venerdì 29 aprile 2016

SPV: FRANA UNA PARTE DELLA VARIANTE PER LA NUOVA GASPARONA NEL CANTIERE DI MASON-VILLARASPA (VI)

Riceviamo da Massiomo F. e pubblichiamo
Grave é il pericolo che hanno corso gli automobilisti che sono transitati nel cantiere di SPV tra Marostica e Breganze, una parte della variante del cantiere di Mason è sprofondata tra il il 27 e il 28 aprile. Il crollo nel sottostante svincolo si sarebbe verificato nella tarda serata di mercoledì 27 aprile, probabilmente a causa delle piogge e dei mezzi pesanti: si potrebbe dire che se la costruiscono e se la distruggono visto la quantità di camion della SIS che transitano. Ormai la Gasparona è stata ridotta a una mera viabilità di cantiere, è la SIS che sta creando la vera emergenza e viene da pensare che sia fatto scientemente.

Mercoledì notte, di ritorno dall'incontro sulla SPV di Altivole (TV), c'ero anch'io in quel tratto di strada. Ero con altri tre amici che mi avevano accompagnato alla serata organizzata dalla Rizzotto della Lista Zaia. Insieme agli altri automobilisti abbiamo corso un grave rischio. Saltare dal quel ponte significava volare da oltre 6 metri. Siamo ad un vero e proprio mancato disastro nel tracciato del sovra passaggio dell'ampio svincolo che immetterà dal casello di Villaraspa verso la zona industriale di Pianezze.

Avevamo appena ascoltato ad Altivole le parole retoriche sulla sicurezza dei cantieri della SIS e del commissario, con cui hanno commentato il recente decesso della galleria di Malo, che avrebbe potuto esserci un ulteriore incidente mortale.

mercoledì 27 aprile 2016

I CAMERIERI DELLA SPV SCAPPANO COME TOPI DAL SOTTOSCALA DI ALTIVOLE.

I TOPINI DI ALTIVOLE
Siamo stati all'incontro di Altivole ieri mercoledì 27 aprile sulla SPV, avremmo voluto porre delle domande a quel sindaco che si è meritato un articolo de Il Fatto Quotidiano per la sua censura alla presentazione del libro Strade Morte dello scorso anno.  Lui e il suo alter ego rizzotto, la cameriera regionale a 4 marce, sono scappati a gambe levate rifiutando il confronto. Alla fine, dopo due ore di monologhi, come topi insieme alla DeBerti, a Vernizzi e a D'Agostino se la sono svignata dalle cantine dell'auditorium comunale, rifiutando il confronto e le domande di oltre 200 presenti. Ci siamo resi conto di avere davanti inservienti protervi e arroganti della SPV, che giocano sull'appecoramento dei veneti che si lasciano dominare da lupi e lupe. Del resto di peggio si era già visto per le due banche venete, ma quei camerieri non sono rappresentanti delle istituzioni democratiche e repubblicane, sono usurpatori, hanno ridotto il tricolore a un tovagliolo da osteria. Avremmo voluto interrogarli con chi tira le fila della tavola della Pedemontana Veneta: il commissario, l'assessore e il dirigente SIS. Invece sono meschinamente scappati nascondendosi in un sottoscala, e uscendone a tarda notte dopo che la gente era defluita irritata. Anche le forze dell'ordine se ne erano andati e verso mezzanotte, quando sono sbucati dall'interrato c'é stato un faccia a faccia tra gli attivisti del CoVePa con Vernizzi e Fasiol che non hanno potuto evitare il confronto, mentre le leghiste a 4 marce Rizzotto e De Berti se la svignavano seguendo D'Agostino protetto dai suoi dipendenti
Ai camerieri con tricolore del bordello pedemontano volevamo chiedere del recente infortunio mortale accaduto nel cantiere di San Tomio di Malo per la costruzione delle opere di avvio del tunnel tra Castelgomberto e Malo del lotto 1C della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta. Ai tenutari invece avremmo voluto chiedere delle promesse del presidente della SIS ing. Claudio Dogliani, che si è impegnato con la Corte dei Conti per ottenere i fondi che il contratto di concessione pone a suo carico nella misura di circa 1,7 mld€ entro il primo quadrimestre del 2016.

martedì 19 aprile 2016

Pedemontana Veneta: muore un operaio nella galleria a Malo.

foto CoVePA
Abbiamo appreso del decesso di un operaio coinvolto in un incidente nel tunnel della SPV, si tratterebbe di un messinese impegnato nella costruzione di un'opera collaterale alla galleria principale tra la Valle dell'Agno e quella del Leogra. Pensiamo con dolore al suo sacrificio e alla sua famiglia e ai suoi compagni di lavoro, in questi momenti rivolgiamo il cordoglio di chi si oppone ad un'opera che comincia a chiedere il suo tributo di sangue. Dietro a questi fatti vi è la sottovalutazione dei rischi idraulici di questo sottosuolo e la presunta accelerazione dei lavori, che in meno di tre mesi avrebbero portato le opere iniziate dal 16% al 30%. Arrivare ad un terzo dell'opera in pochissimi mesi (ammesso e non concesso che sia vero) può avere costi anche in vite umane.

venerdì 8 aprile 2016

Bartelle M5S: «Zaia non poteva non sapere».


Wikipedia
Zattila non vedeva, non sentiva e non parlava con gli uomini del predidente, ma secondo Patrizia Bartelle Cons.Reg.M5S li conosce bene: dal cognato Persegato in ValdasticoSud, a Silvano Vernizzi, polesano e numero uno di Veneto strade, «sotto la cui gestione commissariale i costi della Superstrada Pedemontana Veneta sono lievitati da 2 a 3 miliardi di euro per stessa ammissione di Zaia con un contributo pubblico e perciò un aggravio per i contribuenti passato da 174 milioni a quasi un miliardo di euro» ndr. Leggi quanto riporta VVox
«Zaia non poteva non sapere». Queste le parole del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Patrizia Bartelle riguardo alla vicenda della Valdastico sud e il rinvio a giudizio per un gruppo di imprenditori e amministratori tra cui Luigi Persegato, cognato dell’ex governatore Giancarlo Galan. «Ci troviamo di fronte – spiega la Bartelle – ad una spartizione a tavolino in cui oltre agli amici degli amici, refrain che ritorna di consueto, entravano persino gli stessi familiari.

sabato 2 aprile 2016

IL SILENZO-DINIEGO DELLA BOTTICELLIANA MADIA E L'ILLUSIONE DELLO STATO TRASPARENTE DI FANFARENZI

Sembra un pesce d'aprile in ritardo, invece é una cosa vera. Sul Corriere della Sera online è apparso un intervento del ministro della Pubblica Amministrazione sul nuovo provvedimento per la riforma dell'accesso ai suoi atti. Il ministro Madia risponde a quanto sostiene Ferruccio de Bortoli in un precedente editoriale. 
La botticelliana Marianna pensa di introdurre il silenzio-diniego (l’assenza di risposta dell’amministrazione equivale a un no) e l’impossibilità per un cittadino di opporsi al rifiuto senza dover necessariamente ricorrere a un giudice e la tipologia di limiti all’accesso. Sembra una trovata piduista da rinascita della repubblica ammantata con la neo lingua di FanfaRenzi. Infatti stiamo parlando del Freedom Of Information Act mandato alle commissioni dal governo.  
De Bortoli sottolinea che l’elenco delle eccezioni è semplicemente sterminato: "Il limite della «tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti» forma una categoria talmente vasta da porre il diritto del cittadino a conoscere l’iter di un atto, i tempi e i costi della sua esecuzione, in una condizione di palese inferiorità, alla stregua di una curiosità molesta. La legge non identifica, nelle varie amministrazioni, un responsabile unico cui rivolgersi. Non c’è uno sportello. La mancata risposta dopo trenta giorni alla domanda di un singolo cittadino (destinata a perdersi nel mare magnum degli uffici) configura una sorta di silenzio-rigetto privo di sanzione."
C'é da preoccuparsi veramente, perché nonostante le buone intenzioni sottolineate da De Bortoli, la Madia sostiene la sua posizione dimenticandosi quanto sia illiberale la nostra democrazia, dove gli organi di informazione rispondono ad editori legati a potentati economici e politici, dove non esiste alcuna informazione indipendente salvo poche e saltuarie eccezzioni. Soprattutto la bionda va citando legislazioni come quelle americane, britanniche e tedesche dove le norme sul conflitto d'interessi, sul diritto d'informazione e sulla trasparenza  degli atti é una cosa seria. Noi su queste cose nelle classifiche internazionali siamo ben lontani da posti occupati dai nostri partner dell'UE, siamo al livello di una ex repubblica socialista appena accolta nel novero dei paesi occidentali. 
Sembra davvero profilarsi il giorno, per chi vorrà avere le carte, per affermare che il cielo sia blu come nei dipinti del Botticelli, che sia disposto a finire in galera. Per tutti glia altri ci sarà sempre un talent in tv o un'apericena in disco-bar da non perdere.

INCHIESTA A31. GALAN PERSEGATO BELTRAME E IL SILENZIO SUGLI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA VENETA.

ladomenicadivicenza.gruppovideomedia.it
Marco Milioni approfondisce la richiesta di rinvio a giudizio di Galan, del cognato Persegato e capo delle acciaierie omonime Beltrame. Leggi TAEPILE

Il rinvio a giudizio per il caso Valdastico sud, meglio nota come Vicenza Rovigo, è alle porte. Ne parla Il Giornale di Vicenza di oggi in pagina 7. Più precisamente la Dda di Venezia chiede il giudizio, tra gli altri, per il tycoon Antonio Beltrame, amministratore delegato della omonima acciaieria vicentina. 
Chiesto il processo anche per Luigi Persegato, all'epoca dei fatti amministratore unico della patavina Coseco e cognato dell'ex governatore veneto azzurro Giancarlo Galan. Il quotidiano berico omette però la parentela del Persegato. Sulla cui ditta incombono peraltro stranissime ombre

L'udienza preliminare avanti il tribunale di Venezia è fissata il 15 aprile. Tuttavia, al di là delle questioni di cronaca giudiziaria si pone un problema etico politico non da poco. Anzitutto perché oggi sarebbe stata auspicabile una dura presa di posizione di Confindustria verso gli iscritti e verso le imprese associate che in tema di ambiente e legalità si muovono senza rispetto per i valori più elementari. E tant'è che questo silenzio si perpetua da mesi. È avvenuto, tra le altre, col caso Mose, col caso Maltauro-Expo, col caso BpVi-Zigliotto, per non parlare della vicenda Vittadello

Confindustria Veneto tace ed acconsente. E non è un bel vedere per la regione. Nel mondo imprenditoriale in primis, l'affaire Guidi lo dimostra, occorre una dose di pulizia equivalente a quella da cavallo necessaria per ripulire un comparto politico amministrativo ridotto alla medesima melmaia.

venerdì 1 aprile 2016

GALAN E PERSEGATO ALLA SBARRA PER VALDASTICO SUD

GdiVI 01/04/16 p.7
Oggi il Giornale di Vicenza a pagina 7, diretto da Aria Gervasutti, da notizia dell'imputazione di Giancarlo Galan e di suo cognato Luigi Persegato. Sono chiamati alla sbarra per gli inquinanti sotto alla Valdastico Sud. Gli affari dei movimenti terra vanno alla sbarra insieme all'ad di Acciaierie Beltrame. 
Alla sbarra va con loro anche il sistema delle infrastrutture venete collegate alla finanziarrizazione delle opere pubbliche.
Questa é una notizia di cronaca nazionale e il giornale di aria compressa invece di farci la prima pagina la nasconde nelle pagine interne e sotto un titolo di copertura.
Il rinvio a giudizio per il caso Valdastico sud, meglio nota come Vicenza Rovigo, è alle porte dunque. Più precisamente la Dda di Venezia chiede il giudizio, tra gli altri, per Antonio Beltrame, amministratore delegato della omonima acciaieria vicentina. Chiesto il processo anche per Luigi Persegato, all'epoca dei fatti amministratore unico della patavina Coseco e cognato dell'ex governatore veneto azzurro Giancarlo Galan. Il quotidiano berico omette però la parentela del Persegato. La udienza preliminare avanti il tribunale di Venezia è fissata il 15 aprile.

lunedì 21 marzo 2016

LA SPV E' UN TAVOLO A TRE GAMBE.

CorVeneto 21.03.2016
Il comunicato del sen. M5S Enrico Cappelltti smentisce i toni trionfalistici dell'apertura del tunnel di Trissino e quelli ancora più altisonanti dell'annuncio del rigetto del ricorso di Villa Fanna al Consiglio di Stato a Roma.
Le parole di Cappelletti sono di una gravità inaudita e pongono in evidenza la concretezza dei fatti che incombono sulla Pedemontana Veneta. 
La cruda realtà dei fatti incombe su SPV: come è possibile che in soli due mesi e mezzo sia stato superato il 30% dei lavori eseguiti.
 Il Senatore pone l'accento sulle questioni finanziarie e sull'affidabilità internazionale di un'opera del genere. E' dunque lecito domandarsi qual'è il rating della Pedemontana Veneta?
Appaiono gravissimi i rischi in capo agli espropriati che hanno già perso le loro proprietà.
Zaia si appunta al petto l'apertura del primo lotto tra l'A31 e Breganze entro il 2016, ma questo fatto è capace di portare il finanziamento pubblico a oltre 1 mld di €.  

SPV: LIBRI IN TRIBUNALE? L'ALLARME DEL SENATORE M5S CAPPELLETTI

SU VICENZAPIU' ONLINE è APPARSO IL COMUNICATO DEL SENATORE CAPPELLETTI CHE LANCIA UN GRAVE ALLARME SULLO STATO ATTUALE DELLA SVP, AL DI LA' DEI TRIONFALISMI. DELINEA IL CONCRETO RISCHIO CHE SIANO DEPOSITATI IN TRIBUNALI I LIBRI DI SPV SE I TRE BUSSOLOTTI DEI FINAZIAMENTI PUBBLICI, PRIVATI E FINANZIARI RESTERANNO VUOTI.
Alcuni mesi addietro, il Commissario per la Pedemontana Veneta, in una intervista al TG3 regionale del Veneto, era addirittura arrivato a sostenere che avrebbe riscosso la garanzia nel caso in cui la SIS Società Consortile per Azioni non avesse saputo trovare i soldi per costruire la SPV entro marzo 2016. Aveva addirittura affermato in pratica la possibilità di rescindere il contratto di concessione con SIS SCpA, fatto che nasconderebbe il rischio di fallimento della società per l'attuazione del project-financing dell'infrastruttura così fortemente sostenuta da Galan, Chisso e Zaia.

martedì 15 marzo 2016

COSA SOSTENIAMO AL CONSIGLIO DI STATO CON LE ATTIVITA'SULLA SPV DI REGIONE VENETO, GOVERNO E COMMISSARIO. resoconto delle nostre osservazioni in dibattimento alla IV sez. contro spv

www.tesoridiroma.net
Si possono nascondere i problemi di Pedemontana Veneta dietro a una bella esplosione e a una ancora più fantastica rimozione di un ricorso. Chi si aspetta che domani mattina SPV si fermi può stare fresco, non diciamo che ci dispiacerebbe, ma vorrebbe dire che sarebbe fallita l'opera, insieme a un po' di imprese a catena e un'intera classe politica. Noi siamo abituati a stare con i piedi per terra e a guardare bene in faccia la realtà perciò ritorniamo sui problemi quelli veri. 
L'assenza al Consiglio di Stato di SIS e Commissario la dice lunga su quello che potrebbe aspettarci alla luce dei colpi nella galleria di Sant'Urbano in Valle dell'Agno. Nonostante l'euforia di queste ore, il 10 marzo 2016 è stata una giornata importante si è discusso presso la IV sezione del Consiglio di Stato a Roma il ricorso promosso dagli esporiati aderenti al CoVePA contro la Regione Veneto, Il commissario e la SISscpa e contro la Pedemontana Veneta da questi gestita. La mattinata è iniziata in modo teso, poichè ci è stato impedito dalle forze dell'ordine di assistere alla prima parte dell'udienza. I nostri rappresentanti presenti erano trattenuti per accertamenti a causa di foto e striscione sgraditi ai carabinieri e poliziotti presenti. Tutto è stato traslato in avanti e il dibattimento si è svolto nel primo pomeriggio sulle questioni di merito dei ricorsi contro SPV. Il collegio giudicante presieduto dal giudice Patroni Griffi e composto dal relatore Russo e dai consiglieri Greco, Taormina e Spagnoletti ha dato la parola agli avvocati Ianna e Pizzato che rappresentavano i ricorrenti e l'ass. Parco delle Rogge di Bassano del Grappa in tre distinti ricorsi. Gli avvocati dello stato per il commissario di Pedemontana Veneta e della SIS, concessionaria di SPV, nonostante fossero presenti al mattino si sono inspiegabilmente assentati nel pomeriggio. L'avv. Biagini della Regione Veneto é rimasto sorprendentemente da solo a difendere quanto contestavamo ed è stato non poco in difficoltà nel replicare alle censure.

lunedì 7 marzo 2016

A BROGLIANO INCONTRO CON GLI AUTORI DI STRADE MORTE.MASSIMO FOLLESA E MARCO MILIONI DIALOGANO SUL NODO DELLA SPV E DEL SUO CASELLO NELLA VALLE DELL'AGNO CON IL CONSIGLIERE MARIO BARBIERI

A Brogliano l'11 marzo alle ore 20.30 presso la saletta del campo sportivo in via Gen. Tomba, dopo che a Roma la Corte dei Conti il 21.12.2015 ha reso pubblica la relazione della sezione centrale di controllo, parleremo dell'indagine sulla Pedemontana Veneta. I cittadini tramite i comitati presenti sono intervenuti in dissonanza dall'ammucchiata di sindaci che si sono qualificati come orpelli decorativi e corollari di Vernizzi, commissario di SPV e Dogliani, Presidente di SIS.
Con il consigliere di opposizione Mario Barbieri, gli autori di STRADE MORTE Marco Milioni e Massimo Follesa si confronteranno su:
- Il piagnisteo dei sindaci presenti, veri becchini del territorio, che ha chiesto la realizzazione delle opere complanari, mettendo in difficoltà l'ass. De Berti che ha dovuto ammettere che tali opere sono fuori dalle opere finanziate dal contratto di concessione. Mancano infatti nel complesso almeno 300 mln€ tra i quali oltre 100mln per i  21 km tra Mussolente e Castelfranco e i 6 km dello snodo di Breganze attorno alla Laverda e alla Diesel, come pure la dozzina di tratti di raccordo stradali attorno ai caselli che potrebbero ammontare come quello di Castelgomberto a 12 mln€. A questi si aggiungono i 164 mln€ che la Regione Veneto ha chiesto di inserire nella cosiddetta Legge Obiettivo con la DGRV n. 159 del 13 febbraio 2015 avente per oggetto: “Programma Infrastrutture Strategiche. XII° Allegato infrastrutture. Approvazione dell'elenco aggiornato delle opere infrastrutturali ritenute strategiche ed indifferibili per la Regione del Veneto. L. 21 dicembre 2001, n. 443”, pubblicato su BUR Veneto n. 21 del 3 marzo 2015. L’allegato 2 riguarda gli interventi da inserire nei quali spiccano i 164 mln€  per la viabilità di raccordo della SPV.

- La mancanza di fondi privati, che sarà coperta con un ardita operazione finanziaria internazionale. Dogliani ha dovuto argomentare il dettaglio dei costi delle capitalizzazioni con i ProjectBond, che è la condizione indispensabile per far proseguire la SPV.  Ma ha dimenticato di dire che prima dovrà ottenere le coperture richieste alla Commissione Europea dove la SPV è stata candidata a ricevere garanzie fina a 1.300 mlne tramite la BEI e il FEI. Operazione che non sarà facile ottenere, soprattutto entro il primo quadrimestre 2016. La tempistica è dunque allungata e siamo alle solite storielle, i fondi europei di garanzia sono fondi pubblici. È improrogabile la verifica del contratto che è evidente un contratto di concessione finanziato con fondi pubblici.


domenica 28 febbraio 2016

SUBAPPALTO LIBERO PER SPV, E LA MAFIA RESTA A GUARDARE? controlli antimafia con il silenzio-assenso tra infiltrazioni e presenze

www.antimafiaduemila.com
Il Fatto Quotidiano del 28/02/16 a pagina 11 riporta che il subappalto sarà ancora più libero, si tratta di un regalo di Renzi alle imprese, dietro al quale c'è lo zampino di Verdini. Il partito degli affari nazionali non dorme mai, mentre ci si accapigliava sulle unioni omosessuali, una manina ha inserito il regalino alle imprese, anche a quelle mafiose. Il rilancio del paese mica può andare per il sottile, ma quanti fondi e investigatori ha dato il governo alle Prefetture? In particolare quelle di Treviso e di Vicenza quanti uomini hanno da impiegare nelle analisi antimafia delle oltre 1000 imprese coinvolte in SPV?
Il silenzio-assenso a raffica è prassi nella Pedemontana Veneta per i controlli antimafia. Il commissario Vernizzi di recente ha emesso un ulteriore numero di determine per avallare altrettanti subappalti e non sono le prime. Sebbene nessuna delle imprese affidatarie dei subappalti per la SPV, per ora, è indagata, la cosa fa paura. 
Il silenzio assenso sui controlli antimafia, è una rete a maglie larghe frutto di una normativa voluta dalle imprese. La norma, introdotta dal governo Renzi con il D.lgsl. n° 153 del 13/10/2014, “contiene misure di semplificazione delle procedure sin qui adottate per il rilascio delle certificazioni antimafia, di accelerazione dei tempi per la stipula dei contratti pubblici ma anche di ampliamento dei controlli sugli appalti.”  Il sito altalex.com, ne sottolinea i punti positivi poiché “... è forse possibile delineare la nuova “filosofia” del Governo nella lotta alla Mafia: meno rigore formale, più incisività nei controlli preventivi. Innanzitutto viene ridotto da 45 a 30 giorni il termine entro cui le Pubbliche amministrazioni possono stipulare i contratti. Entro questo termine i Prefetti dovranno rilasciare le comunicazioni antimafia, con la possibilità di effettuare dei controlli anche in seguito. Qualora le Prefetture non siano state in grado di emanare tempestivamente la certificazione, il contratto potrà in ogni caso essere stipulato. Nell’eventualità che dai controlli effettuati ex post emergano situazioni ostative, il contratto potrà essere risolto.”
I regali alle mafie non sono campati in aria, se si ripensa alla recente inchiesta sulla 'ndrangheta a Verona e alle trame di quella denominata Aemilia, così ben raccontata dal documentario di Cortocicuito. In "La 'ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana" si narra nei particolari, non solo delle infiltrazioni di aziende e mafiosi ma, dell'occupazione dei territori, proprio tra il Veneto e l'Emilia Romagna. Il caso della Grika di San Bonifacio(VR) è simbolico. Da alcuni lustri lavora nei subappalti delle principali infrastrutture venete: il Passante di Mestre, la tangenziale di Montecchio Maggiore, i cantieri di A4, la nuova base americana di Vicenza.

giovedì 18 febbraio 2016

Approvata la nuova legge regionale sulla VIA – Valutazione di Impatto Ambientale.

Il consigliere regionale A.Zanoni
L'8 febbraio 2016 il Consiglio regionale del Veneto ha approvato con 23 voti favorevoli (Lega Nord, Lista Zaia, Indipendenza Veneta, Forza Italia, Fratelli d’Italia), 18 astenuti (PD, Lista Moretti, M5S, Fare/Tosi, Popolari) e nessun contrario, il Progetto di Legge n. 16 “Disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale e di competenze in materia di autorizzazione integrata ambientale” di cui ero correlatore di minoranza.
Questa riforma della legge regionale sulla VIA – Valutazione di Impatto Ambientale è sicuramente innovativa e più moderna rispetto all’attuale legge regionale n.10 del 1999, visto che applica alcuni contenuti innovativi della nuova Direttiva VIA europea, la 2014/52/UE, di cui sono stato relatore al Parlamento europeo e che dovrà essere recepita dai 28 stati dell’Unione Europea entro il 16 maggio del 2017.
Perciò la nostra regione con questa legge potrebbe, almeno per alcuni contenuti, arrivare prima dello stato centrale nel recepimento della direttiva comunitaria di settore.
La valutazione di impatto ambientale è una procedura di fondamentale importanza perché serve a valutare i possibili impatti sull’ambiente, e quindi anche sulla salute dell’uomo, di un determinato progetto prima che lo stesso sia realizzato.

venerdì 5 febbraio 2016

PAGELLE PEDEMONTANE: IL CONSIGLIO DISTATO NON OSI PISCIARE SULLA CORTE DEI CONTI!




Sei anni prima dell'arresto dell'ex padrone di Villa Rodella, anche il MOSE, nel 2008, incontrò l'indagine della Corte dei Conti guidata dal consigliere Mezzera. Qualcuno si crogiola parlando di dubbi dei giudici, di assoluzione, di assenza di prescrizioni e di zero reati, ma se tanto mi da tanto, con questa premessa c'è da aspettarsi di tutto anche per la SPV. Speriamo non ci vogliano 6 anni e per questo valga quanto ci ha invitato a fare il consigliere Mezzera, consiglio che abbiamo seguito rivolgendoci alle procure competenti.

Siamo in periodo di pagelle e quella della Pedemontana Veneta è piena di 4. I professori hanno dovuto mandare una lettera al puparo. Il nostro contributo alla pagella sarà dato dall'udienza del 10 marzo 2016 al Consiglio di Stato perché ristabilisca il diritto delle due sentenza del TAR Lazio del 2011 e del 2012, contro l'evidente abiezione morale e giuridica delle recenti sentenze del 2015. Ci auguriamo che nella nell'udienza davanti al Consiglio di Stato, i giudici nonostante siano troppo vicini al governo, non osino pensare di salvare il marcio e il verminaio che cova nel sistema Pedemontana Veneta. Perché noi non staremo a guardare questa volta, non solo alzeremo la voce ma faremo qualcosa di più per contrastare una sentenza che qualcuno sembra aver già scritto: non staremo a guardare se il Consiglio di Stato osasse non tenere conto della relazione della 1^ e 2^ Sezione della Corte dei Conti, sarebbe come se pisciasse sulle scarpe dei magistrati contabili, dei cittadini e della democrazia.

mercoledì 3 febbraio 2016

La Corte dei Conti rende noto l'esito della sua attività sulla Pedemontana Veneta



 

La Corte dei Conti di nazionale ha reso nota la relazione finale sulla SPV della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato. Facendo seguito all'adunanza del 21/12/15, con la deliberazione n.18/2015/G, ha emanato alcune censure a cui devono ottemperare le pubbliche amministrazioni coinvolte tra cui in particolare Commissario, Regione Veneto e Comuni. É una sonora bocciatura dell'opera, del Commissario Vernizzi, della Regione Veneto e di Zaia stesso che segue SPV sin da quando era a capo della provincia di Treviso nel 2001. Sono contenute raccomandazioni e una vera e propria stroncatura a cui la SPV dovrebbe ottemperare entro 6 mesi, speriamo che questo valga la rimozione di Vernizzi e la revisione del progetto finanziario della Pedemontana Veneta. Sono due richieste che rivolgiamo per competenza a Matteo Renzi e alla commissione di revisione dei projectfinancing che dipende direttamente dal Governatore veneto Luca Zaia.
Pubblichiamo qui la sintesi del documento depositato il 30/12: <<La superstrada a pedaggio ‘Pedemontana veneta’ è in corso di realizzazione ad iniziativa  dei privati circa la progettazione e l’esecuzione. I molteplici ripensamenti sulle sue modalità realizzative negli anni precedenti l’affidamento dell’opera hanno condotto ad una soluzione ibrida di superstrada a pagamento con caratteristiche autostradali. Il commissariamento dell’opera ha permesso deroghe alla legislazione vigente ed alla  legge obiettivo, trasformandosi in mezzo di soluzione per i problemi organizzativi  dell’apparato amministrativo. La deroga reiterata e pluriennale alle ordinarie competenze  appare singolare, anche in considerazione del fatto che il commissariamento è stato sollecitato dalla stessa Regione Veneto, privata delle sue funzioni in materia. 

venerdì 22 gennaio 2016

DA CHE PARTE STA LA DE BERTI? PRIMA I VENETI UN CORNO. Zaia vuole la SPV a tutti costi insieme a moretti ciambetti e vernizzi serve per le imprese! De Berti ci ha gentilemte incontrati ma con un esito interlocutorio poco disponibile ad approfondire e pronta a salvare imprese e concessionario. 5 mln€ li diamo agli esprorpiati ma dobbiamo pagare prima le aziende!

ilgiornaledivicenza.it
Quanto sta accadendo sulla SPV lo abbiamo aggiornato Sabato 23 gennaio 2016 alle ore 12 presso il Caffè dei Libri invicolo Gamba a Bassano del Grappa (VI) in una conferenza stampa dove, presenteremo il ricorso che è stato depositato presso il Consiglio di Stato contro le sentenze di agosto 2015. Saranno presenti gli esponenti dei 4 ricorsi e gli avvocati per dettagliare le ragioni che ci hanno spinto ad agire presso la suprema corte anche in vista delle imminenti udienze. Inoltre parleremo anche dell'incontro avuto con l'assessore Elisa De Berti. Infatti ieri 21 gennaio 2016 alle ore 16 presso la sede di Veneto Strade al 2° piano Elvio Gatto, Matilde Cortese e Massimo Follesa, i portavoce del CoVePA, hanno incontrato l'Assessore De Berti.
«L'assessore ha sostenuto che per gli espropri sarebbero stati riservati 5mln€/mese, ma se questa è la cifra, ci vorranno almeno 6 anni per coprire i restanti 300mln€ degli espropri previsti nel progetto esecutivo. De Berti non ci ha smentito anzi, si è spinta a dichiarare che si devono pagare anche le imprese, ma questo, ci permetta l'assessore, è un pessimo atteggiamento, il concessionario e i suoi subappaltatori si sono assunti un rischio che vogliono far pagare agli espropriati che invece lo subiscono come il sopruso in virtù di un obbligo di legge che prevede comunque il pagamento dei beni espropriati. Dunque De Berti prima paga le imprese e se ne avanza poi paga gli espropriati? Vuole o no pagare prima chi ci rimette casa e campi? A noi è sembrato di no! Altro che tavolo sugli espropri ci vuole un tavolo pubblico per monitorare l'avanzamento dell'opera e i suoi problemi finanziari! Lo indica la De Berti se vuole dimostrare di non essere nelle mani di guida il palazzo dove ci ha ricevuti» hanno dichiarato i tre portavoce.
L'incontro era stato richiesto sin dal 6 agosto 2015, subito dopo il suo insediamento. La evidente riserva è stata spezzata dall'incontro avuto un mese fa presso la Corte dei Conti di Roma il CoVePA è intervenuto richiamando ai giudici la strana circostanza per la quale l'assessore interloquiva solo con chi accettava gli accordi fintamente bonari e per giunta predisposti dal precedente assessore Chisso.
Massimo Follesa ha dichiarato che finora le somme ascrivibili a SPVspa nel progetto sono pressochè nulle, e «perciò abbiamo chiesto all'assessore che le somme da erogare al concessionario siano d'ora in poi bloccate e utilizzate per pagare gli espropri, che i cantieri si arrestino, che il contratto di concessione sia rivisto e che l'accordo bonario di espropriazione sia azzerato, poiché con esso e gli atti forzosi di esproprio si sottrae la terra senza nemmeno pagarla, di fatto con gli espropri non pagati si finanzia la SPVspa».
Cortese ha spiegato come avvengono gli espropri e le truffe dei finti accordi bonari e delle trattative interrotte sempre sul punto di chiudere, fatte solo per occupare la terra e rabbonire che si mette di traverso e blocca l'accesso a camion e ruspe della SIS.
Gatto ha poi soggiunto: «De Berti non ha voluto ascoltare le nostre ragioni ma solo farsi un quadro, per altro parziale dei conti degli espropri, per lei i nostri numeri erano troppo complicati da capire e verificare. Eppure a fianco a lei c'era il super dirigente delle infrastrutture Angelini». Nell'incontro avremmo voluto presentare i punti proposti da agosto siamo solo riusciti a consegnarle un documento sullo stato attuale della SPV comprovando i fatti e le questioni che emergono sul campo.

giovedì 7 gennaio 2016

Viabilità. Bartelle (M5S): ritardi colpevoli di Vernizzi presidente di Veneto Strade

www.consiglioveneto.it
Oggi dopo numerosi incidenti causati dal ghiaccio e dalla carente sicurezza stradale in tutto il Veneto, con un comunicato sagace, la consigliere del M5S Patrizia Bartelle ha lanciato l'allarme sulle manutenzioni ordinarie sparite dagli impegni del presidente di Veneto Strade Silvano Vernizzi, per le strade del Veneto meridionale. Figuriamoci quali sono e saranno le condizioni di quelle a nord nella pedemontana vicentina e trevigiana, dopo le notizie sul project financing di SPV e le peripezie del Silvano volante sul filo dei fondi pubblici versati a SIS per tirare a campare. Bartelle gli rinfaccia di essere troppo occupato dalle strade della finanza e poco da sicurezza e manutenzione delle strade normali per la gente comune.

mercoledì 6 gennaio 2016

Spv, alcune riflessioni dopo l'udienza della corte dei Conti del 21 dicembre 2015

Pittore di Licurgo - Aiace e Cassandra
A beneficio di chi da anni segue la nostra attività riteniamo di dovere fare alcune considerazioni dopo l'udienza del 21 dicembre 2015 alla quale la Corte dei conti ha chiamato tutti i soggetti in qualche modo coinvolti nel processo decisionale e progettuale
relativo alla Superstrada Pedemontana Veneta.
 Eravamo alla Corte dei Conti a Roma presso la sezione centrale di controllo siamo intervenuti in dissonanza dall'ammucchiata di sindaci a corollario di Vernizzi e Dogliani. Siamo intervenuti con un nostro documento dove abbiamo chiesto di indagare le eventuali responsabilità individuali legate alla finta approvazione dell'esecutivo nel 2013 e alle sue continue modifiche. Abbiamo ascoltato il consigliere Mezzera sottolineare che la SPV è senza finanziamento privato. Il relatore ha duramente sottolineato la questione relativa al fatto se il commissario sia realmente proficuo e se i suoi atti rispondano ai caratteri di efficienza, efficacia ed economicità. Non sono stati rispettati i programmi per la presentazione delle coperture finanziarie entro il 2015. È stato pesante il resoconto del Capo della SIS sui conti della SPV passato sotto silenzio dalla stampa e dagli amministratori locali presenti, ha parlato di 470 mln€ spesi. I fondi privati sono gravemente insufficienti tanto che una persona ragionevole ormai a 6 anni e mezzo dall'affidamento in concessione e dal commissariamento chiederebbe la rinegoziazione del contratto se non l'insolvenza del contraente. Il piagnisteo dei sindaci presenti ha chiesto la realizzazione delle opere complanari, mettendo in difficoltà l'ass. De Berti che ha dovuto ammettere che tali opere sono fuori dalle opere finanziate dal contratto. La mancanza di fondi privati sarà coperta con un ardita operazione finanziaria internazionale. I contenziosi si sono estesi per tutta la durata del progetto a partire dal progetto preliminare, ma quelli più importanti sono stati i due conclusi con le sentenze del dicembre 2011 e del febbraio 2012.
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venerdì 1 gennaio 2016

EUCARESTIA PER L'EPIFANIA DELLA TERRA


EPIFANIA DELLA TERRA 6/01/16 14.30 QUARTIERE PRE' BASSANO d.G. VI


Come ogni anno ci ritroviamo per ricordare lo scempio della nostra terra. Questo 2016 tra Pedemontana Veneta, Nuova Valsugana e Parco delle Rogge ci riuniamo e rimnnoviamo la proposta con don Albino e Beati i Costruttori di Pace. abbiamo pensato questa iniziativa con il quartiere Prè di Bassanoche ci ospita, e insieme all'Associazione Parco delle Rogge e all'assamblea NO Valsugana. Celebreremo l’Epifania della Terra come gli anni scorsi, Mercoledì 6 gennaio alle ore14.30 nella sede del Quartiere Prè a Bassano del Grappa. LEGGI IL MESSAGGIO DI DON ALBINO
Carissima/o
Prima di tutto desidero condividere l’augurio inviato agli amici per Natale e il nuovo anno.
NATALE 2015
“…concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune” (Laudato Sì, n°164); non è solo l’orizzonte dove tendere; è il progetto urgente da declinare quotidianamente; ne va della vita.
Globalità oggi evoca conflitti, paure paralizzanti, rifiuti per le conseguenze dell’inequità, della fame, delle guerre, del terrorismo e della violenza alla Terra.
Globalità dice anche scoperta e gioia di rapporti nuovi e di responsabilità condivisa per far respirare e amare la Madre Terra e per costruire una società nuova senza barriere, dove nessuno è meno figlio di un altro: fraternità universale.
Gli auguri che ci scambiamo fanno leva sulla buona volontà di ciascuno; la gravità della situazione impone scelte e tempi che forzano la nostra libertà e chiedono un surplus di umanità.
E la vita risplende quando è generata dall’amore.
Auguri.