dire il blocco dei cantieri, lo si faccia.
L'iniziativa si tiene in corrispondenza dei cantieri di SPV nei terreni delle famiglie Anzolin e Bizzotto in via Postumia a Mussolente in provincia di Vicenza, le coordinate geografiche sono 45.745725, 11.820391. E' possibile arrivare seguendo il link https://goo.gl/maps/1SWA4 r2SYZ42
Si tratta di espropriati come moltissimi altri, da oltre due anni e senza accordo, o senza soldi, a causa delle clausole vessatorie che rifiutano di accettare. Presenteremo le proposte che la SIS costringerebbe a firmare con metodi strani e discutibili, oltre al paradosso di occupare abusivamente alcune proprietà e di non pagare i danni che arreca con i cantieri, relazioneremo sugli intoppi burocratici con cui sono vessati gli espropriati.
martedì 6 settembre 2016
«La Pedemontana è una ferita alla terra Una speculazione dei politici»
Tratto da La Voce dei Berici a p. 22 Andrea Alba intervista Don Albino Bizzotto, guida spirituale e fondatore dei “Beati Costruttori di Pace”, esprime la sua opinione sulla Spv. Da quattro anni il sacerdote di Vicenza, ogni Epifania, celebra una messa ai margini dei cantieri del BassanesePer lui la Superstrada Pedemontana vicentino- trevigiana «è un’opera sbagliata, frutto di speculazione. Entro l’anno spero si pronuncino l’Anac, autorità anticorruzione, e la Corte dei Conti».
E reputa grave che «sia stato espropriato tutto il sedime, completando la strada in minima parte e dando agli espropriati un “pagherò”. Hanno voluto marcare il territorio, in modo simile a quello degli animali».
venerdì 26 agosto 2016
PEDEMONTANA VENETA PROGETTO CORSARO DELL'I-SIS: L'INSTABILE-SIS.
![]() |
| http://www.cpadver-effigi.com/blogs/i-corsari-e-la-maremma/ |
Nella
recente
rassegna
stampa la Pedemontana Veneta va a 130 km/h, sembra che le balle ne
aumentino
la velocità. Se questo dato fosse vero, cioè che si
è costruita un'opera per viaggiare a 130km/h, mentre le
autorizzazioni su cui si basa la concessione parlano di superstrada a
110km/h,
allora,
oltre
alla velocità dovrebbero
aumentare
i costi per espropri e indennizzi visto che
ora la SPV
sarebbe
un'autostrada. La
fascia di rispetto e
la
distanza a cui indennizzare dovrebbero
essere poste
a 60 m, come tutte le altre autostrade.
Dal punto di vista degli
espropriati,
a
cui hanno rifiutato gli indennizzi
di
legge e che
si sono
sentiti
rispondere frasi
del tipo
“non
paghiamo il danno al fabbricato perché il baricentro della tua casa
è 32 cm oltre i 40 mt dalla fascia di indennizzo”,
sarebbe
una truffa bella e buona, legalizzata
dall'emergenza e da
denunciare alla magistratura.
Si
tratta di un problema di concorrenza con la
A4,
una
pezza
al
buco
miliardario di
SPV.
Non
si contano più quelli che si
stracciano vesti e capelli sui giornali, cercano
di rispondere, giustificare,
spiegare
e argomentare,
arrampicandosi sugli specchi,
ma
è un
fatto che mai la SPV riuscirà
a spostare il traffico dell'A4,
se
non in misura relativa. Lo studio del MIT, alla base delle
norme istitutive della Pedemontana Veneta
(Legge
finanziaria 23 dicembre 1998 n. 448 art. 50, comma 1, lett. G
-
art.
145, comma 75, della Legge 23 dicembre 2000 n. 388
– art.
10 della legge 17 maggio 1999, n. 144
),
sostiene
che dei flussi previsti, solo il 25% sarebbe derivato da quelli a
lunga percorrenza dell'A4, drenando
solo il 20% dei flussi dalla
Gasparona
o dalla
Schiavonesca e per tratte massime
di 20km. Per
queste ragioni si scelse l'opzione della superstrada tra la A31 e la
A27. Poi Baita, la Mantovani e la Pedemontana Veneta spa di Galan e
Chisso si sono inventati il “progetfinansing
di SPV”.
Che
fosse in
perdita, taroccato e
incapace di concorrere con la A4 se
ne accorgono adesso dopo che per anni siamo andati sostenendolo
in tutte le sedi, si
arrivano a citare gli
studi del traffico del 2008-2009 della Provincia di Vicenza del il
suo piano territoriale.
Viaggiare
in
A4
è molto più vantaggioso della SPV a
110km/h e
con pedaggi
più del doppio, roba
già vista nella BreBeMi.
Nonostante
le frottole sui pedaggi da magliari, i documenti dicono che per
percorrere in
auto
tutta la Spresiano-Montecchio ci vogliono 13,9€
in andata e altrettanti in ritorno. E'
poi da vedere se a
130km/h si risolve tutto magicamente,
come
l'inottemperanza
agli
Studi
di Impatto
Ambientale
e soprattutto al parere della commissione nazionale VIA
e
all'autorizzazione del
CIPE.
Vuoi
vedere che siamo anche di fronte ad un cantiere abusivo
come una qualsiasi villetta che
non rispetta progetto
e
concessione?
domenica 21 agosto 2016
PEDEMONTANA VENETA MINATA DALL'I-SIS: L'INSTABILE-SIS
![]() |
| IlGdiVI 21/08/16 |
Il giornale di Vicenza di oggi 21/08/2016 nella pagina regionale del Veneto cita quanto abbiamo comunicato nei giorni scorsi, confermando i nostri dati con i documenti presentati alla Corte dei Conti di Roma da parte del commissario.
Un fallimento quello che certifica il commissario ing. Vernizzi: operativo per se stesso, politico e tecnico per la Regione Veneto. Infatti Zaia presta al commissario un assessore, un palazzo, una compagnia di tecnici, di dirigenti e di professionisti e una delle sue più importanti società di gestione: Veneto Strade.
Il dato che certifica questo fallimento è sugli investimenti finora impiegati che il redattore del GdiVI richiama secondo le parole di Vernizzi. Si sostiene che il lotto più avanzato è quello che collega il casello di Breganze con la Valdastico nei pressi di Villaverla. Questo cantiere, di 5.7 km, sarebbe al 76% dei lavori. Dato che in questo lotto, l'importo dei lavori dai circa 100 mln di € inziali è salito con la variante del 2013 a 105 mln di €, si può dire che ha impiegato circa 80 mln di € dei 347 mln finora spesi per i lavori complesivi(cfr articolo allegato), quasi tutti dallo stato. Perciò sui restanti 90 km sarebbe stata impiegata la differenza di 267 mln di €: vale a dire 2.9 mln€/km, una bazzecola in 7 anni dall'avvio della concessione e dall'inizio dei cantieri del 2011.
sabato 20 agosto 2016
PEDEMONTANA VENETA: CAMBIO DEGLI ATTORI PROSPETTATO DALL'INTERVENTO DEL SEN. SANTINI PD
E' possibile che gli attori dell'operazione Pedemontana Veneta possano essere cambiati per il Senatore del Pd Giorgio Santini, componente della commissione bilancio. Dunque il destino è ancora sospeso per la Pedemontana Veneta, per l'ing. Vernizzi e soprattutto per la SIS. Si stanno addensando nubi di una certa consistenza sul piano politico, dato che il governo sembrerebbe fare sul serio nel riordinare il casino veneto sulla pedemontana in saòr. Mentre la Regione Veneto corre ai ripari creando una task force per sovraintendere ai lavori e anticipare la rimozione del commissario, da Roma si attende di capire come verrà sciolto il nodo più delicato, quello dei finanziamenti. Non è solo una empasse, ma un vero e proprio blocco con cambio della concessione.(http://www.reteveneta.it)
giovedì 18 agosto 2016
PEDEMONTANA VENETA A MENO DEL 19% DEI LAVORI. SACYR CI METTA TUTTI I MLD MANCANTI.

Si può dedurre che i livelli di investimento sono in ritardo di oltre un anno almeno, tenendo conto di quanto dichiara il commissario a Renzi nella sua lettera del 12/05/2016
Abbiamo verificato lo stato dei numeri che l'investimento prevedeva entro il 2016, il risultato dovrebbe far saltare sulla sedia chi pensa vada tutto bene e che in questo momento la situazione sia comunque sotto controllo.
La mutinazionale Sacyr-Vallehermoso ci metta tutti gli oltre 1.600 mln di € mancanti, oppure anch'essa si rifiuta di investirli in un'opera da repubblica delle banane visto la sua esperienza sud-americana?
La
stampa veneta ripete un mantra sullo stato di avanzamento della
Pedemontana Veneta che ne rivela tutti i limiti: ormai la SPV è al
30% e non si può fermare. A divulgarla sui giornali veneti è stato
il commissario a Trissino nel marzo di quest'anno. I cronisti a 4
marce, con tutta la trazione integrale innestata nei 4 quotidiani del
gruppo espresso dall'ex sindaco della pedemontana trevigiana, Daniele
Ferrazza, la ripropongono ad ogni intervento sulla SPV. E' l'epigone
di una categoria, quella dei sindaci che andrebbe processata per le
responsabilità politiche almeno. Quei sindaci non capiscono o
fingono di non capire il declino di un territorio intero che
quest'opera disegna, una visione imperniata all'oggi di progetto
finanziario fallito e da salvare giorno per giorno, tutt'altro che la
nuova metropoli del Veneto pedemontano.
Vernizzi
e Zaia sicuramente conoscevano
la
situazione da fallimento fin dal 2013, vista la revisione alla
concessione dove si prevedeva un
debito senior da parte di SIS
per
1,5 mld di € con un tasso al 7,5% annuo per 25 anni: una cosa da
mondo fantastico finanziario o meglio da furbetti del quartierino. Ma
devono avere più di qualche santo in paradiso e per mezzo della
penna di Ferrazza ci fanno anche la morale col loro 30% di
avanzamento lavori.
I
dati presi in considerazione dicono
che sono dichiarazioni prive di fondamento. La Pedemontana Veneta non
è al 30% di avanzamento, come i numeri del crono-programma degli
investimenti nel piano economico e finanziario della SPV. Esiste uno
specchietto che dimostra il ritardo degli investimenti e il livello
del disastro finanziario a cui sono giunti commissario e SIS. Alla
pagina 2 dell'allegato 1 nella relazione al piano economico e
finanziario della revisione della concessione di SPV del 2013, la
tabella è chiarissima su tempi e sulle cifre degli investimenti.
giovedì 4 agosto 2016
PEDEMONTANA VENETA: CHI OFFRE DI PIU'?
SALDI SPV 15%, 20%, PERCHÈ NON 30% DI SCONTO PER I PEDAGGI.
Sono falliti e non lo sanno. La Bei non li ha finanziati, la JpMorgan nemmeno, ha rifiutato anche CDP, e allora dopo tre rifiuti dai finanziatori sono alla tetta dello stato: se non é fallimento questo.
"E come avvien, quand'uno è riscaldato, Che le ferite per allor non sente; Così colui, del colpo non accorto, Andava combattendo ed era morto". "......è la verità lampante di questi versi che mi colpisce. Il realismo inoppugnabile della descrizione, l'affilata rappresentazione dell'Evento. Siamo in battaglia e un guerriero viene colpito. E il colpo che riceve è mortale, lo uccide. Ma per un momento - un solo lunghissimo momento, la cui durata è infinita - il guerriero morto crede d'essere ancora vivo. E per un solo istante - la cui dimensione è incalcolabile - continua con convinzione a fare il suo mestiere di guerriero: combatte.
Ecco, Pavese lo ha chiamato il "mestiere di vivere". E dentro ci siamo tutti. Ognuno di noi scende ogni giorno sul campo di battaglia e va alla conquista di un frammento di vita, senza avere percezione che è stata solo un'esaltata illusione e che il nemico dal volto imperscrutabile gli ha già inferto un fendente micidiale." (cit. http://www.gazzettadelsud.it/blog/172916/Del-colpo-non-accorto.html)
Sono falliti e non lo sanno. La Bei non li ha finanziati, la JpMorgan nemmeno, ha rifiutato anche CDP, e allora dopo tre rifiuti dai finanziatori sono alla tetta dello stato: se non é fallimento questo.
"E come avvien, quand'uno è riscaldato, Che le ferite per allor non sente; Così colui, del colpo non accorto, Andava combattendo ed era morto". "......è la verità lampante di questi versi che mi colpisce. Il realismo inoppugnabile della descrizione, l'affilata rappresentazione dell'Evento. Siamo in battaglia e un guerriero viene colpito. E il colpo che riceve è mortale, lo uccide. Ma per un momento - un solo lunghissimo momento, la cui durata è infinita - il guerriero morto crede d'essere ancora vivo. E per un solo istante - la cui dimensione è incalcolabile - continua con convinzione a fare il suo mestiere di guerriero: combatte.
Ecco, Pavese lo ha chiamato il "mestiere di vivere". E dentro ci siamo tutti. Ognuno di noi scende ogni giorno sul campo di battaglia e va alla conquista di un frammento di vita, senza avere percezione che è stata solo un'esaltata illusione e che il nemico dal volto imperscrutabile gli ha già inferto un fendente micidiale." (cit. http://www.gazzettadelsud.it/blog/172916/Del-colpo-non-accorto.html)
martedì 2 agosto 2016
Pedemontana Veneta: 5 punti del CoVePA per Del Rio e De Vincenti
E'
chiaro a tutti che nella Pedemontana Veneta c'è un MOSE di soldi
nascosto nei rimborsi del contratto. Il dettaglio lo abbiamo già
evidenziato e sta nascosto nell'articolo 8 e 8 bis delle due versioni
del 2009 e del 2013 del contratto di
concessione(http://wwwcovepa.blogspot.it/p/leggi-il-piano-economico.html).
Emerge che il peso maggiore di questo progetto avviato sull'intero
asse, privo di serie verifiche finanziarie e progettuali, è pagato
dal territorio e da chi è obbligato a cederlo in virtù di norme di
emergenza inventate per favorire il concessionario nell'incamerare
campi e case.Non ci stiamo a essere passati per coloro che proteggono
il proprio particolare e non hanno interesse al bene collettivo. Dopo
oltre un decennio di battaglie e di denunce non ci stiamo ad essere
liquidati come dei sempliciotti che boicottano lo sviluppo del del
Veneto del 3° millennio. Noi non sappiamo in che fantastico mondo
vivono individui che sparano nel mucchio sviluppista e siliconato,
senza aver approfondito i contratti
(http://wwwcovepa.blogspot.it/p/leggi-il-piano-economico.html) e i
dettagli che minano la concessione della SPV
(http://wwwcovepa.blogspot.it/2016/07/spvmose-ecco-le-carte-della-concessione.html)
.
Vogliamo
avere una rapporto con le forze di governo del paese che hanno avuto
il coraggio di rompere il velo sulle omertà ultradecennali della
superstrada a pedaggio. Non abbiamo più fiducia in una classe
dirigente regionale che ha costruito un buco e cerca regali e
protezioni. Chiediamo con Lei e con i loro rappresentanti al tavolo
tecnico a VenetoStrade, per presentare in modo articolato alcuni
semplici punti che qui anticipiamo in sintesi:
1.Stop
ai cantieri per avviare un tavolo trasparente e partecipato sul
sistema di finanziamento, degli interessi e del rischio, per
riprogettare una SPV dove serve e come serve;
2.Revisione
del sistema dei flussi di traffico, dei pedaggi e riduzione dei costi
a partire dal blocco della galleria Malo-Caselgomberto e del primo
lotto, risparmiando oltre 500mln€ con riduzione dell'esposizione
finanziaria;
3.Allontanamento
del gruppo di gestione di questo fallimento con tutti i vertici, i
collaboratori, gli assistenti e i passa carte;
4.Basta
con la farsa sugli espropri: vanno pagati prima di tutti quale
garanzia di ogni eventuale ripresa dei lavori;
5.Applicazione
del Codice degli Appalti con il via a un project-review della SPV con
intervento della Corte Dei conti e di ANAC, rispetto la direttiva
2014/23/UE sul rischio operativo bancario a carico del
concessionario.
leggi
l'intera lettera
IL SALVAGENETE CDP NON SALVA LA PEDEMONTANA VENETA. I 2 conti della serva.
![]() |
| Aggiunta al contratto di Concessionedel 2 - 009 DGRV n .2260 10/12/2013 |
Bastano
due conti della serva
per dimostrare il sostanziale default cui va incontro la Superstrada
Pedemontana Veneta. Per
primo il dato sui flussi di traffico
che potrà essere al massimo di 20.000 veicoli al giorno, tenendo
conto dei veicoli circolanti in A31 e A27 e delle condizioni più
favorevoli relative alla mobilità
veneta
messe in luce da AISCAT.
Se tutto va bene quindi la società che gestisce la superstrada
incasserà ogni anno (supponendo un pedaggio medio di euro 10
-secondo
l'allegato
A1 della concessione rivista nel 2013, si può arrivare
oltre i
12€
- e ipotizzando, cosa non verosimile, che tutti i veicoli compiano
l'intero percorso e durante tutti i giorni dell'anno) 72 milioni di
euro. In totale fanno per i 39 anni di durata della concessione 2
miliardi 808 milioni di euro. Il
secondo è un dato finanziario
e cioè gli interessi sul famigerato project-bond pari all'8% annuale
. Il bond dovrebbe essere pari a circa 1,6 miliardi e quindi
ipotizzando un bond decennale garantito dalla BEI il totale degli
interessi che la Sis dovrà pagare fa 128 milioni di euro all'anno
ovvero 1,28 miliardi in dieci anni.
Sommando
questo dato finanziario con il costo che dovrebbe sostenere la
SIS per la realizzazione dell'opera il totale è di 2,88 mld di €.
Senza contare i costi di esercizio, la manutenzione, i costi
generali, le spese risultano già superiori ai ricavi. E 'chiaro che
l'opera non raggiungerà il break even point (bep) ovvero il
pareggio. Sarà una strada sempre in perdita. A nulla servirà
abbassare del 10 o 15% il costo del pedaggio perché il traffico
aumenterà di poco e con esso i ricavi, ma in misura sostanzialmente
ancora insufficiente a conseguire un utile per il progetto.
IL PEDAGGIO DI SPV E LE BALLE SESQUIPEDALI
![]() |
| AUTOVIEVENETE |
Il calcolo del pedaggio di SPV è al centro delle questioni sul rifinanziamento del progetto a carico dello Stato. Si tratta ancora di fumo negli occhi di stupidaggini sesquipedali, di marketing da quattro soldi per un'opera al fallimento. Alcuni giornali spacciano per attuali sconti dando letteralmente i numeri e raccontando balle replicando notizie campate in aria di 6 anni fa, come dimostra l'articolo del Corriere del Veneto del 2010. Si parla di uno sconto di vecchio di 5 anni siamo anche alle bufale, pestano una cacca e la rivendono come un babà.
Le carte parlano chiaro e chi le ha travisate lo ha fatto in malafede. anche chi ha sottoscritto quegli accordi è altrettanto in malafede soprattutto per i fasulli sconti che non reggeranno al vaglio del rifinanziamento dell'opera. La responsabilità è solo degli artefici di quell'accordo: Vernizzi e Zaia. I veneti pagheranno caro e pagheranno tutto. vedremo se sapranno ripagarli con la stessa moneta.
L'allegato A1 alla revisione del contratto di concessione del dicembre 2013 parla delle tariffe per i pedaggi. chi ha pubblicato i dati ha sono preso la tabellina principale, senza accorgersi che risale al 2002. Infatti la postilla alla tabella è chiare gli importi base di 0.086€/km per i veicoli leggeri e di 0.143€/km per quelli pesanti vanno adeguati partendo dalla base di valuta del 2002 con un tasso di inflazione del 2.5% annuo. Poco importa che siamo in deflazione: il contratto è chiaro e si deve applicare ottenendo valori mostruosi per l'entrata in esercizio prevista dal piano economico e finanziario nel 2019.
Secondo il nostro prospetto si arriverebbe ad avere tariffe nel 2019 pari a 0.132/km per le auto(classeA) e di 0.222€/km per i mezzi pesanti e commerciali(classe B, 3, 4 e 5)!!! UN SALASSO, senza contare se sono in conto tutti i fattori di una tariffa come le quote Anas o le imposte indirette e a poco servono gli inutili sconti.
Iscriviti a:
Post (Atom)















