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sabato 13 giugno 2026

Grandi opere, PFBA, Pedemontana, TAV e silenzi del Nordest: chi chiede conto oggi ai controllori di ieri?


Gli accadimenti di questi ultimi giorni in tema di grandi opere e ambiente debbono far riflettere attentamente i veneti. Gli aspetti penali che stanno riempiendo le cronache giudiziarie sono ovviamente appannaggio del lavoro della magistratura. Ma sul piano politico e morale urgono alcune riflessioni.

L’indagine a carico dell’ormai ex presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele, indagato dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto di Messina, è la prima tessera di questo mosaico. Le connessioni con il Nordest sono note. Il Fatto Quotidiano ha ricordato che Miele sarebbe stato nominato anche nell’organo di garanzia per la ferrovia Verona-Padova, opera affidata a Webuild e RFI, la stessa Webuild al centro del grande cantiere del Ponte sullo Stretto.

Sempre di recente, stavolta per la vicenda delle Olimpiadi di Cortina, è finita in un’inchiesta per turbativa d’asta coordinata dalla Procura di Belluno anche Elisabetta Pellegrini, nella sua veste di dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e coordinatrice della struttura tecnica di missione del MIT. Pellegrini, già dirigente apicale della Regione Veneto, è stata anche Direttore dell’allora Struttura di progetto “Superstrada Pedemontana Veneta” e, con DGR n. 636 dell’8 maggio 2018, le era stato attribuito l’incarico di RUP per le attività in capo alla Regione del Veneto relative alla concessione, progettazione, realizzazione e gestione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta.

La SPV è oggi al centro di un'impressionante vicenda di contaminazione ambientale da PFBA, sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS a catena corta, rilevata in relazione ai cantieri, alle gallerie, agli acceleranti di presa per calcestruzzo, alle acque di drenaggio, alle terre e rocce da scavo. È una vicenda che non può essere separata dalla catena delle responsabilità amministrative, tecniche e politiche che hanno accompagnato la progettazione, l’esecuzione e il controllo dell’opera.

sabato 6 giugno 2026

PERCHE' REGIONE VENETO NON PUO' ESSERE PARTE LESA NEL RINVIO A GIUDIZZIO DEI 12 ACCUSATI DI SIS. Pedemontana Veneta: il ruolo di ARPAV parte dal 2011 e con la delibera regionale del 2012

Otto anni di rapporti economici SIS–ARPAV, 4,8 milioni di euro per audit e monitoraggio ambientale, dal 2019 partono i protocolli regionali sulle terre da scavo e PFBA nelle gallerie solo dal 2021: dieci pagine di documenti, date e domande ancora senza risposta sulla Pedemontana Veneta che portano a chiarire perchè La Regione Veneto non può essere solo parte lesa nella richiesta di rinvio a giudizio per i PFBA in Pedemontana Veneta.

La vicenda del PFBA nella Superstrada Pedemontana Veneta non può essere letta come un fatto improvviso, né come un semplice incidente tecnico emerso solo a lavori avanzati. La catena documentale pubblica mostra che, fin dal 2012, la Regione Veneto aveva piena consapevolezza della particolarità dell’intervento, dell’enorme quantità di materiali da scavo, della delicatezza delle aree interessate e della necessità di sottoporre quei materiali a indagine ambientale e monitoraggio concordati con ARPAV.